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Posts Tagged ‘decoupage’


Domenica scorsa è stata una giornata davvero diversa dalle solite: dopo aver indossato la maglietta di Jovannotti AMAMI per recarmi alle urne con la mia amica ed aver notato un bel movimento in paese, ho mandato il maritino con la figlia più piccola alle Terme di Sirmione, dove lei sta seguendo un ciclo di cure inalatorie per la tosse – io mi smazzo 11 sedute su 12, questa gli toccava proprio! Nel frattempo io e la mia bimba più grande, che compierà sei anni a fine mese, siamo andate a Brescia per vedere insieme la mostra di Henri Matisse e passare una giornata “esclusiva” tra noi. Ultimamente ho notato che era più disubbidiente e capricciosa del solito e quando questo succede il rimedio migliore è l’attenzione materna. E’ un po’ gelosa del fatto che, mentre lei va alla scuola materna, la sorellina resti a casa con me. Me l’aveva già giocato questo tiro ed avevo capito che non sempre le punizioni funzionano e certe conversazioni sono forse ancora un po’ adulte per la sua età…

– Se hai un problema puoi parlamene, amore

– Le mie amiche non mi fanno giocare

(Non intendevo proprio questo – sottaciuto) Ti capisco, ma non sarà che vuoi sempre decidere tu a cosa giocare e dopo un po’ loro si stufano…? (Me l’ha detto la maestra – sottaciuto)

– NON E’ VERO!

Fine conversazione. Avevo risolto con un Rapunzel al cinema ed un gelato – ricetta semplice, ma efficace. 🙂 Questa volta l’occasione golosa è stata la bella mostra a Santa Giulia (fino al 26 giugno, affrettatevi!): a Roma avevamo già visitato la mostra di Chagalle, ed a lei era piaciuta moltissimo. La piccola invece non era ancora in grado di apprezzare, evidentemente, visto che il suo divertimento massimo era stato camminare sui quadratini blu sul pavimento, quelli che impediscono di avvicinarsi troppo al quadro, facendo scattare un allarme di BIP BIP! Ho pensato quindi che fosse un bel modo di goderci un momento intimo ed educativo. In macchina mi ha bombardato di domande esistenziali:

– Mamma, ma perchè esistono solo i maschi e le femmine?

– …

Ma ne sono uscita alla grande, pacca sulla spalla a mamma. Arrivate al museo era tutta gasata per il registratore della guida audio (“Ho il telefonino!”), ma dopo un balletto su una musica che sentiva solo lei (poesia pura) ed un paio di sale, ha cominciato a stufarsi: le prime sono in effetti un po’ ostiche per una bimba, consistendo in paragoni tra disegni, scultura e pittura. Sono riuscita a farmi indicare i suoi quadri preferiti (Busto in gesso, bouquet di fiori su tutti)

Henri Matisse, Busto in gesso, bouquet di fiori 1919

le ho detto quale piaceva a me e perché (le tappezzerie a colori vicaci e caldi, la mamma che suona ed i figli che giocano insieme: a me il quadro ha parlato di armonia e di famiglia)

Pianista e giocatori di dama - 24

e l’ho resa comunque partecipe. Le ultime due sale sono state decisamente più divertenti per lei – ed assolutamente entusiamanti per me! Ne avrei volute altre 2, 3, 4 di sale così!!! Ha voluto riprendere “il telefonino” che aveva accantonato, ha seguito scrupolosamente le faccine e le indicazioni dei numeri da premere, passando da un quadro all’altro: i decoupage sono il suo passatempo preferito, quindi le sono piaciuti moltissimo. Abbiamo scelto i nostri preferiti, quelli che ci metteremmo volentieri in casa, insomma :-)!

Questo è quello che preferisce la mia bimba, con colori  da principessa, ovviamente…

Jazz, Il lanciatore di coltelli - tavola XV

Per me sceglierne uno solo è stato assolutamente impossibile! Ho amato anche la disposizione delle opere, in circolo intorno alla stanza, all’altezza di un tavolo, allestimento che mi ha fatto sentire come in presenza di opere appena compiute, sparse per l’atelier dell’artista. Poi la stanza finale, un vero e proprio climax!

Polinesia, il mare

Oceania, il cielo

Io sarei rimasta ore in quest’ultima sala, ma i bambini sono bambini e dopo una decina di minuti l’irrequitezza dll’infanzia richiamava mia figlia. E comunque se Matisse le è piaciuto, ha preferito Chagalle – per Chagalle o per il fatto che a Roma con noi c’era il suo amico del cuore? Non lo saprò mai… 🙂 Ha voluto mangiare qualcosa nel bel bar del museo, poi siamo passate dal negozio, ci siamo accaparrate cartoline, libri, souvenir di questo momento insieme e regalini per tutta la famiglia. Il suo cuore, però, è stato rapito dal volo di farfalle da incollare al muro della cameretta – e confesso che non ho saputo resistere nemmeno io. uscendo ha voluto fermarsi su una panchina in piazza Tebaldo Brusato, abbiamo chiacchierato per una buona mezz’ora – io e la mia bambina, così piccola e grande al contempo, in un dolce pomeriggio di primavera. Non ha nemmeno voluto il gelato!

Non importa se questa foto ritrae la piazza in autunno: la luce era quasi la stessa, la rarefazione dell'aria anche

Salendo in macchina ci siamo accorte di aver dimenticato un libro al museo! Ci siamo affrettate, ed uscendo… ci ha accolto una pioggia improvvisa e scrosciante. Ci siamo coperte alla bell’e meglio, abbiamo attraversato stradine e piazza e ci siamo infilate svelte in macchina, felici anche di quest’ultima avventura.

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