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Posts Tagged ‘Governo’


Vediamo se il buio si squarcia, vediamo se uno spiraglio si apre. Voglio chiedere agli elettori del Movimento5Stelle di sottoscrivere la petizione della loro collega, perchè si possa formare un nuovo governo, più che mai nelle mani di giovani entusiasti – quelli eletti con i “grillini” e quelli usciti dalle parlamentarie del PD. E così chiedo di fare anche agli Italiani che che hanno votato PD, ed a TUTTI quelli che credono si possa cominciare a lavorare da subito. Bersani potrà servire come Virgilio, accompagnerà i nuovi arrivati nei meandri dell’Inferno della pubblica amministrazione e permetterà di conoscerla senza bruciarsi – e di cambiarla, perchè per riuscirci in modo efficace, questa brutta bestia bisogna conoscerla profondamente. M5S sarà uno sprone per tutti quei parlamentari che hanno veramente capito che il cambiamento CONVIENE A TUTTI – non abbiamo scelta. Persino Bersani se n’è accorto! Ragazzi, entrate in parlamento e governate, siete stati eletti per questo ed avete la possibilità di farlo, spero la cogliate. Spero che il vostro megafono non si tramuti nella vostra stessa voce, che serva ad amplificarla, non a sostituirla. Non aspettiamo “il Grande Inciucio”, è proprio contro natura, partorirebbe un topolino e non basterebbe all’Italia, non c’è tempo! La questione è: essere trionfatori assoluti, sopra le macerie di una nazione intera, o iniziare subito a ricostruirla? Possiamo cambiare questo paese. Cominciamo.

Per leggere e firmare la petizione, clicca qui: Caro Beppe_Grillo Io l’ho fatto, anche se penso che potranno essere visti poi i veri punti in comune, condivido al 100% questa direzione.

Chiedo agli altri blogger e a tutti coloro che condividono questo pensiero, di condividere questa petizione. Grazie

Lei è Viola, brava: Screen Shot 2013-02-28 at 8.26.44 AM

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Banche, anziani, dimore storiche – e partiti: nodi ed opportunità della riforma fiscale

Non so se riuscirò a mettere la cura che desideravo in questo post, ma sento che l’urgenza incalza. Mi piacerebbe contribuire ad una nuova battaglia mediatica, simile a quella che abbiamo visto quando si è trattato di cambiare le regole dell’ICI per le proprietà commerciali della Chiesa, che è stata piuttosto efficace ed ha messo la politica con le spalle al muro, per constringerla ad affrontare una questione lasciata troppo comodamente in sospeso fino ad oggi. Potete leggere l’articolo de Il Giornale qui e quello di Repubblica qui. Il sollevamento dell’opinione pubblica ha fatto arrivare la questione alle orecchie della UE ed è stato determinante nella creazione di nuove e più eque regole, anche se la partita non è ancora chiusa del tutto e l’attenzione non deve calare (leggete qui l’articolo di Mario Staderini, segretario dei Radicali, sul Il Fatto). Oggi vi chiedo di provare insieme a me ad affrontare una nuova questione, alla viglilia dell’approvazione di nuove regole fiscali, in particolare quelle riguardanti l’IMU: questa scheda dell’ANSA evidenzia già due nodi secondo me assolutamente inaccettabili: le banche, col giochetto delle fondazioni, continueranno a risultare esenti dall’IMU, mentre gli anziani residenti in ospizio dovranno pagarla per le proprie abitazioni di proprietà! E’ un vecchio nodo da risolvere, una di quelle truffe legali, il cui cambiamento è alla base di un’Italia diversa e più sana. Altra questione gravissima è quella delle dimore storiche, che, come si legge in quest’articolo del Corriere della Sera, vedranno l’ICI aumentare del 600%, mettendo a repentaglio la conservazione di beni posseduti da privati, ma per i quali i proprietari si assumono l’onore e l’onere di preservare beni artistici ed architettonici, patrimonio culturale di tutta la popolazione. Qui non si tratta di fare sconti ai ricchi: prendiamo l’esempio più vicino a noi: la villa dei Cavazza sull’Isola del Garda.

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A San Felice tutti conosciamo questa famiglia e sappiamo bene quanto il paese sia loro in debito, per la politica di gestione delle loro proprietà; se San Felice e Portese sono tra i comuni più verdi del lago, è grazie al fatto che loro si sono sempre rifiutati di vendere le proprie terre (e non certo per mancanza di proposte) e svendere il patrimonio di cui godiamo tutti. A partire dal compianto padre Camillo, conosciuto da sempre come il Conte Contadino, continuando con la tenace Charlotte, che, ancora oggi, canuta e dignitosa, attraversa il lago nelle mattine di tutte le stagioni sulla sua modesta barchetta e raggiunge il maneggio per insegnare ai nostri figli a cavalcare ed a rispettare l’animale e la natura, fino ai sette figli che ha cresciuto praticamente da sola e che oggi lavorano nel campeggio, nel rimessaggio, nei campi e sull’Isola stessa, i Cavazza sono il perfetto esempio di una famiglia che ha ereditato, da nobili e ricchi avi, beni che sono tutta la loro ricchezza, il cui mantenimento in buone condizioni è essenziale per il mantenimento stesso della famiglia. Camillo riuscì, nel 1985, a far dichiarare la villa monumento nazionale e, grazie a questo ed all’apertura alle visite turistiche guidate (esperienza meravigliosa, non perdetevela!), riescono a ricevere dallo stato il 20% dei fondi necessari ai lavori di restauro – il v.e.n.t.i. per 100, mica la pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno… I Cavazza sono d’accordo con un aumento dei sacrifici necessario oggi a tutti, capirebbero persino questa spropositata tassa, se fosse per un solo anno: già ora, visto il salasso previsto, hanno dovuto annullare lavori di restauro già in programma. Ma se si decidesse di trattare, solo ai fini del calcolo del gettito fiscale, le dimore storiche come se fossero centri commerciali, mentre in realtà esse sono legate a vincoli che impediscono, giustamente, lo sfruttamento delle proprietà (non possono ad esempio venire divise in appartamenti da affittare), come si pensa che esse possano raccogliere i fondi necessari alle enormi spese di restauro e conservazione quotidiana? Siamo pronti a vedere la villa, che impreziosisce le acque lacustri, sgretolarsi sotto i nostri occhi? E con essa tante altre proprietà “private”, cuore della ricchezza dell’Italia tutta? Siamo disposti a tacere, mentre i partiti piangono miseria, perchè senza l’ultima tranche dei “rimborsi elettorali” non riusciranno ad organizzare la prossima campagna, che riempirà di brutte facce e volgari, quanto menzogneri, proclami i muri delle nostre città e paesi? Vogliamo dare 100 milioni di euro ai partiti o chiederne 23 ai proprietari delle dimore storiche? Torno a chiedervi partecipazione e condivisione: fate girare il messaggio tra i vostri amici, aggiungete i vostri commenti e la vostra voce. Il governo Monti non piace forse a tutti, io lo ritengo il migliore da decenni, ma penso anche che sia assolutamente perfettibile e che il suo peggiore difetto sia il parlamento misero e marcio che ha ereditato. Se gli Italiani non decideranno in fretta di riprendersi l’Italia, di smettere di delegare, di lamentarsi senza agire e proporre, non ce ne andremo mai fuori, ed il destino del nostro bel paese sarà segnato anche dalla nostra ignavia. Martin Luther King disse: the greatest tragedy of this period of social transition was not the strident clamor of the bad people, but the appalling silence of the good people – la più grande tragedia di questo periodo di transizione sociale non è stato lo stridente clamore delle persone cattive, ma il disgustoso silenzio delle persone buone.

Per favore, passate parola: questi sono anche affari vostri,

Serena Uberti

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Come se ne esce?


Se questo ci sembra un governo, se questo ci sembra un paese governato, questo dovremmo chiederci. A me sembra che siamo sgovernati, l’equivalente a livello popolo del maleducati per i bambini. Perché le persone vanno educate alla vita sociale da bambini, affinché le nuove generazioni crescano forti e capaci di rimpiazzare le vecchie al momento giusto. E non parlo solo delle violenze spaventose e gratuite di provocatori e personaggi pericolosi che hanno rimpiazzato la protesta civile, e che non sono comunque “le nuove generazioni” su cui dovremmo poter contare, quelle ci sono e sono lontane dalla guerriglia. Parlo anche e soprattutto di tutte le nuove generazioni da qualche decennio, che si sono installate in un villaggio virtuale sul quale corre un’Italia parallela: vera in quanto esistente, ma artificiosa per natura e minoritaria nei numeri. Il governo, col suo bell’indotto, é ormai un’azienda nella quale amministratori e personale negoziano i propri “perks”, i vantaggi, che possono andare dal cellulare alla villa esotica, a seconda del ruolo che ognuno riesce ad arraffare ad ogni rimescolata del mazzo. Abbiamo un paese in bilico in un mondo in bilico e nessuno fa niente. Si sopravvive, ai livelli più alti (ma solo in quelli) non si va in bancarotta, ma non si va da nessuna altra parte. Giusto perché questo varietà di fine epoca possa continuare a consumarsi fino al naturale declino dei suoi protagonisti. Che lasceranno comunque un paese in ginocchio e che ha oramai disimparato come identificare gli strumenti appropriati all’opposizione politica, non vi é più avvezzo, mi vien da dire. Se il gioco non é più la polis, la gestione, la valorizzazione, lo sviluppo, – se l’obiettivo non é la collettività, il futuro, allora non é politica. E’ un gioco nuovo con regole nuove. Vien da ridere eh? Nuovo dove? A noi sembra una cosa cosí trita da farci le polpette. Siamo abituati allo schifo della Res Publica. I Black Block si arrogano spazi di protesta violenta, perché trovano un buco nel tessuto connettivo di una società, là dove ci dovrebbe essere il dialogo. Non ci si ascolta più, se non quando c’é di mezzo la convenienza. Non per imparare, per colmare lacune, per coordinare e concordare. E siamo da zero, sappiamo che quelli in parlamento oggi, ancora una volta, non hanno voluto o saputo darci una direzione. Domani é ancora più confuso. Il Parlamento non mi rappresenta, non é cosí che si porta avanti un paese. Non ci sono leader, non ci sono idee, non ci sono prospettive… o forse qualcosa c’é, ma é tutto talmente sconnesso, anzi manomesso da non incidere a sufficienza. La domanda é proprio: come se ne esce? La pongo, la sento, la rimugino.

PS: Oggi il web é ricco. Esempi di politica e di voci nel nostro paese.

Campagna di reclutamento “giovani” candidati, Italia 2010

Borghezio e la politica del territorio

Gennaro Carotenuto e Gennaro Pezone: é simbolico, salviamo Napoli e Napoli ci salverà. 🙂

Grazie a Rudy e Marietta

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