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Posts Tagged ‘Berlusconi’


Stamattina su facebook  questo titolo mi ha agghiacciato. Decadenza Berlusconi: Violante apre al ricorso alla Consulta: “E’ suo diritto”. Sì, va bene, sarà, ma suppongo ci abbiano già pensato i suoi avvocati, cosa ne dici Luciano? Violante. Ma chi è Violante? E’ molte cose, alcune le so, altre le ignoro. Altre le ignorate voi – la maggior parte probabilmente le ignoriamo tutti. Perchè oggi quello che dice è così significativo, e pericoloso? Ex-magistrato, antimafia, peccarità. In Parlamento da circa 20 anni anche lui. Trovate tutto su Wikipedia – tutto quello che c’è… Trovate persino una voce: “Rapporti col PdL” pensa te, “il ponte di collegamento” – io avrei denunciato Wikipedia, lui niente… Insomma, io questo video l’ho visto da un po’, in TV dalla Guzzanti (Sabina). L’ho fatto circolare, l’ho spedito più e più volte a Civati, ne ho chiesto conto a Renzi – nessuno dei due me ne ha dato conto, e se non me ne danno conto loro, chi…? Qualcuno, per favore, a questo punto, lo mandi a Grillo. Anche se Grillo sicuramente lo conosce bene. E non lo usa neanche lui…!! Gente, cosa aspettate? La prossima campagna elettorale o questo video resterà per sempre il segreto di Pulcinella? Certo, sono ancora troppo pochi gli Italiani che lo conoscono. Eccolo. Per favore FAR GIRARE!!!

Qui la versione che arriva subito al punto:

Nel video integrale, il discorso è anche interessante di per sè, ma quello che salta all’occhio oggi è questo ruolo di “Ponte” col PdL, non con l’opposizione, con un’opposizione – con il PdL (Allora Forza Italia? Non ricordo), amici, addirittura. Connivenza, altrochè…

PS: All’inizio del video lungo c’è un Casini di un umorismo apprezzabile come Presidente dell’Aula. I nostri politici stanno proprio ai posti sbagliati. O i comici? O viceversa…? Mi sono persa…

Aiutatemi a ritrovarmi, aiutateci a ritrovare questo paese. Chiarimenti a questo proposito noi dobbiamo chiederli TUTTI, SEMPRE, se speriamo che prima o poi qualcuno risponda, ci spieghi! E’ tempo di regolare TUTTI i conti, sennò non si ricostruisce una pippa sui segreti e le sabbie mobili lasciate dal passato…

Grazie

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Sì, non facciamoci rovinare la festa: è arrivato. Si scatenano sul primo giorno di post-Berlusconi anatemi e Cassandre. Si prevede il peggio del peggio. Tutti hanno motivi ragionati per prevedere che il baratro si approfondirà. Pare che chi ha sempre voluto Berlusconi fuori dalla stanza dei bottoni, oggi non possa festeggiare, perchè tanto andrà sempre peggio. Mah, che dire, per quel che vale per me, sono convinta che oggi ed il periodo prossimo a venire siano la più grande occasione che l’Italia abbia avuto, dai tempi di Manipulite (anche quello definito golpe, – come quello di ieri! – dall’intellighenzia berlusconiana). Abbiamo capito tutti che la situazione è molto, molto, molto difficile, che ora è tutto da fare: le rinunce ed i sacrifici egualieranno solo la quantità di lavoro, di impegno personale e solidale che ci dovremo mettere. MA: è dalla discesa in campo di Berlusconi e da quando ho visto il suo successo (di popolo, non di obiettivi), che percepisco l’Italia come un paese in inarrestabile declino. La volgarità, segno visibile della decadenza, ha imperato, nel paese conosciuto per la propria eleganza. Ancora ieri la Santanchè ribadiva che lei vuole il berlusconismo, quindi è chiaro che c’è ancora molta strada da fare, culturalmente abbiamo anni luce da recuperare… Però, io è dal primo giorno dell’era Berlusconi che penso – e dico – che un uomo del genere non poteva che essere deleterio per il nostro paese. Ed insieme a me lo dicevano e pensavano tutte le persone, che nei miei vagabondaggi esteri, incrociavo, che fosse per piacere o per lavoro. L’era Berlusconi ci è costata già tanto, ci è costata anche molta frustrazione, perchè sembrava così evidente che Il Miracolo Italiano fosse un abbaglio: come poteva essere che non si riuscisse a scalzarlo? Che tanta gente credesse in una plateale truffa?  Ci costa oggi e ci costerà domani, perchè il paese che Mr. B consegna a chi lo segue, è un paese devastato – da lui. Ma se dobbiamo pagare, bisogna che ne valga la pena. E’ molto diverso sentirsi in caduta libera, in un paese nel quale qualsiasi sforzo viene risucchiato in un sistema malato, piuttosto che sentire che si sta facendo qualche passo indietro, per poter prendere la rincorsa e rilanciare un paese intero, che sta svoltando pagina. Per me, perlomeno, lo è. La sensazione di irrefrenabile decandenza del mio paese mi ha accompagnato per molti anni. Oggi mi sento pronta ad ingegnarmi, a sforzarmi, mi sento speranzosa, mi sento incoraggiata. Sento che le mie rinunce ed i miei sforzi siano motivati da un obiettivo, personale e comune. Oggi un uomo che ha la stima del mondo, ne sostituisce uno, che ha  – da sempre – la più profonda disistima della comunità internazionale. Un uomo capace e preparato, prende le briglie di un paese alla deriva. Un uomo che ci parla di situazione difficile, di lavoro enorme, non uno che ci dipinge il paese dei campanelli nel quale vive lui, fatto di ricchezza, perchè tutti hanno il cellulare, i ristoranti sono pieni e l’albero della cuccagna cresce in tutti i gardini. Uno uomo del quale, già dieci anni fa, a Bruxelles, a Londra, a Parigi, mi veniva da più parti detto: “Ma avendo persone così, com’è possibile, che a capo del governo abbiate una caricatura grottesca come Berlusconi?”. Un uomo che ha fatto causa alla Microsoft, quindi non è per forza dalla parte delle corporazioni per principio. Un uomo che parla di interpretazione deviata del capitalismo. Un uomo che conosce il sistema, per i suoi pregi, ma anche le sue pecche. Un uomo che sa (non cerca di indovinare) cosa serve per far avanzare un paese – e lo fa, non gioca a promettere. Uno che non darà colpa agli altri per ciò che non è riuscito a realizzare lui.

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Oggi, per chi lavora da sempre e non è vissuto di sola attesa, è arrivato Godot. Anzi, meglio, oggi, è arrivato Mario, il Godot più reale e concreto che avremmo mai potuto immaginarci. D’ora in poi possiamo sperare che remare con forza non sia l’atto disperato di un barcaiolo preso dal vortice. Da oggi #rimontiamo*, ed ogni remata potrà avere un significato profondo: un passo avanti autentico sul cammino della consapevolezza, ma anche del cambiamento della realtà che ci circonda.

*anagramma di Mario Monti, trend di successo su Twitter.

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Ognuno ha una teoria su cosa ci sia dietro questa crisi (italiana e globale) e quale sarebbe la strategia migliore per sconfiggerla. Ci sono i complottisti, alla Paolo Barnard (leggere QUI), che pensano che l’Italia stia affondando, perchè L’Europa ha deciso di schiavizzare il sud di se stessa, invece di continuare a produrre in paesi poveri, ma lontani. Quindi ci mandano a gambe all’aria, per prestarci dei soldi, che dovremo rendere con interessi da usura. Altri pensano che non ci sia via d’uscita, che l’Euro abbia fallito e che la crisi italiana sia l’equivalente del grido “Il re è nudo”. C’è anche chi dice che Monti faccia parte della stessa organizzazione pseudo-massonica (da quanto ho capito) di Prodi – anche loro uniti per affossare l’Italia, ma mi sono persa il link. Chi ha questa teoria ha annunciato l’arrivo di Monti già da qualche giorno, ma sinceramente è una profezia che avrei potuto fare anch’io – io lo speravo, perchè mi sembrava la cosa più di buon senso, tutto qui. Ma perchè, mi chiedono alcuni amici di formazione certo più a destra di me, anche se non berlusconiani (o non più :-P), Mario Monti è diventato un’icona della sinistra? Un po’ come Montanelli? Intanto bisogna distinguere la sinistra dentro i palazzi ed il popolo della sinistra. E’ semplice: Monti e Montanelli sono due figure di garanzia, due uomini rispettabili, con una solida storia alle spalle. Sicuramente, in parte, anche perchè non hanno mai dimostrato simpatia per la destra berlusconiana. E non è un dettaglio: non è una destra, è un’accozzaglia di ominicchi interessati. Personalmente, però, conosco Monti anche perchè ho vissuto e lavorato dieci anni a Bruxelles e lui è stato un Commissario Europeo molto apprezzato da tutti. Quindi: con Monti a parer mio Napolitano ha fatto la scelta migliore. Ed è stato geniale nel nominarlo Senatore a vita subito: il messaggio è arrivato chiaro ai mercati, senza ulteriori attese delle promesse dimissioni di un uomo con la credibilità di una gazza ladra. Monti è oggi l’unica figura che potrebbe essere capace di richiamare all’ordine un parlamento allo sbando, di far digerire, grazie alla propria autorevolezza, decisioni difficili ed impopolari. Ora spero veramente che i nostri parlamentari si siano presi una bella doccia fredda, che abbiano capito che non si può giocare a fare il deputato, che è ora di lavorare sul serio e soprattutto lasciar lavorare chi lo sa fare davvero, senza personalismi. Spero che ci sia tempo per fare le riforme più urgenti e che esse includano un sostanziale taglio ai numeri ed ai costi della casta ed un cambiamento della legge elettorale: solo così la politica può ritrovare la serietà ed il coraggio che ha perduto da tempo. Sembrava convenisse ai palazzi che l’Italiano si fosse disaffezionato, che li lasciasse fare, ma abbiamo visto che non è così. I politici non possono usare il Parlamento a mo’ di ufficio di collocamento, ed in effetti tenere in ostaggio un paese come il nostro, alla lunga non conviene a nessuno. Spero anche che gli Italiani continuino nel cammino intrapreso ormai dall’anno scorso, verso una maggior consapevolezza della cosa pubblica, ma anche della propria capacità privata, che può e deve essere utile alla comunità. Spero che sia finita un’epoca e con essa un modo di fare politca, facendo altro. Alfano è il delfino di Berlusconi e purtroppo su molte cose la pensa sicuramente come lui: spero perlomeno che si liberi di certe vecchie carampane e che la destra si arricchisca di giovani, che ci sia un vero ricambio e che torni ad essere una destra politica. Al contempo se la destra candida Alfano, anche la sinistra deve presentare qualcuno di più giovane e nuovo rispetto a Bersani, e questo favorirebbe la corrente “della Leopolda”, con i giovani e meno giovani che ho spesso affermato di apprezzare (Renzi, Civati, Chiamparino, etc.). Quindi mi auguro un governo pro-tempore che abbia i tempi necessari alle primarie e mi auguro di non dover mai più (mai più, mai più, mai più!!) vedere che le fila del mio paese sono tirate dai Dell’Utri e dalle Santanchè. Infine mi dico: forse è un bene che siamo caduti COSI’ in basso, forse era l’unico modo di capire che con i destini di un paese non si scherza, forse è stato necessario per smascherare la pochezza degli ultimi 20 anni. Forse tra 15 saremo un paese di nuovo giovane, vivace, che ha saputo ritrovare il contatto con la realtà e con il proprio presente, che ha ritrovato il gusto di guardare al futuro, pensando di aver contribuito a forgiarlo. L’Italia è vecchia e morente da troppo tempo. Bisognava celebrare il funerale, come mi diceva il mio maestro di teatro già 20 anni fa. Un piccolo cambio di rotta non era possibile e non sarebbe bastato. Ora che abbiamo il c*** veramente per terra, siamo costretti a prendere le cose sul serio – oddio, ci sarà sempre il furbetto che…, ma credo che ora saremo decisamente più sul chi va là e molto meno tolleranti verso la peggiocrazia, la cultura della scorciatoia. Forse, mi dico, tra 15 anni le mie figlie vivranno in un paese che cresce, che ispira, che offre possibilità. Forse tra 15 anni saremo come la Turchia oggi. Ma vi rendete conto di dove sono state buttate le nostre speranze?? Sembra una battuta, ma in relatà lo scorso anno la Turchia è cresciuta più della Cina (!) – noi che abbiamo un paese comunque più evoluto e sviluppato, abbiamo molto lavoro davanti, ma possiamo veramente sperare in un risultato che includa una crescita, una creatività, un’imprenditorialità, sane e stimolanti. Per il come, sentiamoci più avanti! 😉

PS: l’alba siamo noi XXX

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E’ da poco in corso la votazione per la Fiducia a Berlusconi. Di nuovo. Che sensazione di sospensione. Un paese in sospeso, da troppo ed ancora per chissà quanto, comunque vada. Mattia Feltri manda sms dalla Camera su La Stampa online, io ormai sono assuefatta. La maggioranza pensa di farcela – a fare cosa non si capisce, ma loro ca la fanno. A mantenerci così, eternamente in sospeso, tra le promesse ed i fatti, tra le parole ed i risultati della miseria umana alla quale siamo ormai arrivati. Vediamo come va avanti, anche se, in ogni caso, questo non è che l’ennesimo tassello nella storia di un paese che sembra sempre più un bambinone, incapace di crescere. In bocca al lupo a tutti. Ma voi, come state?

Immagini di repertorio (lasciamoli lavorare…)

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E questa Terry de Nicolò? Una che fa in TV un ragionamento che in giro, ammettiamolo, si sente. E non è un dettaglio che lo faccia in TV, non è un valore la sua supposta sincerità (e qui supposta mi richiama tutti i suoi significati). Non è una che ha il coraggio di dire ciò che noi pensiamo. E’ una che non pensa ci sia nulla di cui vergognarsi ad affermare certe cose (sul servizio pubblico), alla quale hanno fatto credere che il mondo giri così, che la morale sia moralismo, ipocrisia, invidia e che il suo sia invece coraggio, schiettezza, onestà. Ma basta non cascarci, avere proprio un minimo di sale in zucca, di “corpo, anima e cervello” per vivere in un altro modo. Che credibilità può avere una che considera il sesso con ultrasettantenni indice di qualità della vita? Io continuo a sperare che sia solo una fase di transizione, l’agonia di un corpo malato, quel funerale che si deve celebrare prima di passare a nuova vita. Però è una decisione alquanto urgente da prendere, perchè la risalita sarà già durissima così com’è, non rendiamocela impossibile, non lasciamo allargare ulteriormente questa chiazza d’olio, non lasciamola penetrare, infettare il pensiero comune. Non crediamoci, e viviamo di conseguenza. Non ci vuole una laurea in fisica nucleare per capire che il pensiero di questa prostituta allegra è proprio quello che ha messo il paese in ginocchio, ben oltre il dato etico ed in modo assolutamente reale, economico, percepibile. Ma è possibile continuare a subire una situazione tanto palesemente marcia? Ci vuole davvero tanto? Sono sempre più perplessa. Quando la verità ultima è che “La patonza deve girare”, il mondo partorisce certe aberrazioni.

In quell’universo, la signora è una filosofa. Scrivo e non so quale sia la fine, quale l’inizio…

NB: L’intervista è andata in onda durante L’ultima Parola, in prima serata su Rai2, programma di Gianluigi Paragone, giornalista del quale si maligna (call me Lady Dimplomacy :-)) che stia dove stia grazie alla sua vicinanza alla Lega, che a propria volta sta al governo grazie all’alleanza con Il PdL di Burlesconi. Lega che, guarda caso, sta disperatamente cercando il modo di staccare la spina al governo, facendoci al contempo una bella figura da più lati possibile – impresa, mi auguro, disperata. Quindi anche noi sinistrorsi scandalizzati (ma forse sarebbe più giusto dire rattristati, pietrificati…) facciamo il gioco di questa politica deviata, bisogna esserne coscienti. Mi vengono da dire un po’ di parolacce, sono alla frutta, passo e chiudo.

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BUUUUUUUUU! Non mi piace, altro che genialata. Ricapitoliamo: Madonna partecipa al Festival del Cinema di Venezia e, tra le altre cose, fa dichiarazioni tutt’altro che lusinghiere su Berlusconi (leggete qui), che scatenano un putiferio nel PdL. Ma l’incidente diplomatico di cui parlo è tutt’altro: un fan le porge una grande ortensia, come ovvio gesto d’affetto. Madonna è piuttosto cortese col fan e prende il fiore, ma dice al vicino che odia le ortensie, purtroppo il microfono è aperto e sentono tutti.

Pare che gli amanti dei fiori se la siano presa a morte, esagerando. Per confermare la propria libertà – perchè è effettivamente una donna che ha bisogno di tali conferme, che vitaccia, poverella – Madonna commette quella che per me è la vera gaffe e pubblica su YouTube un video di scuse ALLE ORTENSIE. Ovviamente il video è una parodia:

In atmosfera da film muto, Madonna si scusa con un mazzo di ortensie, che coccola teneramente, poi il video bruscamente cambia atmosfera e lei urla sgarbata, calpesta le ortensie ed afferma che, vaffan*, a lei piacciono le rose, e allora? Madonna sembra dire: “Ma come, non posso avere i miei gusti? Vi sembra un tale e tanto affronto il fatto che a me piacciano le rose? Ma occupatevi di cose più importanti, insomma!” E ci potrebbe anche stare tutto… Ma il modo in cui Madonna sceglie di esternare questo pensiero mi è risultato veramente indigesto. E rivelatore: rivelatore dei capricci di una diva, che oramai crede che le sia permesso tutto, che usa l’incidente per farsi pubblicità a discapito dei sentimenti dei fan (anche solo uno, che ora si sentirà davvero offeso), invece che sorvolare sull’accaduto o addirittura rimediare con un gesto sinceramente gentile. Come dice la mia amica Gloria, ha dimostrato poca classe. Io trovo veramente cafone il gesto di distruggere dei fiori – recisi, certo, ma l’immagine ha per me un simbolismo netto. E’ un gesto che parla della sua natura, che, oltretutto, non riesco a perdonare in quanto “artistica”, genio e sregolatezza… Penso che la personalità di un artista non intacchi il valore della sua opera, ma nel caso di Madonna, si può davvero parlare di arte? E’ una grande donna di spettacolo, è intelligente, scaltra, capace, una grande manager di se stessa, un vero personaggio sopra le righe, ma da qui a parlare di arte, ce ne passa. Gran belle canzonette pop le sue, mica una svolta nel mondo della musica – ma poi, lei compone? Quindi non sono particolarmente incline a perdonare il gestaccio, a lasciarlo scivolare. Per me invecchia, è un po’ stanchina ed ha voluto fare una boutade, sapendo che, tanto, lei è Re Mida. Ma stavolta qualcosa traspare, qualcosa che non è nè geniale, nè provocatore, nè trasgressivo: semplicemente brutto e maleducato.

La vera genialata? Me la vedo, che occasione persa, immaginate insieme a me: conferenza stampa, Madonna, serissima, dice: “Sono qui oggi per provare a rimediare ad una brutta gaffe che ho commesso durante la mia partecipazione al Festival del Cinema di Venezia, con dichiarazioni che hanno suscitato sdegno e scalpore. Voglio porgere le mie più sentite scuse agli Italiani che si sono sentiti offesi dalle mie parole e chiaramente anche… alle ortensie! Etc…” Il gesto dismostrrebbe al contempo simpatia, indipendenza, capacità di cogliere le occasioni giuste per incidere sull’opinione pubblica – e per Burlesconi & Co. questa serebbe una bella beffa… 🙂

PS delle ore 11.44: la mia amica Cladia è una che sa mettere le cose nella prospettiva giusta! Su facebook mi commenta: è in menopausa, perdoniamola!! Hahahaha!! In effetti… 😉

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Più leggo i giornali, più guardo la TV, più navigo su Internet, ma soprattutto più parlo con la gente… più penso che ce la possiamo fare. Ce la possiamo fare a mandare a casa questo governo di incapaci, di criminali, che hanno fatto di tutto per farci credere che loro, a differenza dei politicanti della Prima Repubblica, avrebbero affrontato i problemi reali, il governo del fare. Fare poco e male, fare gli affari propri, fare figure barbine, fare danni, questo sì. Nemmeno l’economia è riuscito a salvare questo governo di affaristi: han voluto farci credere che ci voglia una mente illuminata per gestire il gioco del mercato del terzo millennio, ma le loro menti buie e quelle dei loro amici hanno solo saputo mettere in piedi una politica miope di risparmio sulla forza lavoro, spostando la produzione in paesi dove gli operai non hanno diritti – ma cervelli sì, e piano piano sono passati dall’essere le mani che riempivano le tasche dei nostri signorotti ad essere i loro concorrenti diretti, osservando, copiando ed imparando a produrre per arricchire se stessi. Oggi in nome della competizione con i paesi che prima sfruttavamo, ci vengono a dire che tutti devono fare sacrifici, a partire dai lavoratori, ma non si è ancora capito quali siano i sacrifici che stanno facendo loro. Le carte sono scoperte, il re è nudo. E anche la politica di tagli del salvifico Tremonti, chissà perchè, taglia scuola e ricerca, mai gli stipendi eccellenti: sceglie di buttare via 300 milioni per separare le amministrative dai referendum, nella speranza (vana! VANA!!) di poter ancora una volta contare su cittadini distratti e disillusi. Quei 300 milioni di euro che servirebbero alla scuola per funzionare a pieno ritmo (a fronte dei 24 stanziati) i cittadini sono stati capaci di farli fruttare, a dispetto della disfunzione sgovernativa. Ultimamente le stanno facendo troppo grosse (dalle leggi ad personam siamo passati ai ministeri ad personam, sempre più vicini ai bisogni della gente – forse hanno capito “geograficamente”…), forse per mera incapacità, che viene inevitabilmente a galla dopo che la gestione disastrosa lascia troppe falle, e lo schifo finisce per uscire, da una parte o dall’altra. Forse solo perchè sono così abituati a non preoccuparsi del popolo pecorone che oggi sono tronfi e disattenti. Io ho percepito il primo, timido afflato di speranza quando è saltata fuori la questione Scaiola, quello che si è dimesso per potersi dedicare a scovare quel malintenzionato che gli ha regalato la casa a tradimento, avete presente? “A sua insaputa” è stato uno dei primi tormentoni. Agli Italiani gli tocchi la casa e cominciano a girargli le OOO. Lì i più fedeli elettori hanno cominciato a dire: questa è grossa… Il caso Ruby all’inizio non li ha scossi più di tanto, alle puttane c’erano abituati, mica gli suscitavano indignazione, invidia, tutt’al più. Ma l’uscita “Meglio puttaniere che frocio”, quella l’hanno trovata un po’ sbracata (il doppio senso è del tutto intenzionale): chi dal punto di vista etico, chi di marketing, d’immagine, chi ha capito che Silvio stava cominciando a perdere il senno, a non aver più la capacità di calcolo comunicativo, ad essere annebbiato dietro il suo sorriso di bronzo. I 314 voti parlamentari che certificavano “La sincera convinzione, giusta od erronea, che si trattasse della nipote di un capo di stato” (ancora per poco ndr.) sono stati un vero insulto all’intelligenza del paese – ma anche ad una stupidità media -, plateale, ingiustificabile nemmeno a sapersi arrampicare sui vetri – e poi l’Uomo Ragno non è di destra, loro c’hanno Batman, con casa a Milano, addirittura figlio del sindaco – ooops, ex-sindaco, che caso, ancora la casa! Questa gloriosa serie di edificanti avvenimenti è stata intervallata da manifestazioni popolari finalmente partecipate: nonostante temessimo che sarebbe stata la solita inutile protesta, questa volta non abbiamo più potuto starcene a casa e siamo scesi in piazza prima a sostegno della scuola pubblica e poi insieme alle donne. Arriva anche un programma televisivo, “Vieni via con me”, che si è incassato una media di 8,5 milioni di spettatori a serata per 4 settimane di seguito – alla faccia del pubblico beota, della televisione che è stata innovata dal nostro primo ministro e che è quella che “piace alle gente”: poche menate, ma, sinceramente, anche poche risate. E se menate devono essere allora che siano quelle morbose, splatter anche dietro la facciata della pseudo-psicologia da settimanale femminile, del fenomeno dell’anno: la cronaca nera che invade i programmi mattutini, pomeridiani, preserali e di prime-time. Ma la televisione che distrae comincia a non bastare più: il suo pubblico ce l’ha, non sbagliamoci, però c’è anche una consistente fetta di audience assetata di risate intelligenti, di arte, di cultura – mica letteratura da Nobel (ma anche), semplicemente bravi professionisti, artisti e persone più o meno comuni con qualcosa da dire, da esprimere, da condividere. Una TV stimolante, che comincia ad andare oltre se stessa e ti fa venire voglia di leggere e scrivere, di saperne di più su quel corpo di ballo, su quello scrittore, su questo paese, che comincia a stiracchiarsi, ad aprire occhi nei quali resta un barlume di curiosità, nonostante il disincanto. Non è che il paese si stia svegliando perchè lo dicono in TV, ma la TV riflette la vitalità del paese, il polso dal battito flebile, ma non del tutto assente. Lo dice anche la classifica dei quotidiani più letti in Italia (esclusi i dati online): se La Gazzetta dello Sport è il quotidiano di maggior successo, subito dietro di essa ci sono La Repubblica, Il Corriere e La Stampa, che insieme raggiungono il doppio dei lettori dello sport. A destra non si legge, dato sorprendente visto il livello dei quotidiani di corrente…. Ed arriviamo alle amministrative, ai referendum boicottati da governo e TV generaliste (tutte meno una), alle persone che hanno di nuovo la voglia di dire la loro, perchè se continuiamo a lasciarli fare, stiamo freschi. Ed il sangue nelle vene dell’Italiano medio sembra nuovamente scorrere rosso e passionale, simbolo di vita, non più di morti violente. Capiamoci bene: c’è ancora TUTTO da fare, l’opposizione da rifare, per esempio: se notate il merito del cambio di marcia non gode di una sola azione da parte dell’alternativa di governo, ma sta tutto negli autogol del marcio potere attuale e nella voglia della gente di smettere di vivere con le mollette al naso per non sentirne la puzza. Sia chiaro: io non credo necessariamente che non saper vincere sia sinonimo di non saper governare, ma la capacità di vincere indica anche la capacità di leggere la gente, il paese ed i suoi bisogno. In ogni caso la vittoria è fondamentale per mettere in pratica il proprio programma, per mal pubblicizzato che sia… Non siamo nemmeno ai blocchi di partenza della corsa. Diciamo che ci siamo appena svegliati e siamo scesi dal letto. Siamo in piedi.

Siamo “Tutti in piedi”, slogan che vorrei adottare, frutto del lavoro di un altro professionista: Michele Santoro, uomo eminentemente televisivo, che ha saputo far parlare l’Italia migliore, quella che i politicanti si affannano a tacitare, in un programma che è andato oltre la TV, si è accaparrato il mezzo della rivolta di oggi: internet 2.0, quella della comunicazione interattiva – e, se il mezzo è il messaggio, oggi noi siamo pronti a non stare solo a guardare, ma vogliamo dire la nostra e darci da fare. Siamo oltre l’indignazione: siamo tutti in piedi – non perdiamo il momentum, mettiamoci in gioco, ognuno a modo proprio, facendo bene il proprio lavoro, con orgoglio, con consapevolezza di un momento chiave per l’Italia che, forse, s’è desta sul serio, ma per restarlo ha bisogno del contributo diretto di ognuno di noi, di tutti quelli ai quali le cose non vanno bene così come sono – e siamo un’esercito: pacifico, incazzato, ma pacifico.

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