Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Santoro’


Più leggo i giornali, più guardo la TV, più navigo su Internet, ma soprattutto più parlo con la gente… più penso che ce la possiamo fare. Ce la possiamo fare a mandare a casa questo governo di incapaci, di criminali, che hanno fatto di tutto per farci credere che loro, a differenza dei politicanti della Prima Repubblica, avrebbero affrontato i problemi reali, il governo del fare. Fare poco e male, fare gli affari propri, fare figure barbine, fare danni, questo sì. Nemmeno l’economia è riuscito a salvare questo governo di affaristi: han voluto farci credere che ci voglia una mente illuminata per gestire il gioco del mercato del terzo millennio, ma le loro menti buie e quelle dei loro amici hanno solo saputo mettere in piedi una politica miope di risparmio sulla forza lavoro, spostando la produzione in paesi dove gli operai non hanno diritti – ma cervelli sì, e piano piano sono passati dall’essere le mani che riempivano le tasche dei nostri signorotti ad essere i loro concorrenti diretti, osservando, copiando ed imparando a produrre per arricchire se stessi. Oggi in nome della competizione con i paesi che prima sfruttavamo, ci vengono a dire che tutti devono fare sacrifici, a partire dai lavoratori, ma non si è ancora capito quali siano i sacrifici che stanno facendo loro. Le carte sono scoperte, il re è nudo. E anche la politica di tagli del salvifico Tremonti, chissà perchè, taglia scuola e ricerca, mai gli stipendi eccellenti: sceglie di buttare via 300 milioni per separare le amministrative dai referendum, nella speranza (vana! VANA!!) di poter ancora una volta contare su cittadini distratti e disillusi. Quei 300 milioni di euro che servirebbero alla scuola per funzionare a pieno ritmo (a fronte dei 24 stanziati) i cittadini sono stati capaci di farli fruttare, a dispetto della disfunzione sgovernativa. Ultimamente le stanno facendo troppo grosse (dalle leggi ad personam siamo passati ai ministeri ad personam, sempre più vicini ai bisogni della gente – forse hanno capito “geograficamente”…), forse per mera incapacità, che viene inevitabilmente a galla dopo che la gestione disastrosa lascia troppe falle, e lo schifo finisce per uscire, da una parte o dall’altra. Forse solo perchè sono così abituati a non preoccuparsi del popolo pecorone che oggi sono tronfi e disattenti. Io ho percepito il primo, timido afflato di speranza quando è saltata fuori la questione Scaiola, quello che si è dimesso per potersi dedicare a scovare quel malintenzionato che gli ha regalato la casa a tradimento, avete presente? “A sua insaputa” è stato uno dei primi tormentoni. Agli Italiani gli tocchi la casa e cominciano a girargli le OOO. Lì i più fedeli elettori hanno cominciato a dire: questa è grossa… Il caso Ruby all’inizio non li ha scossi più di tanto, alle puttane c’erano abituati, mica gli suscitavano indignazione, invidia, tutt’al più. Ma l’uscita “Meglio puttaniere che frocio”, quella l’hanno trovata un po’ sbracata (il doppio senso è del tutto intenzionale): chi dal punto di vista etico, chi di marketing, d’immagine, chi ha capito che Silvio stava cominciando a perdere il senno, a non aver più la capacità di calcolo comunicativo, ad essere annebbiato dietro il suo sorriso di bronzo. I 314 voti parlamentari che certificavano “La sincera convinzione, giusta od erronea, che si trattasse della nipote di un capo di stato” (ancora per poco ndr.) sono stati un vero insulto all’intelligenza del paese – ma anche ad una stupidità media -, plateale, ingiustificabile nemmeno a sapersi arrampicare sui vetri – e poi l’Uomo Ragno non è di destra, loro c’hanno Batman, con casa a Milano, addirittura figlio del sindaco – ooops, ex-sindaco, che caso, ancora la casa! Questa gloriosa serie di edificanti avvenimenti è stata intervallata da manifestazioni popolari finalmente partecipate: nonostante temessimo che sarebbe stata la solita inutile protesta, questa volta non abbiamo più potuto starcene a casa e siamo scesi in piazza prima a sostegno della scuola pubblica e poi insieme alle donne. Arriva anche un programma televisivo, “Vieni via con me”, che si è incassato una media di 8,5 milioni di spettatori a serata per 4 settimane di seguito – alla faccia del pubblico beota, della televisione che è stata innovata dal nostro primo ministro e che è quella che “piace alle gente”: poche menate, ma, sinceramente, anche poche risate. E se menate devono essere allora che siano quelle morbose, splatter anche dietro la facciata della pseudo-psicologia da settimanale femminile, del fenomeno dell’anno: la cronaca nera che invade i programmi mattutini, pomeridiani, preserali e di prime-time. Ma la televisione che distrae comincia a non bastare più: il suo pubblico ce l’ha, non sbagliamoci, però c’è anche una consistente fetta di audience assetata di risate intelligenti, di arte, di cultura – mica letteratura da Nobel (ma anche), semplicemente bravi professionisti, artisti e persone più o meno comuni con qualcosa da dire, da esprimere, da condividere. Una TV stimolante, che comincia ad andare oltre se stessa e ti fa venire voglia di leggere e scrivere, di saperne di più su quel corpo di ballo, su quello scrittore, su questo paese, che comincia a stiracchiarsi, ad aprire occhi nei quali resta un barlume di curiosità, nonostante il disincanto. Non è che il paese si stia svegliando perchè lo dicono in TV, ma la TV riflette la vitalità del paese, il polso dal battito flebile, ma non del tutto assente. Lo dice anche la classifica dei quotidiani più letti in Italia (esclusi i dati online): se La Gazzetta dello Sport è il quotidiano di maggior successo, subito dietro di essa ci sono La Repubblica, Il Corriere e La Stampa, che insieme raggiungono il doppio dei lettori dello sport. A destra non si legge, dato sorprendente visto il livello dei quotidiani di corrente…. Ed arriviamo alle amministrative, ai referendum boicottati da governo e TV generaliste (tutte meno una), alle persone che hanno di nuovo la voglia di dire la loro, perchè se continuiamo a lasciarli fare, stiamo freschi. Ed il sangue nelle vene dell’Italiano medio sembra nuovamente scorrere rosso e passionale, simbolo di vita, non più di morti violente. Capiamoci bene: c’è ancora TUTTO da fare, l’opposizione da rifare, per esempio: se notate il merito del cambio di marcia non gode di una sola azione da parte dell’alternativa di governo, ma sta tutto negli autogol del marcio potere attuale e nella voglia della gente di smettere di vivere con le mollette al naso per non sentirne la puzza. Sia chiaro: io non credo necessariamente che non saper vincere sia sinonimo di non saper governare, ma la capacità di vincere indica anche la capacità di leggere la gente, il paese ed i suoi bisogno. In ogni caso la vittoria è fondamentale per mettere in pratica il proprio programma, per mal pubblicizzato che sia… Non siamo nemmeno ai blocchi di partenza della corsa. Diciamo che ci siamo appena svegliati e siamo scesi dal letto. Siamo in piedi.

Siamo “Tutti in piedi”, slogan che vorrei adottare, frutto del lavoro di un altro professionista: Michele Santoro, uomo eminentemente televisivo, che ha saputo far parlare l’Italia migliore, quella che i politicanti si affannano a tacitare, in un programma che è andato oltre la TV, si è accaparrato il mezzo della rivolta di oggi: internet 2.0, quella della comunicazione interattiva – e, se il mezzo è il messaggio, oggi noi siamo pronti a non stare solo a guardare, ma vogliamo dire la nostra e darci da fare. Siamo oltre l’indignazione: siamo tutti in piedi – non perdiamo il momentum, mettiamoci in gioco, ognuno a modo proprio, facendo bene il proprio lavoro, con orgoglio, con consapevolezza di un momento chiave per l’Italia che, forse, s’è desta sul serio, ma per restarlo ha bisogno del contributo diretto di ognuno di noi, di tutti quelli ai quali le cose non vanno bene così come sono – e siamo un’esercito: pacifico, incazzato, ma pacifico.

Annunci

Read Full Post »


OK, lo ammetto, mi manca l’ispirazione. Mi manca soprattutto il tempo per ispirarmi ultimamente! Ne succedono troppe, una dietro l’altra, come si fa a trovare il tempo per approfondire? Ma votando no al Nucleare si fa il gioco del governo? Perchè il governo ha votato la sospensione del piano nucleare: abroghiamo la sospensione e avanti tutta? No, pare di no.

Ma non dimentichiamo: "Mi può dare un AIUTINO?"!

Ma mica perchè la questione sia chiara, solo perchè Chicco Testa chiede di votare NO, quindi affiora l’evidenza che si debba votare Sì per dire no al nucleare. Che già lì… Ma potrebbe anche essere che questo governo scaltro l’abbia fatto apposta! E se avessero mandato quella testa di chiccoIl Nuovo Mondo di Galatea) a fare campagna proprio usando la psicologia al contrario?? Eh, c’è da aspettarsi di tutto! E poi la questione dei due Sì per l’acqua pubblica: adesso pare che pure lì ci sia la fregatura! Ognuno adduce le proprie ragioni per la fregatura, fattostà che un numero sempre crescente di persone suggerisce il NO, almeno al quesito sulla remunerazione. Io ho cercato di seguire, di informarmi, e sono giunta ad una personale conclusione: fermo restando che l’acqua rimarrà COMUNQUE un bene pubblico, la questione è se gli acquedotti possano essere gestiti dai privati, come sancisce già una legge del governo Prodi del 2006 (e, pare, questo non ho avuto tempo di approfondirlo, una legge Europea: ma questa legge dice che l’acqua PUO’ o DEVE essere gestita privatamente? C’è anche questo dubbio in questo periodo di chiarezza!). Infatti i privati stanno già gestendo gli acquedotti, anche se PRIVATO stesso è una parola che ha molte interpretazioni… Infatti a San Felice del Benaco, per esempio, una SpA gestisce l’acquedotto, la GardaUno, proprio quell’acquedotto che nel 2009 provocò una contaminazione collettiva attraverso acque inquinate da un batterio malefico che causò gastroenteriti anche gravi a tutta la popolazione: da neonati (una di 10 giorni ospedalizzata), a persone anziane, magari già malate, le cui malattie si sono permanentemente aggravate a causa del batterio, fino ai comuni cittadini che semplicemente passarono “solo” qualche giorno sulla tazza (pardon my French) – turisti inclusi. A luglio, vi lascio immaginare il successo della stagione estiva lacustre… gli operatori ringraziano.

Modifica dell'immagine originale "See no evil" di Keith Haring: chi ti dice di non votare al referendum ti vuole muto sordo e cieco.

MA. Ovviamente c’è un MA: la Garda Uno imputata (e vedremo cosa dirà il processo) è partecipata al 100% dalle amministrazioni comunali locali!!! Quindi è privata fino a punto e a capo, anzi forse non è privata proprio per niente – chi me lo spiega?? Comunque allo scadere del contratto sarà, è praticamente una certezza, riconfermata come gestore. Quello che non va a mio parere è proprio l’idea che grazie all’acqua pubblica si possano fare soldi. Proprio quel principio remunerativo, con o senza rischi. Vuoi darmi un servizio in più ed imbottigliarmi l’acqua? Ti pago perchè la tua, di quella fonte lì, mi piace particolarmente. Preferisco aprire il rubinetto e bere quella del Sindaco, evitando di inondare il mondo di plastica superflua? Mi DEVE offerire le stesse garanzie, non di gusto, ma sanitarie. Senza SE e senza MA. Allo stato, al comune costa? E’ il cittadino che paga, come sempre, ma questo cittadino preferisce di gran lunga pagare per un acqua buona, garantita, a disposizione continuamente, piuttosto che per gli stipendi degli Onorevoli, per il Ponte di Messina, per le centrali nucleari. Non so, sarò bizzarra io, ma a me l’evidenza salta agli occhi, poi discutiamone pure, ma intanto io voto Sì ad entrambi i quesiti sull’acqua. Ecco, l’ispirazione vien scrivendo. Adesso non ho più tempo per accennare a tutte le altre menate, come la TV statale, finanziata anche attraverso le pubblicità, che licenzia un conduttore di punta, perdendo contratti di sponsor che volevano andare in onda in QUELLO spazio ad alta audience, così oltre alla multa a Minzolini ci toccherà pagare di più per vedere programmi poco sostenuti dalla pubblicità, non so, tipo Sgarbi (ah, no, l’hanno cancellato per mancanza di audience) 😛 Intanto perlomeno si rafforza la convinzione che Mr. B non si occupi più degli affari di Mediaset, visto che sta attivamente contribuendo alla fortificazione di un nuovo polo televisivo generalista, che guadagna conduttori capaci, programmi moderni e ben fatti e professionisti a gogò, tale La7, che da mo’ non provoca più la domanda: “La… che?”

Bon, ma per oggi ho detto abbastanza. Se parto su questa tangente non finisco più… Fatemi invece sentire che ne pensate voi, cosa avete letto, sentito, qual’è la vostra inquietudine principale in questo periodo, o la vostra speranza. Per me, in ogni caso, il problema principe di questi giorni restano le lenzuola e coperte inondate di vomito causa tosse convulsa della figlia 3enne, arrivata ormai al giorno 3° della sua incarnazione ne L’Esorcista. E scusate se consumo troppo, le lavatrici si susseguono. La speranza? Le Terme di Sirmione e le loro puzze malefiche, pensate come sto messa: proprio mentre voi leggete io sussurro favole al suo orecchio, cercando di non vomitare io stessa per i vapori mefitici che mi tocca sorbire mentre la tengo in braccio e, a tutti gli effetti, la torturo – perchè la amo. Ed anche per questo domenica 12 e lunedì 13 andrò a votare 4 Sì ai referendum.

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: