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Posts Tagged ‘Italia’


Vediamo se il buio si squarcia, vediamo se uno spiraglio si apre. Voglio chiedere agli elettori del Movimento5Stelle di sottoscrivere la petizione della loro collega, perchè si possa formare un nuovo governo, più che mai nelle mani di giovani entusiasti – quelli eletti con i “grillini” e quelli usciti dalle parlamentarie del PD. E così chiedo di fare anche agli Italiani che che hanno votato PD, ed a TUTTI quelli che credono si possa cominciare a lavorare da subito. Bersani potrà servire come Virgilio, accompagnerà i nuovi arrivati nei meandri dell’Inferno della pubblica amministrazione e permetterà di conoscerla senza bruciarsi – e di cambiarla, perchè per riuscirci in modo efficace, questa brutta bestia bisogna conoscerla profondamente. M5S sarà uno sprone per tutti quei parlamentari che hanno veramente capito che il cambiamento CONVIENE A TUTTI – non abbiamo scelta. Persino Bersani se n’è accorto! Ragazzi, entrate in parlamento e governate, siete stati eletti per questo ed avete la possibilità di farlo, spero la cogliate. Spero che il vostro megafono non si tramuti nella vostra stessa voce, che serva ad amplificarla, non a sostituirla. Non aspettiamo “il Grande Inciucio”, è proprio contro natura, partorirebbe un topolino e non basterebbe all’Italia, non c’è tempo! La questione è: essere trionfatori assoluti, sopra le macerie di una nazione intera, o iniziare subito a ricostruirla? Possiamo cambiare questo paese. Cominciamo.

Per leggere e firmare la petizione, clicca qui: Caro Beppe_Grillo Io l’ho fatto, anche se penso che potranno essere visti poi i veri punti in comune, condivido al 100% questa direzione.

Chiedo agli altri blogger e a tutti coloro che condividono questo pensiero, di condividere questa petizione. Grazie

Lei è Viola, brava: Screen Shot 2013-02-28 at 8.26.44 AM

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E io, cogliona, che stavo già preparandomi a scrivere, dopo tanto tempo. Perchè volevo scrivere cose come “E adesso, giovani e nuovi Parlamentari, voi che siete il nostro Cavallo di Troia nelle stanze dei bottoni, datevi da fare. Fateci vedere che cambiare si può, razionalizzare e far funzionare uno dei paesi più belli e più ricchi di risorse al mondo si può. Portate avanti una rivoluzione silenziosa all’interno delle istituzioni, comportandovi in modo scrupoloso, attento, intelligente, costruttivo. …”. Invece… Vado a dormire senza sapere che sarà e mi risveglio nello stesso modo. Questo paese somiglia a tutto e a tutti, ma non ha più un’identità, scomoda tutte le idee – dalla legalizzazione dell’illegalità alla rivoluzione civile – ma non ha un progetto. Questo paese ha mille voci, ma non dice niente. Non so cosa succederà, chi lo sa, ma sono veramente delusa e preoccupata. Abbiamo fallito tutti, questo è chiaro, no? No, perchè ieri sera sembrava avessimo (avessero) vinto tutti, come da copione, ma stavolta… stavolta il copione ve lo facciamo mangiare, ma come sempre saremo noi ad avere poi il mal di pancia… Ha fallito, da mo’, la nostra classe dirigente, che sia perchè è avida, o incapace, o miope, o fredda, o sterile, o vecchia, o dispotica: la classe dirigente economica, politica e culturale di questo paese ha fallito. Ha fallito anche chi ha vinto: ha fallito chi ha rimontato la cresta, quando sarebbe pronto per pannoloni e bionde badanti con mani morbide ed accenti dolci – ha fallito, perchè la circonvenzione di incapace non è mai una vittoria. Ha fallito perchè senza il sensazionalismo non avrebbe mai vinto, ha fallito perchè l’hanno riportato in auge proprio quelli che ha depredato, tradito, sordi e ciechi nell’ammirazione di… di che? Di chi? Ma veramente? Questo paese, anche quando sogna, fa dei sogni di merda. Hanno fallito i giovani (se così si possono chiamare) di tutta quella parte politica, che in effetti un’alternativa (e qui credibile diventa una parola inutile, bastava darci un’alternativa e basta) non hanno saputo darla, si sono schierati accanto al carretto vincente (?), o hanno fatto finta di essere diversi, ma all’interno della stessa squadretta. Ha fallito il tecnico riformatore, che non ha saputo riformare abbastanza, non ha saputo darci prospettive al di fuori di quelle dei numeri, non si è trasformato in politico, nè dei peggiori, nè dei migliori, non ha saputo ascoltare, raccogliere, nè presentare in modo comprensibile un programma, completo di sacrifici E progetti, rinunce E sogni – non ci ha saputo far vedere la luce in fondo al tunnel. E lo doveva sapere che quella luce era fondamentale, sennò sa tanto e tanto, ma non ha capito una mazza neanche lui. Ha fallito il buon padre di famiglia, che assume persone nuove, giovani e capaci, e che però le redini dell’azienda non le molla. Ha fallito perchè ancora una volta non ha interpretato le vere necessità di quell’azienda e si è fermato alle verità già evidenti, senza aggiungere le sue personali ricette per cambiarle – ed hanno fallito con lui tutti quelli che l’hanno lusingato e lasciato fare, in nome di… cosa poi? Lealtà? Paura…? La via maestra verso una vittoria storica, nell’energia e nei numeri cha avrebbe mosso, era chiara, c’era un candidato che interpretava il sentimento degli Italiani senza diventare sentimentalista: inutile dire che ha sbagliato anche lui, ha sbagliato a porsi e a presentarsi, perchè se a volte da un lato manchiamo di immagini e parole, dall’altra ci inondano, e finisce che ci nascondono la sostanza, proprio quando era a quella che, assetati ed affamati, puntavamo. Ed hanno fallito quelli che, oltre quelle immagini, dentro quelle parole, non si sono nemmeno voluti avventurare, per snobismo sinistrorso? Forse. Ha fallito chi ci avrebbe voluto credere, ma ha lasciato che a sforzarsi fossero solo gli altri, sperando di raccogliere poi i frutti di chi a sporcarsi le mani c’e andato – ma erano pochi non hanno poruto portare abbastanza acqua e l’albero si è rinsecchito. Frutti niente, nada, per nessuno. Grazie, eh??!! Una nazione allo sbaraglio va bene, ma 2 euro alla sinistra MAI, eh?? Poi magari predichiamo il taglio dei finanziamenti ai partiti… Hanno fallito i rivoluzionari del sistema, quelli che ormai potevano rappresentare l’unica via d’uscita da questo puzzle di Italiette, che neanche la tavola del Risiko. Ha fallito chi aveva un’idea pura, diversa, presa direttamente dalla società reale, dalle piazze: ha fatto grandi numeri, ma ancora una volta non abbastanza per governare. Per fare le pulci va bene, e poi? Non sarebbe stato bello invece, con tuuuuuuutte quelle brave persone, governare?? Non ce le si poteva presentare quelle persone? Non si poteva lasciare che si presentassero senza venire ostracizzati, che parlassero di sè – e di noi, che , ci dicono, rappresentano? Fatevi conoscere da TUTTI!! Macchè: parlo a chi mi viene a cercare, e non vi dico nè chi sarà il vostro rappresentante, nè ve lo lascio vedere, tantomeno ascoltare! Figuariamoci in televisione! Noooo! Demonizziamo il demonizzabile!! Faremo così anche le riforme? Prima di risanare la scuola faremo finta che non esista, perchè così com’è essa ci offende, e la polverizzeremo?

Fallimento nazionale di proporzioni globali. Incredulità. Attesa. Cosa succederà? Vorrei ancora credere in quel Cavallo di Troia, spero che nel Parlamento si riescano ad individuare interlocutori… O spero che rifacciano la legge elettorale (adesso???!!!), poi tutti a casa, per preparare un nuovo sogno, dietro al quale spedere altri 400 milioni di Euro, che non ci sono mai per fare niente in questo paese, ma le elezioni sì, sempre, il più spesso possibile? Oggi non è tempo per la speranza. Siamo lucciole sotto il bicchiere di un bambino curioso, ma crudele. Se non lo solleveranno, quel bicchiere, la luce si affievolirà e moriremo soffocati. E noi non siamo in grado di rovesciarlo da soli, evidentemente. Per tanti che siamo, siamo lucciole, che differenza possiamo mai fare? Attendiamo le sorti dell’Italia, che lo spread già dipinge a tinte forti – le sorti di un paese in crisi in un mondo in crisi. Quando leggerete : “San Felice del Benaco, villa a lago vendesi per trasferimento all’estero”, saprete che persino io ho perso l’ultimo barlume di speranza, ho tagliato radici coltivate con consapevolezza ed amore, ed ho scelto di non far vivere le mie figlie in un paese in declino. Ne ho scelto uno nuovo, probabilmente in una di quelle parti del mondo che il ciclo storico porterà a diventare il nuovo primo mondo. Perchè quando si spegne una stella, il buio è assoluto. E questo non può essere il futuro in serbo per le mie bambine.

E adesso? Vado a lavorare, a darmi da fare, a sorridere ai clienti. Stiamo a vedere, una volta di più, cosa succederà a questo guscio in balìa delle onde. Eppure siamo TUTTI SULLA STESSA BARCA. Allucinante… E pensare che il blog era nato all’insegna dell’alba…

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Dice il sempre bravo Gramellini “Penso sommessamente che quest’anno il 2 giugno si onori di più la Repubblica andando fra i terremotati che fra i carri armati.” Fra i terremotati, fra i cittadini, la crisi stessa sarebbe dovuta essere un terremoto sufficiente per liberarsi di costosi orpelli. Ormai è tardi per i risparmi, i soldi sono già per la maggior parte spesi, ci pensavo ieri leggendo i messaggi che chiedevano di annullare la parata del 2 giugno e la visita Papale a Milano – eppure annullare parata e visita in ogni caso e mescolarsi, finalmente tra gli Italiani, quello sì sarebbe un bel gesto sobrio. Forse qualche politico tornerebbe sobrio, dopo essersi reso conto di quanto anni di malcostume, di risorse male utitlizzate, di leggi scritte apposta per lasciar sempre una porta sul retro, facciano male al paese, che è anche il loro, vorresti ricordargli. I professionisti sfilano ed i volontari scavano. La gente non sta bene: quella sotto le macerie e quella che, come tutti noi, guarda alle macerie metaforiche, ma non meno reali, che coprono la bellissima Italia in cui viviamo. E ci si chiede perchè nessuno voglia fare di più. Ci si chiede come si faccia a stare impettiti ed imperterriti, ben vestiti e con i peli del naso tirati a lucido, di fronte ad un paese che ha bisogno di segnali di impegno e serietà della classe politica e dirigente, più del pane quotidiano: e… no, non è un’esagerazione – chi di noi non si priverebbe del pane oggi e pure domani, pur di vedere un serio cambiamento in Italia? Il tutto al ritmo della banda? Ma ci piace proprio-proprio quest’idea del Titanic? E il Papa? Eh, ma a Milano c’è tanta povera gente che lo aspetta… Ecco, imparasse ad aspettarsi altro la gente, povera o meno. Insomma, ogni volta in cui c’è una buona occasione per dimostrare che in questo paese si fa sul serio qualcuno si mette una fascia, i soliti noti si mettono in tiro, qualcuno suona, altri sfilano – ricorda qualcosa? Questa è l’Italia gente!

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Banche, anziani, dimore storiche – e partiti: nodi ed opportunità della riforma fiscale

Non so se riuscirò a mettere la cura che desideravo in questo post, ma sento che l’urgenza incalza. Mi piacerebbe contribuire ad una nuova battaglia mediatica, simile a quella che abbiamo visto quando si è trattato di cambiare le regole dell’ICI per le proprietà commerciali della Chiesa, che è stata piuttosto efficace ed ha messo la politica con le spalle al muro, per constringerla ad affrontare una questione lasciata troppo comodamente in sospeso fino ad oggi. Potete leggere l’articolo de Il Giornale qui e quello di Repubblica qui. Il sollevamento dell’opinione pubblica ha fatto arrivare la questione alle orecchie della UE ed è stato determinante nella creazione di nuove e più eque regole, anche se la partita non è ancora chiusa del tutto e l’attenzione non deve calare (leggete qui l’articolo di Mario Staderini, segretario dei Radicali, sul Il Fatto). Oggi vi chiedo di provare insieme a me ad affrontare una nuova questione, alla viglilia dell’approvazione di nuove regole fiscali, in particolare quelle riguardanti l’IMU: questa scheda dell’ANSA evidenzia già due nodi secondo me assolutamente inaccettabili: le banche, col giochetto delle fondazioni, continueranno a risultare esenti dall’IMU, mentre gli anziani residenti in ospizio dovranno pagarla per le proprie abitazioni di proprietà! E’ un vecchio nodo da risolvere, una di quelle truffe legali, il cui cambiamento è alla base di un’Italia diversa e più sana. Altra questione gravissima è quella delle dimore storiche, che, come si legge in quest’articolo del Corriere della Sera, vedranno l’ICI aumentare del 600%, mettendo a repentaglio la conservazione di beni posseduti da privati, ma per i quali i proprietari si assumono l’onore e l’onere di preservare beni artistici ed architettonici, patrimonio culturale di tutta la popolazione. Qui non si tratta di fare sconti ai ricchi: prendiamo l’esempio più vicino a noi: la villa dei Cavazza sull’Isola del Garda.

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A San Felice tutti conosciamo questa famiglia e sappiamo bene quanto il paese sia loro in debito, per la politica di gestione delle loro proprietà; se San Felice e Portese sono tra i comuni più verdi del lago, è grazie al fatto che loro si sono sempre rifiutati di vendere le proprie terre (e non certo per mancanza di proposte) e svendere il patrimonio di cui godiamo tutti. A partire dal compianto padre Camillo, conosciuto da sempre come il Conte Contadino, continuando con la tenace Charlotte, che, ancora oggi, canuta e dignitosa, attraversa il lago nelle mattine di tutte le stagioni sulla sua modesta barchetta e raggiunge il maneggio per insegnare ai nostri figli a cavalcare ed a rispettare l’animale e la natura, fino ai sette figli che ha cresciuto praticamente da sola e che oggi lavorano nel campeggio, nel rimessaggio, nei campi e sull’Isola stessa, i Cavazza sono il perfetto esempio di una famiglia che ha ereditato, da nobili e ricchi avi, beni che sono tutta la loro ricchezza, il cui mantenimento in buone condizioni è essenziale per il mantenimento stesso della famiglia. Camillo riuscì, nel 1985, a far dichiarare la villa monumento nazionale e, grazie a questo ed all’apertura alle visite turistiche guidate (esperienza meravigliosa, non perdetevela!), riescono a ricevere dallo stato il 20% dei fondi necessari ai lavori di restauro – il v.e.n.t.i. per 100, mica la pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno… I Cavazza sono d’accordo con un aumento dei sacrifici necessario oggi a tutti, capirebbero persino questa spropositata tassa, se fosse per un solo anno: già ora, visto il salasso previsto, hanno dovuto annullare lavori di restauro già in programma. Ma se si decidesse di trattare, solo ai fini del calcolo del gettito fiscale, le dimore storiche come se fossero centri commerciali, mentre in realtà esse sono legate a vincoli che impediscono, giustamente, lo sfruttamento delle proprietà (non possono ad esempio venire divise in appartamenti da affittare), come si pensa che esse possano raccogliere i fondi necessari alle enormi spese di restauro e conservazione quotidiana? Siamo pronti a vedere la villa, che impreziosisce le acque lacustri, sgretolarsi sotto i nostri occhi? E con essa tante altre proprietà “private”, cuore della ricchezza dell’Italia tutta? Siamo disposti a tacere, mentre i partiti piangono miseria, perchè senza l’ultima tranche dei “rimborsi elettorali” non riusciranno ad organizzare la prossima campagna, che riempirà di brutte facce e volgari, quanto menzogneri, proclami i muri delle nostre città e paesi? Vogliamo dare 100 milioni di euro ai partiti o chiederne 23 ai proprietari delle dimore storiche? Torno a chiedervi partecipazione e condivisione: fate girare il messaggio tra i vostri amici, aggiungete i vostri commenti e la vostra voce. Il governo Monti non piace forse a tutti, io lo ritengo il migliore da decenni, ma penso anche che sia assolutamente perfettibile e che il suo peggiore difetto sia il parlamento misero e marcio che ha ereditato. Se gli Italiani non decideranno in fretta di riprendersi l’Italia, di smettere di delegare, di lamentarsi senza agire e proporre, non ce ne andremo mai fuori, ed il destino del nostro bel paese sarà segnato anche dalla nostra ignavia. Martin Luther King disse: the greatest tragedy of this period of social transition was not the strident clamor of the bad people, but the appalling silence of the good people – la più grande tragedia di questo periodo di transizione sociale non è stato lo stridente clamore delle persone cattive, ma il disgustoso silenzio delle persone buone.

Per favore, passate parola: questi sono anche affari vostri,

Serena Uberti

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Guardo la foto pubblicata ieri e penso: incoscienza. Penso anche superficialità ed ignoranza, ma credo che siano figlie della prima, credo che l’incoscienza sia la causa prima di questa tragedia e del naufragio nazionale per estensione, che ad essa non può non paragonarsi. Certo che è facile questo paragone, l’abbiamo letto ovunque nei giorni passati, addirittura “troppo” facile, da resistere: mi chiedo, perchè resisterlo? E’ un paragone tanto accurato! La cultura dell’inchino, dell’irresponsabilità, dell’impreparazione, della facciata prima della sostanza, dello scarica barile, il peggio di un popolo che, certo, tra esso conta anche i coraggiosi che hanno aiutato e sacrificato se stessi nel momento del bisogno, ma che ai posti di comando ha gli Schettino e, soprattutto, Le Costa, per le quali gli Schettino sono i perfetti capri espiatori. Si fa finta di non sapere, si copre, si mettono toppe, si fugge, ce ne si lava le mani, si accusa lo spauracchio a portata di mano, il colpevole più visibile e vistoso… E allora perchè non prendere coscienza? Perchè non prendere questa tragedia, analizzarla in tutti i suoi punti e passarsi una bella mano sulla coscienza per cambiare? Macchè, addirittura ci dicono di non lasciarci andare a paragoni semplicistici… continuiamo pure con le fette di salame sugli occhi! L’incuria, l’incapacità, la vigliaccheria, continuiamo ad addurle sono agli Schettino, senza guardare oltre: identificato un palese colpevole in superficie, soprattutto non scaviamo, per carità! Speriamo, adesso, che a scavare nell’incoscienza e nell’impreparazione nazionale non ci pensino i terremoti…

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Ognuno ha una teoria su cosa ci sia dietro questa crisi (italiana e globale) e quale sarebbe la strategia migliore per sconfiggerla. Ci sono i complottisti, alla Paolo Barnard (leggere QUI), che pensano che l’Italia stia affondando, perchè L’Europa ha deciso di schiavizzare il sud di se stessa, invece di continuare a produrre in paesi poveri, ma lontani. Quindi ci mandano a gambe all’aria, per prestarci dei soldi, che dovremo rendere con interessi da usura. Altri pensano che non ci sia via d’uscita, che l’Euro abbia fallito e che la crisi italiana sia l’equivalente del grido “Il re è nudo”. C’è anche chi dice che Monti faccia parte della stessa organizzazione pseudo-massonica (da quanto ho capito) di Prodi – anche loro uniti per affossare l’Italia, ma mi sono persa il link. Chi ha questa teoria ha annunciato l’arrivo di Monti già da qualche giorno, ma sinceramente è una profezia che avrei potuto fare anch’io – io lo speravo, perchè mi sembrava la cosa più di buon senso, tutto qui. Ma perchè, mi chiedono alcuni amici di formazione certo più a destra di me, anche se non berlusconiani (o non più :-P), Mario Monti è diventato un’icona della sinistra? Un po’ come Montanelli? Intanto bisogna distinguere la sinistra dentro i palazzi ed il popolo della sinistra. E’ semplice: Monti e Montanelli sono due figure di garanzia, due uomini rispettabili, con una solida storia alle spalle. Sicuramente, in parte, anche perchè non hanno mai dimostrato simpatia per la destra berlusconiana. E non è un dettaglio: non è una destra, è un’accozzaglia di ominicchi interessati. Personalmente, però, conosco Monti anche perchè ho vissuto e lavorato dieci anni a Bruxelles e lui è stato un Commissario Europeo molto apprezzato da tutti. Quindi: con Monti a parer mio Napolitano ha fatto la scelta migliore. Ed è stato geniale nel nominarlo Senatore a vita subito: il messaggio è arrivato chiaro ai mercati, senza ulteriori attese delle promesse dimissioni di un uomo con la credibilità di una gazza ladra. Monti è oggi l’unica figura che potrebbe essere capace di richiamare all’ordine un parlamento allo sbando, di far digerire, grazie alla propria autorevolezza, decisioni difficili ed impopolari. Ora spero veramente che i nostri parlamentari si siano presi una bella doccia fredda, che abbiano capito che non si può giocare a fare il deputato, che è ora di lavorare sul serio e soprattutto lasciar lavorare chi lo sa fare davvero, senza personalismi. Spero che ci sia tempo per fare le riforme più urgenti e che esse includano un sostanziale taglio ai numeri ed ai costi della casta ed un cambiamento della legge elettorale: solo così la politica può ritrovare la serietà ed il coraggio che ha perduto da tempo. Sembrava convenisse ai palazzi che l’Italiano si fosse disaffezionato, che li lasciasse fare, ma abbiamo visto che non è così. I politici non possono usare il Parlamento a mo’ di ufficio di collocamento, ed in effetti tenere in ostaggio un paese come il nostro, alla lunga non conviene a nessuno. Spero anche che gli Italiani continuino nel cammino intrapreso ormai dall’anno scorso, verso una maggior consapevolezza della cosa pubblica, ma anche della propria capacità privata, che può e deve essere utile alla comunità. Spero che sia finita un’epoca e con essa un modo di fare politca, facendo altro. Alfano è il delfino di Berlusconi e purtroppo su molte cose la pensa sicuramente come lui: spero perlomeno che si liberi di certe vecchie carampane e che la destra si arricchisca di giovani, che ci sia un vero ricambio e che torni ad essere una destra politica. Al contempo se la destra candida Alfano, anche la sinistra deve presentare qualcuno di più giovane e nuovo rispetto a Bersani, e questo favorirebbe la corrente “della Leopolda”, con i giovani e meno giovani che ho spesso affermato di apprezzare (Renzi, Civati, Chiamparino, etc.). Quindi mi auguro un governo pro-tempore che abbia i tempi necessari alle primarie e mi auguro di non dover mai più (mai più, mai più, mai più!!) vedere che le fila del mio paese sono tirate dai Dell’Utri e dalle Santanchè. Infine mi dico: forse è un bene che siamo caduti COSI’ in basso, forse era l’unico modo di capire che con i destini di un paese non si scherza, forse è stato necessario per smascherare la pochezza degli ultimi 20 anni. Forse tra 15 saremo un paese di nuovo giovane, vivace, che ha saputo ritrovare il contatto con la realtà e con il proprio presente, che ha ritrovato il gusto di guardare al futuro, pensando di aver contribuito a forgiarlo. L’Italia è vecchia e morente da troppo tempo. Bisognava celebrare il funerale, come mi diceva il mio maestro di teatro già 20 anni fa. Un piccolo cambio di rotta non era possibile e non sarebbe bastato. Ora che abbiamo il c*** veramente per terra, siamo costretti a prendere le cose sul serio – oddio, ci sarà sempre il furbetto che…, ma credo che ora saremo decisamente più sul chi va là e molto meno tolleranti verso la peggiocrazia, la cultura della scorciatoia. Forse, mi dico, tra 15 anni le mie figlie vivranno in un paese che cresce, che ispira, che offre possibilità. Forse tra 15 anni saremo come la Turchia oggi. Ma vi rendete conto di dove sono state buttate le nostre speranze?? Sembra una battuta, ma in relatà lo scorso anno la Turchia è cresciuta più della Cina (!) – noi che abbiamo un paese comunque più evoluto e sviluppato, abbiamo molto lavoro davanti, ma possiamo veramente sperare in un risultato che includa una crescita, una creatività, un’imprenditorialità, sane e stimolanti. Per il come, sentiamoci più avanti! 😉

PS: l’alba siamo noi XXX

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Ecco cosa mi piace


Vorrei giusto segnalare il bel dibattito che si è sviluppato attorno al mio post su Renzi e Big Bang – Leopolda. Avremmo tutti voglia di sederci attorno ad un fuoco e discuterne più approfonditamente, e spero che lo faremo, ma mi piace anche che ci si incontri qui, dove molti ascoltano (leggono) anche solamente. Non poter approfondire in un certo senso ci obbliga anche alla sintesi, ad andare al punto senza tanti giri di parole – anche se di parole sempre si tratta, ma quanto sono belle quando servono ad esprimersi ed a capire gli altri e le fila dei loro pensieri. Mettersi in campo qui, come comunque ognuno di noi fa anche in piazze meno virtuali, per riflettere degli eventi che ci circondano in questo travagliato periodo storico – non so voi, ma a volte mi fanno sentire di una solitudine indescrivibile.

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