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Posts Tagged ‘salvatores’


Happy Family mi è piaciuto moltissimo. Salvatores mi è sempre piaciuto. Potrei dire che sono di parte, ma secondo me merita proprio ogni volta il successo. Anzi, ne meriterebbe di più: è un artista che ci rende orgogliosi di essere Italiani, non per campanilismo, ma perchè l’Italianità è proprio uno dei suoi temi e lui sa renderla in modo efficace. Ma sa andare anche oltre, illuminando il lato lato universale delle idiosincrasie individuali: quello popolare, godibile e fruibile da tutti. Lo sa fare in tutti i suoi film sostanzialmente allegri, ma mai leggeri, come in film più duri, di denuncia – Io non ho paura su tutti.

Nonostante l’elenco e dedica iniziale “A chi ha paura” (guardacaso!) nella vita, Happy Family fa certo parte dei primi: per la caratterizzazione dei personaggi, per l’atmosfera apparentemente scanzonata, per quell’approfondimento solo suggerito da una battuta, un personaggio, una trama minore. A noi poi scegliere di cogliere lo spunto alla riflessione o meno. Happy Family ti fa ridere, come sa fare bene da sempre Salvatores, delle stesse cose che ti fanno ridere tra amici: battutacce e gesti familiari, nei quali ci piace riconoscerci e che ci tirano dentro la pellicola, facendoci sentire un po’ protagonisti. La fotografia è sempre importante nei suoi film, la qualità dell’immagine fa parte del racconto. Questo è un film nel quale i colori sono sgargianti ed usati ad arte, Milano è presentata nei suo scorci più suggestivi, l’architettura, la decorazione degli interni, i movimenti della telecamera – tutto congiura per farti passare un paio d’ore in bellezza. Ma Happy Family è anche pieno di contrasti e racchiude momenti in bianco e nero, visualmente ed emotivamente. Il risultato è ricco e pulito. Ed è un film soddisfacente come una torta ben riuscita ;-), per chi coglie gli omaggi – alcuni plateali (come i pirandelliani personaggi in cerca d’autore), altri più colti (Fellini, Bergman,…), altri decisamente sfiziosi, come il riferimento dei personaggi di Abatantuono e Bentivoglio al Marocco, e quindi a Marrakech Express (uno secondo me addirittura alla vita personale di Salvatores ed Abatantuomo stessi – e le loro mogli ed ex mogli, entrambe di entrambi! ;-)). Ed è tutto un omaggio alla famiglia, a quella reale, quotidiana ed odierna. Quella imperfetta e magari a volte proprio un po’ “sbagliata” – la nostra, o del nostro vicino di pianerottolo.  Quella che trovate ne Il Vocabolario delle Verità Relative.

Non succede spesso di poter guardare un film o leggere un libro, nel quale poniamo un’alta aspettativa, senza restarne, almeno in parte, delusi. Ecco, l’altra sera ero tutta soddisfatta anche x quello.

PS: Gabriele, la ticarna non te la trovi x caso nei pantaloni, il pacchetto ingombra. Al più quella di tascor nel portafoglio. Così com’è, è un dettaglio – l’unico – un po’ forzato, che distrae ;-). (Non menatemela, rimembranze di una gioventù bruciata… :-D)

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