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Posts Tagged ‘Bioparco’

ROMA


Impressioni di una settimana nella capitale.

  • Roma é enorme e varia, un ammasso di quartieri, strade, piazze, vialoni, vicoli, parchi, ristoranti, negozi, teatri, palazzi, monumenti meravigliosi, chiese, rovine, case popolari, chiccherie e disordine, il tutto tenuto insieme da fili elettrici o del tram, che sembrano cucire un pezzo con l’altro in un patchwork di romanità e turismo, modernità e sapore antico, metropoli e cittadella.

  • Macchine, macchine, macchine, tram, scooter, calesse, torpedoni, macchine, macchine. Roma non ha regole del traffico e quelle che ha contribuiscono al caos. Ci sono corsie preferenziali x i mezzi pubblici, che peró possono utilizzare solo i tram, perché i marciapiedi sono troppo alti x l’apertura delle porte per i bus (!), che quindi restano bloccati nel traffico ed a loro volta bloccano le strade con i loro enormi corpi metallici e lenti. Persino con il motorino non ci si riesce a muovere più di tanto, perché le macchine sono semplicemente TROPPE e si rimane sempre incastrati dietro un guidatore imbranato o uno troppo scaltro, che crede di fare la furbata e resta incastrato nelle posizioni più improbabili.

  • Il parcheggio richiede un capitolo a sé. A Roma si parcheggia in seconda e terza fila – è normale, nessuno si scandalizza. Quando mio marito ha parcheggiato in modo regolare, la nostra amica romana gli ha detto che si era parcheggiato male, perché essendo in prima fila, ci avrebbero presto bloccato quelli che avrebbero parcheggiato dietro di noi – che poi uno dice in “seconda fila”, ma in realtà significa IN MEZZO ALLA STRADA. Persino quando il posto per parcheggiare c’é, l’abitudine porta a mollare la macchina nel posto più vicino alla meta – es: se devo andare in banca e dall’altra parte della strada ci sono 2 o più posti liberi, io lascio il veicolo in seconda fila accanto al marciapiede della banca, poco m’importa se chi è parcheggiato correttamente non riuscirà ad uscire. Non lascio nemmeno un biglietto con scritto “Sono in banca”, obbligando cosí il malcapitato parcheggiatore zelante a cercarmi in ogni bar, portone, esercizio pubblico nelle vicinanze. Se mi vengono a cercare, mi trovano e mi fanno uscire a spostare la macchina, non ci penso due volte ad avanzare un paio di metri per far uscire chi avevo bloccato, e fermarmi poco più avanti, bloccando qualcun altro. I posti auto liberi accanto al marciapiede opposto, restano vuoti: non vorrai mica che mi metta pure a fare manovra? 😛 Poi magari vedi qualcuno che a guardarlo dal marciapiede sembra abbia fatto qualcosa di intelligente (smart), ma come in altri casi della vita, guardando le cose da una prospettiva diversa si scoprono risvolti inaspettati – pensate alla faccia del proprietario al suo ritorno!!!

  • A Roma si svolge l’attività politico-governativa del nostro Bel Paese, guardacaso. Ed a giudicare dalle migliaia di cartelloni con messaggi pro questi e contro quello, sembrerebbe che si voti solo a Roma. A Roma la campagna elettorale é sempre viva. La giunta provinciale approva il bilancio e te lo comunica: approvato il bilancio – noi facciamo e voi no. Come se l’approvazione di un bilancio fosse al pari di un allunaggio – ma non dovrebbe essere un dovere? L’amministrazione regionale invece ci tiene a farci sapere che noi donne le stiamo a cuore – evidentemente non gli alberi, ed oltretutto l’amministrazione regionale deve avere un’opinione molto bassa della nostra alfabetizzazione, visto che il messaggio viene affisso su decine di poster uno accanto all’altro, uno sopra in doppia fila pure quelli (!), non sia mai che non riuscissimo a leggere il primo. Il sindaco assume 4000 amici x cariche pubbliche: ma saranno amici facebook, o quanti ‘zzo di amici c’ha ‘sto sindaco e dove trova il tempo di frequentarli tutti??? E qui si rimane circoscritti al Lazio ed ai messaggi x gli elettori locali: mi sembra che la Lega stia imparando la lezione di quesi porci dei romani a menadito: è l’unico partito che ogni 2×3 affigge cartelloni con comunicazioni di marketing d’importanza capitale, tipo quello che tappezzava i muri della città quando gli immegrati sono scesi dalla gru: “Non sarete mai padroni a casa nostra”, vogliamo non ricordare ad ogni cittadino che i vuccumprà aspirano ad ogni posto di lavoro disponibile e che presto passeranno dalla gru ai nostri consigli d’amministrazione? I cartelloni ci martellano con il loro messaggio fondamentale: se vuoi comandare spreca e spara cazzate, qualcuno che ti crede nella massa lo peschi. Ma quello che mi ha fatto specie é il fiorire di cartelloni con messaggi relativi alla politica nazionale. Ho anche scoperto due partiti dei quali non conoscevo l’esistenza: il Popolo della Vita e il Movimento degli Italiani – sta a vedere che é proprio cosí, si vota solo a Roma e nel resto dell’Italia manco sappiamo quali sono i partiti in gioco. Il cartellone del Popolo della Vita é pure sgrammaticato, é sicuramente un’appendice dei Dipietristi 😉

  • Confesso di essermi lasciata convincere a portare le bambine al Bioparco. Lo sentivo, in fondo in fondo, che era, in sostanza, un zoo… e da qualche parte sia lo zoo che il circo ancora toccano in me corde suonate da memorie infantili, suscitano una meraviglia che ho voglia di vedere dipinta sul viso delle mie bambine. La parte più evoluta di me prova disgusto, ma ho voluto credere a ció che la parola b.i.o.p.a.r.c.o. evoca e suggerisce: portate qui i vostri figli x un viaggio tanto fantastico quanto educativo. Ebbene – no. Per quanto il parco sia grande, per quanto alcuni degli habitat siano curati (ma NON tutti!), per quanto molti degli “ospiti” provengano dalle attività di polizia per contrastare il traffico internazionale di animali esotici… la visita al bioparco per noi è stata triste – ovviamente escludendo la compagnia ;-)! Vedere questi animali sonnolenti, ingabbiati o addirittura rinchiusi in piccole teche, per quanto riguarda i rettili, va contro la mia natura e mi stringe il cuore. Certo, molti animali sono qui perché non sopravviderebbero più in natura, provengono da altri zoo, sono in via d’estinzione, etc., ma la condizione di prigionia non cambia, pur con tutte le buone ragioni del mondo. Comunque anche io sono cresciuta ammirando lo zoo, eppure oggi sono una cosiddetta “animalista”, anche se non scatenata, vegetariana, o altro. Semplicemente non mi faró più fregare e le bambine a “divertirsi” al Bioparco non le porteró mai più: non ho voglia che si divertano di fronte alla sofferenza.

Il trucco c’é, ma non si vede:

Qui invece si vede, e l’avvoltoio che resta immobile in questa posizione per mezz’ora, pur di cercare di sentirsi un minimo figo, è straziante, ben più del coniglio/pranzo in parte…

Queste sono le cose che mi hanno colpito di più a Roma, quelle sulle quali già mentre le vedevo, sapevo che avrei scritto – ma Roma ha anche molto da offrire, in quanto ad offerta culturale soprattutto. Mostre e musei – e sembra ovvio, ma nella disorganizzazione italica non lo é -, ma anche un sacco di attività per i bambini: corsi, teatro, eventi dedicati a loro. La mia amica mi diceva che dovrei fare questo qui sul lago, o a Brescia, ma non sono sicura che potrebbe funzionare: là il pubblico potenziale sono milioni di persone, qui non so se attività ludico-educative dedicate ai ragazzi sopravviverebbero economicamente. Quanti porterebbero i ragazzi a teatro più di una volta l’anno? Quanti li iscriverebbero a corsi diversi dal judo-calcio-danza canonici? Comunque continuo a raccogliere input, prima o poi lavoreró – giuro! 😉 Per ora mi godo – e metto a frutto – le vacanze!

Museo dell’Ara Pacis – Richard Meier 2006

Museo dell’Ara Pacis – bella fontana e bambine buffe! 🙂

Per le fotografie si ringrazia l’abile maritino con il suo fido Blackberry!!! XXX

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