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Posts Tagged ‘MAXXI’


If you missed Part 1 you can clic here to read it.

Where is my frigging ticket?! Not in my purse, not in the trolley. I check the purse 5 or 6 times, allowing myself the benefit of the doubt, as Eta Beta’s pocket is nothing compared to my handbag: phone, wallet, leaflets, napkins, book, mail, a soother, toys, a crumbled cookie, candies swimming naked through it all … I check the whole trolley a couple of times, although it makes no sense, why would I have put it there. Still, if the ticket isn’t where it should be, it must be where it shouldn’t. I lost it. I suck. I am an idiot. I am such a pitiful stay-at-home mum (and useless at it) that I am not even able to take a train without messing up at some point. I will have to pay the ticket all over again, with an extra for purchasing it on the train. Shit. There’s the shopping gone. Lucky enough it was only the one-way ticket, but still, it’s too little a consolation, I don’t even deserve it. It’s only fair that I should pay again, I am worthless. I am a sorry version of myself. I’m just not able to do stuff like this anymore. The comptroller comes around, I tell him my story, he decides to believe me, empathises even, but I have to buy the ticket anyway, there’s no getting around it. He takes out 2 little devices, one for the emission of the ticket, one for payment. The connection line isn’t working properly, he’ll come back. I read, I write, I message my friend. She suggests, half jokingly, to hide in the toilets once I get to Florence, the last station before Rome. I’d rather just sit in peace and pay up. She objects that I already am at peace with myself, as I did buy the ticket in the first place. Yes, but I’d be afraid of being found, hiding, in a toilet – how sad and just too much stress. I’ll pay and won’t shop. It’s just right, I’ve learned my lesson: I deserve it, I suck. The comptroller comes back, he still isn’t able to get me to purchase the ticket, he’ll be back yet again – I’m not going anywhere. 30 minutes before Rome he comes around and asks me what train did I take before boarding in Verona. The one from Desenzano, I don’t know whether I lost the ticket on that train or in one of the 2 stations. Says I. What train exactly? Says he. The 18h07 one. Says I. My colleague found your ticket and called me up, you’re fine. He smiles. I smile, especially inside. I am positively beaming. I feel connected to the Universe. I am the Universe and the Universe works though me. I feel rewarded for my having pushed myself – the God of brave and honest people put on my path a nice comptroller, who did her job and went even a step beyond by picking up the phone and contacting her colleague. The same God made it so that the ticketing devices didn’t work when they should have and allowed me enough time to repent and atone, but still be saved in the brink of time. I can shop. I can enjoy the week-end. I am not so bad after all. My girlfriends are waiting for me and the Eternal City is at my disposal. I even have a good story for the blog!

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The week-end turns out absolutely perfect, exactly what I expected, what I needed, and more. I had fun, I visited the area Monti, Monteverde Nuovo and Flaminio, I strolled, I shopped smart for the whole family, I listened to a live tango concert, I talked silly and serious stuff with my old friend and 2 other gorgeous girls, I went to sleep in the wee hours of the morning and woke up in the afternoon, I ate good food, drank good wine, and I went to the new MAXXI museum. We always found the best parking spots in no time, which in Rome is no small detail, really. I am now sitting on the last of my 4 trains, scheduled to arrive in Desenzano at 21h21. The machine automatically booked seat 21 for me. Today is November 21st, my husband’s birthday. 🙂

Entrance at the MAXXI in Rome - L'entrata del MAXXI, a Roma

Se ti sei perso la prima parte, puoi cliccare qui per leggerla

Dove c*** ho messo il biglietto?! Non è in borsa, non in valigia. Controllo la borsa 5 o 6 volte, dandomi il beneficio del dubbio, visto che la tasca di Eta Beta è niente confronto alla mia borsa: telefono, portafoglio, volantini, fazzoletti, libro, posta, un ciuccio, giocattolini, un biscotto mezzo sbriciolato, caramelle che vagano nude in mezzo al tutto… Controllo ogni tasca della valigia un paio di volte, anche se la cosa non ha senso, perché mai avrei dovuto metterlo lì. Eppure, se il biglietto non è dove dovrebbe essere, significa che è per forza dove non dovrebbe essere. L’ho perso. Che pirla. Che idiota. Sono a tal punto una sfigatissima casalinga (e negata anche in quello) che non sono nemmeno capace di prendere un treno senza combinare qualche casino. Dovrò ripagare il biglietto, maggiorato per l’acquisto sul treno stesso. ‘fanc***. Ecco che lo shopping svanisce dalle mie prospettive. Per fortuna era il biglietto di sola andata, ma è una consolazione magrissima, praticamente non me la merito nemmeno. Mi sta proprio bene dover pagare di nuovo, sono un’incapace. Sono una versione pietosa di me stessa. Non sono proprio capace di intraprendere ‘ste cose ormai. Passa il controllore, gli racconto la mia storia, decide di credermi, dimostra pure simpatia, ma non c’è storia: il biglietto devo ricomprarlo. Tira fuori due macchinette, una per l’emissione del biglietto, una per il pagamento. La connessione non funziona, tornerà. Mi metto a leggere, scrivo, mando messaggini alla mia amica. Lei mi suggerisce di nascondermi in bagno dopo Firenze, l’ultima fermata prima di Roma. Rispondo che preferisco starmene seduta in pace e pagare. Lei mi fa notare che sono comunque in pace con me stessa, visto che il biglietto io l’ho davvero già comprato. Sì, ma avrei paura di essere beccata mentre mi nascondo, in un bagno – che squallore, e poi troppo stress. Pagherò e rinuncerò allo shopping. E’ giusto così, ho imparato la mia lezione: me lo merito, sono un’imbranata. Torna il controllore, ma di nuovo non riesce a farmi fare il biglietto, tornerà da me ancora una volta – io non mi muovo. Mezz’ora prima dell’arrivo a Roma, torna e mi chiede con che treno sono arrivata a Verona. Quello proveniente da Desenzano, il biglietto non so se l’ho perso sul treno o in una delle due stazioni, dico io. Quale treno, esattamente, chiede lui. Quello delle 18.07, dico io. La mia college ha trovato il tuo biglietto e mi ha chiamato, sei a posto. Sorride. Sorrido, specialmente dentro. Mi sento addirittura emanare luce dalla gioia. Mi sento in relazione con l’Universo. Io sono l’Universo e l’Universo lavora attraverso di me. Mi sento premiata per aver osato – il Dio delle persone coraggiose ed oneste ha messo sulla mia strada un controllore gentile, lei ha fatto il proprio lavoro e si è anche spinta oltre, prendendosi la briga di chiamare il suo collega. Lo stesso Dio ha fatto in modo che le macchinette non funzionassero, lasciandomi abbastanza tempo per pentirmi e fare i conti con me stessa, ma al contempo salvarmi al momento giusto. Posso fare un po’ di shopping. Posso godermi il fine settimana. Non faccio poi così schifo. Le amiche mi aspettano e la Città Eterna è a mia disposizione. Ho persino una bella storia x il blog.

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Il fine settimana è andato benone, esattamente ciò che speravo e di cui avevo bisogno, ha addirittura superato le mie aspettative. Mi sono divertita, ho visitato la zona Monti, Monteverde Nuovo, il Flaminio, ho passeggiato, ho fatto spese mirate e strepitose per la famiglietta, sono stata ad un concerto di tango, sono andata a dormire che era ormai mattina presto e mi sono svegliata nel pomeriggio, ho mangiato benone e bevuto degli ottimi vinelli, sono anche stata al nuovo MAXXI. Abbiamo sempre trovato il parcheggio migliore in zero tempo, il che a Roma non è un dettaglio. In questo momento sono seduta sull’ultimo dei miei 4 treni, il cui arrivo a Desenzano è previsto per le 21.21. La macchinetta mi ha automaticamente assegnato il posto 21. Oggi è il 21 novembre, il compleanno di mio marito. 🙂

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