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Sì, vabbè, il carro davanti ai buoi, il gatto nel sacco e tutte quelle cose lì. Ma io direi che mi accontento delle dimissioni garantite da Napolitano (non A Napolitano). E mi rassicura anche la dichiarazione a Mario Calabresi, La Stampa – il Grande Comunicatore ha scelto, simbolicamente -, nella quale dice che non si ripresenterà nemmeno alle prossime elezioni, ma candiderà Alfano. Certo, adesso c’è tutto il resto da fare, la transizione da assicurare: io ribadisco che spero in un governo pro-tempore, per cambiare perlomeno la legge elettorale, e mi incoraggia la sottolineatura di Napolitano: «Presidente», gli ha detto come a volergli ricordare insieme alle procedure istituzionali anche il suo proprio ruolo, «lei si dimette, ma per andare a consultazioni: queste sono le mie prerogative, le prerogative del Capo dello Stato», quando lui ha cercato di pilotare anche il dopo-se-stesso dicendo :«Mi dimetto per andare ad elezioni». Ma cosa mi ha colpito della giornata di ieri? Che il mondo ci ha de-berlusconizzato: noi non siamo stati capaci di farlo, ci ha dovuto pensare l’Europa, il G20, i mercati!! Il video trasmesso ieri a Ballarò di Silvio ignorato da tutti a Cannes, che si aggirava solo e forzatamente sorridente durante un intervallo delle consultazioni ufficiali, che si avvicinava a questo o quel capo di stato, solo per farsi voltare le spalle, lo ha dipinto chiaramente in tutta la sua solitudine. Solo lo spread a 500 di ieri ha potuto affossare questo governo, solo la bancarotta imminente ha convinto i fedelissimi a tradire. Quando il mondo si è reso conto che, per la legge della farfalla che sbatte le ali in Africa e provoca un uragano negli USA, l’Italia agiva oggi da ago della bilancia sui mercati mondiali, Berlusconi è finalmente apparso in tutta la sua pericolosità: non è perchè è piccolo e buffo che è inoffensivo, anzi. Forse per questo l’avevano sottovalutato. Forse per questo l’avevano lasciato fare: ma un uomo incapace, non può controllare i destini di un paese geo-politicamente importante come l’Italia, perchè finisce che sono cavoli amari per tutti. Ora le speranze sono infinitamente più delle certezze, ma resta il timore che sia troppo tardi, che questa classe politica non si sia ancora effettivamente resa conto della gravità del momento… in un Parlamento di yesmen, veline, velone e vecchi babbioni non c’è da dare nulla per scontato. E allora chiediamo a gran voce una nuova legge elettorale prima delle elezioni, perchè anche nella prossima legislatura non ci siano le stesse brutte facce di plastica decise dalle segreterie dei partiti, dai loro delfini e dalle loro trote, oppure siamo da capo. Il tempo per il sollievo dura poco, è ora di darsi da fare, di vigilare, di affermare che, se siamo stati ipnotizzati per gli ultimi 20 anni, ora l’incantesimo si è spezzato. E siamo pronti ad occuparci di noi. Ma ci voleva tanto…?

Intanto, 308 abbracci a tutti, fratelli d’Italia.

PS: se qualcuno trova online il video di Berlusconi a Cannes e l’intervento di Ferruccio De Bortoli (finalmente orgogliosamente incaz***), trasmessi a Ballarò ieri sera, li condivide con noi, per favore?

PPS: Spread a 574, rendimento dei BTP decennali oltre il 7%, altro che sollievo, l’Italia affoga, dentro il parlamento, nelle strade di paesi e città inondate, e nelle piazze affaristiche…

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