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Posts Tagged ‘mercato’


Ognuno ha diritto ad esprimere le proprie opinioni, anche in merito ad opinioni altrui. Io credo questo: CREDO che Guido Barilla sia un furbastro, che abbia fatto una dichiarazione gigiona al suo pubblico gigione, credo che abbia fatto una scelta di mercato, CREDO che abbia detto una cagata e CREDO nel mio diritto di dire che è una cagata. CREDO nella Famiglia, nell’Accoglienza, nell’Amore, nella Solidarietà in un progetto comune di vita, spesso già complicata in un mondo complicato. CREDO che sia questo che definisce la Famiglia. CREDO che non si possano preferire gradazioni di tradizionalità per convenienza (il Sig. Barilla è al secondo matrimonio), cioè, si può benissimo farlo, ma allora credo di poterti tranquillamente chiamare ipocrita. CREDO che più che altro pensare di poter definire una famiglia solo secondo canoni tradizionali, storici e culturali di maggioranza sia un impoverimento e soprattutto CREDO che sia fuori dalla Realtà. CREDO nella Responsabilità Sociale delle Corporazioni (CSR), nel ruolo di Cittadino delle aziende che abitano il Territorio, CREDO nel potere della Comunicazione, CREDO nei modelli, CREDO nella realtà della presunzione e della tracotanza, CREDO che ci siano persone fragili che la subiscono ogni giorno sulla propria pelle e CREDO nelle persone ancora più fragili che hanno bisogno di rigidi binari al di fuori della realtà per sentirsi forti, perchè la realtà E’ difficile e complessa. CREDO nell’accettazione e nell’Accoglienza, CREDO nel Confronto, CREDO che siano l’unica via verso un reciproco Sostegno e Solidarietà per affrontarla questa realtà. CREDO che fornire ulteriori scuse ad una società retrograda sia irresponsabile, sia armare certe nature appunto fragili e violente contro chi di fragilità e di violenza già ne vive abbastanza, e credo che farlo per ragioni di mercato aggravi il tutto con le motivazioni abbiette. CREDO che non si possa giustificare tutto con la scusante del Mercato e credo che quella sia una bella battaglia per i Valori che valga la pena combattere. CREDO che l’immagine di una bella tavolata con persone riunite intorno ad un pasto famigliare non venga inficiata dall’orientamento sessuale dei commensali, CREDO che questo orientamento sessuale con la definizione, la realtà intima della famiglia c’entri come i cavoli a merenda, CREDO che la Famiglia, quando c’è, come la Bellezza, venga in tutte le forme, tranne quella violenta. CREDO nel valore e nella potenza delle Parole e credo che arrogarsi il diritto di chiamare famiglia solo una delle sue tante forme costituisca una forma di FURTO. CREDO che l’accoglienza di uno non costituisca in alcun modo l’esclusione o tantomeno la distruzione dell’altro. CREDO che la Libertà finisca solo là dove limita la Libertà di un altro, non solo di opinione, ma di Vita. CREDO che confrontarmi ed anche arrabbiarmi in questa ed in altre occasioni non indebolisca la mia personale lotta verso problemi più sostanziali degli omosessuali e di tutti i “diversi” (e, come è stato ben detto: diverso da chi…?), anzi, dal confronto e dallo scambio di opinioni esco rafforzata e motivata. CREDO di essere stata molto fortunata per aver avuto ed avere a tutt’oggi una famiglia composita, fatta di primi e unici matrimoni tra persone Cristiane e Cattoliche, primi e secondi matrimoni tra persone di provenienze diverse che hanno allargato la famiglia, regalato una mamma a me – che ha aiutato e sta aiutando mia madre e me nelle nostre difficoltà – e che abbia regalato una figlia a lei; ha aiutato me avere esempi di famiglia Cattolica che tiene la mano a quella omosessuale, non per forma, ma per sostanza. Credo che all’interno della mia famiglia gli unici ostacoli difficili da superare siano stati quelli della Malattia, delle Ipocrisie e della Violenza, e che siamo riusciti a farlo solo perchè eravamo circondati da sostegno, amore, diversità e ricchezza di punti di vista, che ci hanno unito ognuno a modo proprio, ma Tutti Insieme. Credo valga la pena essere coscienti di questo e difenderlo, non per barricarsi o imporre, ma perchè costituisce un’esperienza ed un esempio di Amore e di Morale, che altro non è se non l’Etica del Bene. Credo che tanti anni fa molte persone non avrebbero potuto godere della loro bella famiglia da secondo matrimonio (o anche convivenza), perchè qualcuno si sarebbe arrogato il diritto, per falsa morale e addirittura per Legge di non permettergli di essere nè definirsi Famiglia e SPERO che tra qualche tempo la Famiglia possa essere finalmente luogo di tutto ciò che di bello ho descritto fin’ora e non terreno di vane e vuote battaglie per l’esclusione di chi la Famiglia la vive in un modo a noi sconosciuto, ma altrettanto amorevole. CREDO che oggi Gramellini abbia un po’ peccato di Benaltrismo, ma CREDO che lo perdonerò. E buona giornata – oggi arriva mia madre e devo mettere a posto, perchè la famiglia è anche rompimento di scatole, per tutti, di tutti i colori, generi, orientamenti sessuali!!!! ❤

Per ogni bambino la Famiglia è quella che ha, comunque essa sia composta. Tutto il resto è inutile e pesante sovrastruttura.

Per ogni bambino la Famiglia è quella che ha, comunque essa sia composta. Tutto il resto è inutile e pesante sovrastruttura.

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Per una lettura con colonna sonora, cliccare su play 🙂 Questi sono i Fanfoireux (intraducibile, se con con un La Fanfara Maldestra che non rende altrettanto bene…)

Così ha detto mia figlia, neanche sei anni, al mercato di Saint Gilles, a Bruxelles. Ed io, da brava mamma orgogliosa, sono rimasta schiarita dalla saggezza di questo suo pensiero. E’ proprio vero: in questa città brulicano e si mescolano odori, suoni, colori, sfumature, contrasti, culture, sottoculture, vecchio e nuovo, occidente ed oriente, tradizioni ed innovazioni. E’ grande Bruxelles, ma piccola rispetto ad altre capitali, eppure varia ed interessante, fruibile proprio perchè a misura d’uomo. E’ costituita da 19 comuni, ognuno con un proprio centro, e fare il giro per la città é come fare il giro del mondo. Saint Gilles, appunto, è un quartiere popolare, nel quale vivono immigrati arabi ed est europei, ma anche famiglie locali di ceto medio basso e giovani, studenti o alle prime esperienze lavorative. La domenica qui c’è il mercato e tra queste vie dall’architettura semplice, ma spiccatamente nordica, si trovano bancarelle con sapori dal mondo, non trendy e non di nicchia, semplicemente freschi o in arrivo da lontano, a disposizione per le nostre tavole. E dopo la spesa ti puoi sedere ad uno dei tanti tavolini delle terrazze all’aperto che ogni brasserie che si rispetti apre al primo sole: birra fresca, pasti semplici e gustosi – il Belga è un bon-vivant, sa godere dei piccoli piaceri della vita, che sia Vallone o Fiammingo, o Arabo di terza generazione…

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Certo, poi per spostarti in macchina da Saint-Gilles al Mercato del Pesce (una lunga piazza con una grande fontana tra due filari di alberi e marciapiedi disseminati di ristorantini, bar e negozietti) ci metti 20 minuti, passando per la Gare du Midi, dove c’è un mercato molto più grande, deviazioni e rallentamenti, ma la domenica puoi permetterti un po’ di pazienza, soprattutto se intanto guardi con gli occhi e col cuore la casa che hai ristrutturato qualche anno fa, o l’architettura gotica, neo-gotica, liberty o contemporanea. Se arrivi al canale pensi che forse sono un po’ troppi i Magrebini, i bar El Baraka, intorno a te, fermo al semaforo, solo arabi al volante. Ma subito dopo ti ricordi che é la diatriba squisitamente politica tra Fiamminghi e Valloni che sta spaccando il paese, mica i Mussulmani. Finchè arrivi ad uno dei tanti parchi, oggi é quello del “Bronx”, e ti siedi nell’erba ad osservare gli artisti di strada che, grazie ai sussidi statali, hanno arredato la domenica organizzando una festa per i bambini, ma molto divertente anche per gli adulti. Ci sono ballerini che iniziano sul palco e poi ti fanno attraversare il parco, un po’ come ne “Il flauto magico”, per continuare la performance all’ombra degli alberi, c’è la gara di velocità tra lumache, che entusiasma i più piccoli, c’è il cinema più piccolo del mondo, il giullare trampoliere, il suonatore di fisarmonica ed il suo nostalgico amico Boris che tra Russo e gesti ti invita ad entrare nella sua microscopica roulotte, piena di cianfrusaglie vintage a memoria dei suoi pseudo-famigliari (Vladimir, Gorby, Kruchev e poi Laika, primo cane nell spazio :-)) e con una Barbie ti inscena il tragico spettacolo di Natascha, acrobata tanto amata e perduta dopo un doppio salto mortale carpiato… ed il pubblico sospira, applaude, si commuove e beve Vodka originale russa, 0% alcool… E se vuoi prenderti una pausa tranquilla ti infili in uno dei tanti portoni, dietro i quali si aprono piccoli mondi nascosti, giardini insospettati o architetture industriali reinterpretate e revitalizzate da mercatini tra artigianato e design. Non somiglia, la Bruxelles che conosco io, a quell’idea di grigio, di uffici e di funzionari che occupa l’immaginario di chi non l’ha mai vissuta, odorata, assaggiata. Ci torno sempre volentieri ed ogni stagione ha il proprio fascino, riserva sorprese e benvolute tradizioni. Mia figlia, ogni volta che ripartiamo, dice che lei verrà a vivere qui e me lo auguro: studi universitari a Bruxelles… verrò a trovarti spesso amore mio!

PS: Grazie Amore x le foto e… sì, quella con l’afro rosa sono io! 😀

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