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Life is what happens while you are making other plans, diceva John Lennon – la vita è ciò che succede, mentre stai facendo altri progetti. Ieri sera sono stata ad uno dei concerti più belli della mia vita. Ci sono inciampata, come preferisco fare, a conferma che, a volte, gli incidenti di percorso sono la parte più interessante del viaggio. Sono di nuovo in Calabria, questa regione che ho scoperto 3 anni fa e che, ogni volta che torno, mi regala sorprese generose. Sono qui, con amiche e figliolanza, al Villaggio il Gabbiano, e i ragazzi dello staff ci dicono che la sera ci sarà una festa a Santa Domenica di Ricadi: concerto di Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea, Taranta… Decidiamo di andare a vedere di cosa si tratti, per scoprire un po’ di colore locale – e partite con il tipico atteggiamento da turiste un po’ snob, una di noi ha postato la locandina del Taran Project su facebook, commentando con sarcasmo “Seratona”. Little did we know… Arriviamo in un paese pieno di gente, di luci colorate a festa, e ci incamminiamo per la via principale, fino alla piazza. Vediamo un palcoscenico molto più grande di quello che ci aspettassimo, con una bellissima scenografia di luci, e ci fermiamo a guardare. Sentiamo le prime note, scattiamo qualche foto ai paesani affacciati alle finestra di casa e cominciamo a muoverci col ritmo, pian piano, inconsapevolmente, fino a ritrovarci a ballare. E più balliamo, più ci sentiamo coinvolte, più balliamo, più ci avviciniamo al palco, in mezzo alla folla che va dai 6 ai 60 anni – ma la maggior parte sono giovani -, più balliamo più vogliamo ballare. Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea, seduti, cantano e suonano, una corista (ma il termine sminuisce la sua bravura ed il suo ruolo) in fondo al palco contralta e danza, con una presenza scenica da grande solista. Siamo rapite, incantate, la Taranta ha posseduto anche noi. Ad un certo punto esce sul palco un prete, tutti si fermano e, a pochi metri da noi, da un gruppo di ragazzi, parte un coro: “Uno di noi… Carmelo uno di noi… Uno di noi…”. Don Carmelo parla al pubblico, ha organizzato lui questo concerto: parla di vita, di musica, di giovani. Penso che forse mi trovo davanti al Don Gallo locale (al suo erede? Speriamo!), mi commuovo. Don Carmelo esce di scena, accompagnato dal coro di quei ragazzi, tra i quali, scopro oggi con piacere, c’è anche Glauco, che sta alla pizzeria del villaggio. La musica riparte, incontriamo due ragazzi che al villaggio fanno servizio in sala e ci fanno ballare. Uno di loro, Vincenzo, è nuovo, non abbiamo ancora fatto amicizia, avrà a malapena vent’anni: ci prende per mano senza la minima esitazione e capiamo che l’uniforme nascondeva questa benedetta natura intraprendente. Balliamo, sudiamo, pestiamo piedi, i piedi ci vengono pestati, balliamo, balliamo, balliamo. Ad un certo punto Claudia (che è Romana), si ferma e dice: “Vincè, nun ce la faccio più! Me stai a fà morì!” Vincenzo non si squassa e risponde, sorridente: “A signò è solo pe’ ‘na notte”, regalandoci così una perla di saggezza e un concentrato di giovinezza, un pensiero che ci accompagnerà ogni volta che crederemo di essere troppo stanche per goderci un bel momento, ogni volta che vorremo rinunciare, ogni volta che varrà la pena perdere il fiato. La musica continua ed io vorrei cantare, vorrei conoscere le parole di quelle canzoni, vorrei capire il dialetto calabrese, vorrei che la musica non finisse più, e per un attimo sembra che possa essere così. Don Carmelo torna sul palco, con un paio di occhiali dalla montatura arancio fluorescente, abbraccia Mimmo, ringrazia, se ne va, e parte l’ultima canzone, tra l’applauso scrosciante e l’entusiasmo della folla – che non è più folla, sono persone che abbiamo abbracciato, le cui mani abbiamo stretto, con le quali abbiamo scambiato sorrisi e condiviso l’estasi della Taranta. Poi la musica finisce davvero, alle spalle della piazza parte un breve spettacolo di fuochi artificiali, che, sarà anche politicamente scorretto, ma devo dire che noi ci siamo proprio godute, sedute sul marciapiede, una birra gelata in mano, mentre la gente s’incammina per tornare a casa. Dopo 20 minuti abbiamo ancora il fiatone – e il sorriso stampato sulle nostre facce fluorescenti e fradice, come le magliette, i capelli, le braccia le gambe. Penso che l’Italia è viva e pulsante. Penso che è il paese della tarantella, e che ha ragione Claudia a dire che la tarantella è il nostro rock’n’roll. Penso che voglio portare Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea a Salò. Penso che c’è tanta, troppa Italia della quale non sappiamo nulla, capace di entusiasmare, di trascinare, forse addirittura di tendere la mano al Paese per aiutarlo ad uscire dalla palude. L’ho detto a mia figlia stamattina, quando si lamentava perchè i sui amichetti le davano della pazzerella. “Amore, nella vita è sempre meglio scegliere la Taranta, piuttosto che il pantano.”

PS: faccio la figura della turista una volta di più, perché mi dicono che paragonare Don Carmelo a Don Gallo sarebbe esagerato e un po’ blasfemo, eppure le mie sensazioni sono state quelle ed io continuo a sperare. Mimmo Cavallaro è stato in prigione per ‘ndrangheta: anche in questo caso spero… a me sembra proprio che abbia imparato qualcosa.

PPS: purtroppo non riesco a caricare le foto ed il video che ho girato, mi piaceva tanto, con i palloncini dei Barbapapà che mi passavano davanti all’obiettivo. Ma ci tengo a farvi ascoltare la Taranta del 2013, chiudete gli occhi e cominciate a ballare…

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Speravo, stamattina, di trovare più spazio dedicato dai giornali alla partecipazione di Fabrizio Barca a Otto e 1/2 di ieri sera, 11 aprile 2013. Qualche notizia c’è, ma non trasmette nemmeno lontanamente la portata, l’importanza della puntata di ieri sera. Cos’è successo? E chi è Fabrizio Barca, per chi, come, me, fino a poco fa non lo conosceva? Fabrizio Barca è un economista, è stato ministro della Coesione Territoriale con Monti, ed è stato uno dei ministri migliori: ha lavorato, efficacemente, in silenzio. Io l’ho scoperto poco tempo fa, sempre a Otto e 1/2, e mi sono detta “Ma chi è questo?”, un po’ come mi è successo con Renzi un paio d’anni fa. Sappiate che io ho naso. E’ una dote che non mi serve a nulla nella vita, ma c’è una cosa per la quale ho naso: becco sempre i futuri protagonisti, che sia nel panorama Holliwoodiano, che in quello politico. Insomma, Barca mi è piaciuto subito. Ho temuto non fosse di sinistra, confesso 🙂 Poi ho scoperto che lo era, se vuole ancora dire qualcosa. Poi ho temuto che il PD lo fagocitasse, o lo usasse per fagocitare Renzi (che poi è la stessa cosa). Poi ieri sera, prima di mettere le pupe a letto, ho sentito che tornava ad Otto e 1/2. Ho messo in pausa, ho rinunciato ad una serata spensierata e ho deciso di ascoltarlo. E per fortuna. Barca ieri sera ha annunciato la sua iscrizione al PD, portando in contemporanea con sè un documento da 46 cartelle, per la riforma (anzi, la rivoluzione) del partito. Del partito e dei partiti, proprio come organo, come strumenti, come associazioni, come istituzioni. Entra in punta di piedi, insomma! Barca propone, ad esempio, una sorta di separazione delle carriere: i dirigenti del partito si occupano di quello, dirigere il partito, mentre chi sceglie e viene scelto per operare in parlamento, resta fuori da incarichi direttivi – e già lì mi sembra un’ottima idea – e mi fa subito brillare la scintilla di Barca segretario e Renzi premier. Ci è stata ventilata questa possibilità, lui l’ha colta. Spero faccia altrettanto Renzi. Di corsa. Sì, perchè ieri sera Barca ha proprio fatto capire che lui Renzi non lo vuole fuori, ma accanto. Si è mosso d’anticipo Barca, ha scelto il proprio ruolo, non si è fatto strumentalizzare, ha confermato quello che penso di lui, per quel poco che ho potuto capire in questo breve periodo: è un uomo che ha visione, senso del dovere, del servizio, del tempismo. Ha contenuti ed ha strategia: e oggi l’uno senza l’altro restano purtroppo lettera morta. Voglio leggere queste 46 cartelle io, nelle quali il Partito diventa interprete, contenitore e coordinatore delle iniziative sociali, terreno fertile e disponibile alla contaminazione della “società civile”. Barca è partito dai primi articolid ella costituzione, quella carta all’altezza della quale sembra ci siano solo i nostri sentimenti ingenui quando viene letta da Benigni in TV, ma che invece dovrebbe veramente essere guida e principio fondante della nostra società e della nostra legiferazione. Insomma: nell’immobilismo del PdL, nell’illusorio rivoluzionismo (passatemi il termine) dei 5 stelle, che vogliono cambiare tutto, senza sporcarsi le mani, Barca fa la sua mossa, prende le redini, prova a rifondare il PD, a farne qualcosa di assolutamente nuovo, basato sui principi fondanti di un paese che deve avanzare, e che non può semplicemente buttarsi allo sbaraglio. Grande coraggio, grande intuito, lo ringrazio. Chi glie l’ha fatto fare, gli chiedeva la Gruber ieri sera, parlare di partiti proprio oggi… Un ispirato, lungimirante, attento, sveglio senso del dovere. Ricordiamoci questa mossa sosteniamola. Ieri sera, rinunciando ad una serata spensierata, non sapevo di ritrovarmi con una serata tanto ricca di speranza. Poi Annozero – e finchè non mi sono addormentata, perlomeno – non ho sentito accenni a questa proposta, a mio parere rivoluzionaria. Ed i giornali oggi: fino a poco fa, almeno quelli online, seguono notizie molto più inciucione e politichesi. Poi ecco, finalmente su La Stampa (e ancora una volta, bravo Mario Calabresi): il Progetto Barca. Diamo importanza a questa proposta. Non lasciamo che ce la portino via. Avreste voluto votare per Renzi, ma vi scocciava troppo dare 2€ al PD? Vi siete resi conto poi di aver fatto una cagata? Che se nei partiti ci sono i contenuti giusti, non c’è etichetta che tenga? Volete qualcosa di diverso da tutto quello che avete già visto, Grillo compreso? Volete CAMBIARE ADESSO?? Leggete, informatevi, sostenete, fate leggere questa proposta. Abbiamo bisogno di persone così come dell’aria. Letteralmente.Screen Shot 2013-04-12 at 10.15.15 AM


Vediamo se il buio si squarcia, vediamo se uno spiraglio si apre. Voglio chiedere agli elettori del Movimento5Stelle di sottoscrivere la petizione della loro collega, perchè si possa formare un nuovo governo, più che mai nelle mani di giovani entusiasti – quelli eletti con i “grillini” e quelli usciti dalle parlamentarie del PD. E così chiedo di fare anche agli Italiani che che hanno votato PD, ed a TUTTI quelli che credono si possa cominciare a lavorare da subito. Bersani potrà servire come Virgilio, accompagnerà i nuovi arrivati nei meandri dell’Inferno della pubblica amministrazione e permetterà di conoscerla senza bruciarsi – e di cambiarla, perchè per riuscirci in modo efficace, questa brutta bestia bisogna conoscerla profondamente. M5S sarà uno sprone per tutti quei parlamentari che hanno veramente capito che il cambiamento CONVIENE A TUTTI – non abbiamo scelta. Persino Bersani se n’è accorto! Ragazzi, entrate in parlamento e governate, siete stati eletti per questo ed avete la possibilità di farlo, spero la cogliate. Spero che il vostro megafono non si tramuti nella vostra stessa voce, che serva ad amplificarla, non a sostituirla. Non aspettiamo “il Grande Inciucio”, è proprio contro natura, partorirebbe un topolino e non basterebbe all’Italia, non c’è tempo! La questione è: essere trionfatori assoluti, sopra le macerie di una nazione intera, o iniziare subito a ricostruirla? Possiamo cambiare questo paese. Cominciamo.

Per leggere e firmare la petizione, clicca qui: Caro Beppe_Grillo Io l’ho fatto, anche se penso che potranno essere visti poi i veri punti in comune, condivido al 100% questa direzione.

Chiedo agli altri blogger e a tutti coloro che condividono questo pensiero, di condividere questa petizione. Grazie

Lei è Viola, brava: Screen Shot 2013-02-28 at 8.26.44 AM


E io, cogliona, che stavo già preparandomi a scrivere, dopo tanto tempo. Perchè volevo scrivere cose come “E adesso, giovani e nuovi Parlamentari, voi che siete il nostro Cavallo di Troia nelle stanze dei bottoni, datevi da fare. Fateci vedere che cambiare si può, razionalizzare e far funzionare uno dei paesi più belli e più ricchi di risorse al mondo si può. Portate avanti una rivoluzione silenziosa all’interno delle istituzioni, comportandovi in modo scrupoloso, attento, intelligente, costruttivo. …”. Invece… Vado a dormire senza sapere che sarà e mi risveglio nello stesso modo. Questo paese somiglia a tutto e a tutti, ma non ha più un’identità, scomoda tutte le idee – dalla legalizzazione dell’illegalità alla rivoluzione civile – ma non ha un progetto. Questo paese ha mille voci, ma non dice niente. Non so cosa succederà, chi lo sa, ma sono veramente delusa e preoccupata. Abbiamo fallito tutti, questo è chiaro, no? No, perchè ieri sera sembrava avessimo (avessero) vinto tutti, come da copione, ma stavolta… stavolta il copione ve lo facciamo mangiare, ma come sempre saremo noi ad avere poi il mal di pancia… Ha fallito, da mo’, la nostra classe dirigente, che sia perchè è avida, o incapace, o miope, o fredda, o sterile, o vecchia, o dispotica: la classe dirigente economica, politica e culturale di questo paese ha fallito. Ha fallito anche chi ha vinto: ha fallito chi ha rimontato la cresta, quando sarebbe pronto per pannoloni e bionde badanti con mani morbide ed accenti dolci – ha fallito, perchè la circonvenzione di incapace non è mai una vittoria. Ha fallito perchè senza il sensazionalismo non avrebbe mai vinto, ha fallito perchè l’hanno riportato in auge proprio quelli che ha depredato, tradito, sordi e ciechi nell’ammirazione di… di che? Di chi? Ma veramente? Questo paese, anche quando sogna, fa dei sogni di merda. Hanno fallito i giovani (se così si possono chiamare) di tutta quella parte politica, che in effetti un’alternativa (e qui credibile diventa una parola inutile, bastava darci un’alternativa e basta) non hanno saputo darla, si sono schierati accanto al carretto vincente (?), o hanno fatto finta di essere diversi, ma all’interno della stessa squadretta. Ha fallito il tecnico riformatore, che non ha saputo riformare abbastanza, non ha saputo darci prospettive al di fuori di quelle dei numeri, non si è trasformato in politico, nè dei peggiori, nè dei migliori, non ha saputo ascoltare, raccogliere, nè presentare in modo comprensibile un programma, completo di sacrifici E progetti, rinunce E sogni – non ci ha saputo far vedere la luce in fondo al tunnel. E lo doveva sapere che quella luce era fondamentale, sennò sa tanto e tanto, ma non ha capito una mazza neanche lui. Ha fallito il buon padre di famiglia, che assume persone nuove, giovani e capaci, e che però le redini dell’azienda non le molla. Ha fallito perchè ancora una volta non ha interpretato le vere necessità di quell’azienda e si è fermato alle verità già evidenti, senza aggiungere le sue personali ricette per cambiarle – ed hanno fallito con lui tutti quelli che l’hanno lusingato e lasciato fare, in nome di… cosa poi? Lealtà? Paura…? La via maestra verso una vittoria storica, nell’energia e nei numeri cha avrebbe mosso, era chiara, c’era un candidato che interpretava il sentimento degli Italiani senza diventare sentimentalista: inutile dire che ha sbagliato anche lui, ha sbagliato a porsi e a presentarsi, perchè se a volte da un lato manchiamo di immagini e parole, dall’altra ci inondano, e finisce che ci nascondono la sostanza, proprio quando era a quella che, assetati ed affamati, puntavamo. Ed hanno fallito quelli che, oltre quelle immagini, dentro quelle parole, non si sono nemmeno voluti avventurare, per snobismo sinistrorso? Forse. Ha fallito chi ci avrebbe voluto credere, ma ha lasciato che a sforzarsi fossero solo gli altri, sperando di raccogliere poi i frutti di chi a sporcarsi le mani c’e andato – ma erano pochi non hanno poruto portare abbastanza acqua e l’albero si è rinsecchito. Frutti niente, nada, per nessuno. Grazie, eh??!! Una nazione allo sbaraglio va bene, ma 2 euro alla sinistra MAI, eh?? Poi magari predichiamo il taglio dei finanziamenti ai partiti… Hanno fallito i rivoluzionari del sistema, quelli che ormai potevano rappresentare l’unica via d’uscita da questo puzzle di Italiette, che neanche la tavola del Risiko. Ha fallito chi aveva un’idea pura, diversa, presa direttamente dalla società reale, dalle piazze: ha fatto grandi numeri, ma ancora una volta non abbastanza per governare. Per fare le pulci va bene, e poi? Non sarebbe stato bello invece, con tuuuuuuutte quelle brave persone, governare?? Non ce le si poteva presentare quelle persone? Non si poteva lasciare che si presentassero senza venire ostracizzati, che parlassero di sè – e di noi, che , ci dicono, rappresentano? Fatevi conoscere da TUTTI!! Macchè: parlo a chi mi viene a cercare, e non vi dico nè chi sarà il vostro rappresentante, nè ve lo lascio vedere, tantomeno ascoltare! Figuariamoci in televisione! Noooo! Demonizziamo il demonizzabile!! Faremo così anche le riforme? Prima di risanare la scuola faremo finta che non esista, perchè così com’è essa ci offende, e la polverizzeremo?

Fallimento nazionale di proporzioni globali. Incredulità. Attesa. Cosa succederà? Vorrei ancora credere in quel Cavallo di Troia, spero che nel Parlamento si riescano ad individuare interlocutori… O spero che rifacciano la legge elettorale (adesso???!!!), poi tutti a casa, per preparare un nuovo sogno, dietro al quale spedere altri 400 milioni di Euro, che non ci sono mai per fare niente in questo paese, ma le elezioni sì, sempre, il più spesso possibile? Oggi non è tempo per la speranza. Siamo lucciole sotto il bicchiere di un bambino curioso, ma crudele. Se non lo solleveranno, quel bicchiere, la luce si affievolirà e moriremo soffocati. E noi non siamo in grado di rovesciarlo da soli, evidentemente. Per tanti che siamo, siamo lucciole, che differenza possiamo mai fare? Attendiamo le sorti dell’Italia, che lo spread già dipinge a tinte forti – le sorti di un paese in crisi in un mondo in crisi. Quando leggerete : “San Felice del Benaco, villa a lago vendesi per trasferimento all’estero”, saprete che persino io ho perso l’ultimo barlume di speranza, ho tagliato radici coltivate con consapevolezza ed amore, ed ho scelto di non far vivere le mie figlie in un paese in declino. Ne ho scelto uno nuovo, probabilmente in una di quelle parti del mondo che il ciclo storico porterà a diventare il nuovo primo mondo. Perchè quando si spegne una stella, il buio è assoluto. E questo non può essere il futuro in serbo per le mie bambine.

E adesso? Vado a lavorare, a darmi da fare, a sorridere ai clienti. Stiamo a vedere, una volta di più, cosa succederà a questo guscio in balìa delle onde. Eppure siamo TUTTI SULLA STESSA BARCA. Allucinante… E pensare che il blog era nato all’insegna dell’alba…

Il papa violento


Ieri non ho detto niente, perchè c’è stata quella assoluta ed assurda tragedia del ragazzo folle, che ha ucciso quei bimbi e mi sembrava fuori luogo dire, pensare, esprimersi su altro. Ci voleva il silenzio, perchè silenziosi sono i raggi del sole che fanno maturare i frutti – e, spero, le leggi. Ma quello è un folle, un’eccezione, una degenerazione. Le parole del Papa – anzi, a questo punto davvero papa – sull’omosessualità sono un’aggressione riflettuta, con l’intenzione di armare proseliti e colpire vittime. Questo da chi dovrebbe essere il difensore della pace e dell’amore in terra. Questo da un teologo, un filosofo, un punto di riferimento. Lo trovo gravissimo, colpevole, violento. Lo trovo anti-Cristiano. Lo trovo tragico, di una tragedia che non ha finito di compiersi, ma che troverà nuova vita ogni giorno, rafforzata da quelle parole dissennate e crudeli. Lo trovo anche poco intelligente, e per fortuna non sono sola. E’ un peccato in realtà, perchè se le religioni non fossero l’oppio dei popoli (perchè drogati non si rendano conto dei giochi di potere di chi li soggioga), potrebbero essere una grande occasione di pensare, parlare e vivere con amore, ricercando la spiritualità e promuovendo la solidarietà. Invece così si avvicinano gli invasati e si allontanano le persone “di buona volontà”. Vorrei sentire altre voci ed altri pensieri. Ma stavolta non per dialogo, soprattutto per conforto…. che tristezza.

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Domani voto per le primarie del centrosinistra. Sono molto contenta di poterlo fare con la speranza che davvero serva a cambiare le cose. Mi pare che queste primarie abbiano già contribuito ad iniziare pian piano a modificare questo paese: è diverso, per esempio, il modo in cui si parla di politica e ad essa si partecipa. E’ cambiato grazie all’ingresso in campo del candidato che voterò, che ha dato uno scossone al proprio partito e al possibile futuro per l’Italia. E’ un candidato giovane, più di me, un candidato controverso – più per convenienza dei suoi detrattori, che per curriculum politico e personale. E’ un candidato EFFICACE, quello che, quella gran brava persona che è Bersani – e con lui la dirigenza del PD, che è la stessa di tutto il “berlusconismo” e resiste ancora oggi – purtroppo non è stato. E non ho nessun motivo di credere che le stesse persone faranno qualcosa di diverso, stavolta. Follia è credere che la stessa strada porti ad un risultato differente – diceva Einstein, se non sbaglio. Quindi, dopo 20 anni, i tempi sono maturi per smettere di dare deroghe a rappresentanti, che hanno superato i mandati imposti dalle regole stesse del loro partito, proprio perchè il modo in cui hanno trattato la materia politica, non ha espresso risultati eclatanti, motivazioni per le quali derogare alla fine del loro mandato, per lasciarli in campo a completare il lavoro. No, è tempo di cambiare facce e nomi: significa cambiare teste pensanti, avere il coraggio di dare fiducia a chi oggi ha entusiasmo, idee e sa fare squadra, sa iniettare novità, senza promettere ricette miracolose. Per me questa persona oggi è Matteo Renzi: non trovo nulla di belusconiano nell’essere un efficace comunicatore: per governare il paese bisogna vincere, farsi conoscere, far conoscere l’Italia che si rappresenta. Berlusconi ha imbonito raccontando di miracoli poco credibili da subito – Renzi parla di duro lavoro, di necessità di collaborazione, di innovazione, ma non promette nulla, semplicemente, si presenta e ci chiede di partecipare. E non trovo nulla di irrispettoso nella “rottamazione” di una classe politica purtroppo vecchia e inglosriosa: la stessa che era presente agli albori del Berlusconismo ed il cui lavoro ci ha portato dove siamo oggi. Soddisfatti? Renzi rappresenta l’Italia degli amministratori locali, che, lavorando a stretto contatto con la gente, sono DENTRO il quotidiano dei cittadini, e non, ormai da troppo tempo, dentro a palazzi, che con la realtà dell’Italiano medio non hanno nulla a che vedere. Voto Renzi perchè, nonostante le accuse strumentali, in realtà è l’UNICO ad aver presentato un programma! La gente spesso si accontenta delle accuse, dove c’è fumo c’è arrosto, eppure in questo caso è vero l’esatto contrario. Voto Renzi nonostante la faccia da ciellino, la campagna elettorale a stelle e strisce, lo voto per tutti i motivi per cui non ho mai votato Berlusconi: perchè lo trovo credibile, trovo che ci sia più sostanza di quello che appare, trovo ci sia molto da ascoltare attentamente in quello che dice e che fa, e lo ascolto e lo osservo da ben più delle ultime settimane di campgna elettorale. Domani, dopo 20 anni, vado a votare con una vera speranza – e questa cosa mi commuove, vi dirò… e devo dire grazie a Renzi (anche per essermi potuta iscrivere online!). Auguro a Bersani, Puppato, Tabacci e Vendola (che davvero sono comunque l’espressione migliore della sinistra odierna) di affiancare Renzi e tutta la squadra che rappresenta, nel guidare l’Italia verso un domani concreto. Se razionalizziamo questo paese dalle infinite risorse, possiamo molto. L’Italia può persino influire sul futuro dell’Europa e del mondo, ma solo se cambia profondamente. Ecco perchè, domani voto per chi secondo me meglio rappresenta il cambiamento possibile. Se pensate anche voi che la presenza di Matteo Renzi nella politica italiana ci possa permettere un cambio di passo, una benvenuta innovazione, sostenetelo alle primarie: paradossalmente credo che abbia più possibilità di vincere le elezioni politiche del 2013 di quante ne abbia di vincere queste primarie, perchè “l’usato sicuro”, dopo anni di una politica vistosa e vuota, ci pare rassicurante. Sì, se vogliamo restare dove siamo. Ma se siamo disposti a smettere di delegare ed a scendere in campo, anche personalmente, attraverso scelte poco convenzionali e nuovi percorsi, andiamo a votare alle primarie del centrosinistra, quale che sia la nostra provenienza di campo: http://www.primarieitaliabenecomune.it/ Registrarsi è semplice – certo, non fare niente ancora di più. Io ci credo abbastanza da provarci e spero di non essere troppo sola…


L’altra sera, rientrando dalla città, pregustavo il passaggio alla fantastica macchinetta del latte crudo, ben piazzata in mezzo ad un parcheggio nel mio paese. Ci si può fermare facilmente e acquistare il latte più buono, più sano e meno caro che ci sia. Io e le mie bambine non riusciamo nemmeno ad arrivare a casa: dobbiamo subito assaggiarlo in macchina, un sorso per ognuna, a turno! Il latte è quasi ghiacciato, è pieno di panna, assolutamente irresistibile… Insomma, dicevo, l’altra sera, con mio grandissimo disappunto, ho scoperto che la macchinetta non c’era più!!! Ho girato il parcheggio un paio di volte, magari avevo le traveggole per la stanchezza, oppure forse l’avevano spostata: niente da fare, non c’era più, i negozi erano ormai chiusi e non solo avrei dovuto rinunciare a quel sorso di cremosa freschezza, che anticipavo golosa, ma non avrei nemmeno avuto latte per la mattina seguente! Rientro, pensando che sarà sicuramente colpa del Sindaco ;-). Furiosa, rientro a casa e cerco in internet i motivi della sparizione delle macchinette: trovo un articolo molto recente che denuncia la rimozione di alcune macchine, a causa de problemi di igiene (che con un prodotto come il latte crudo dev’essere particolarmente scrupolosa) riscontrati in alcuni degli allevamenti produttori. Mi infurio ulteriormente! Ma come?! Per una volta che si era riusciti ad avvicinare il produttore ed il consumatore, ad unire tecnologia e tradizione, freschezza, guadagno e risparmio al contempo… gli allevatori per avidità tengono il braccino corto sulle pulizie e buttano all’aria tutto? Come al solito non bastava guadagnare, non bastava che funzionasse, bisognava guadagnare di più subito…. per finire a farsi chiudere la produzione?! Ecco, non abbiamo proprio capito niente… Ma sarà vero? Non sarà piuttosto l’ennesimo attacco delle grandi aziende produttrici di latte ormai “industriale”? Quel latte che non sa più di niente, tanto è “pulito”? Sicuramente ci sarà il loro zampino mi dico… Vorrei indagare più a fondo, ma in questo periodo non ho tempo, proprio non ci riesco… Vorrei contattare qualche azienda, capire. La Sere in fissa… Beh, per me questa benedetta macchinetta era proprio il simbolo di un percorso virtuoso che l’Italia avrebbe potuto compiere per modernizzarsi in modo semplice, immediatamente fruibile da produttori e consumatori, avvicinati con questo sistema, valorizzando le piccole aziende, e ricordandoci cosa vuol dire “buono e sano”. Fattostà che ieri mi ritrovo a scuola con altri genitori del paese e, mentre tuono contro gli allevatori improvvidi e/o le corporazioni infingarde, un’amica mi corregge e mi dice: “Ma no, guarda che c’è un cartello al posto della macchinetta: c’è scritto che l’hanno rimossa perchè il consumo era troppo scarso, chi vuole può andare a quella di Salò.” Il mio amico Maurizio ride e mi dice: “Ti sei fatta un film per nulla…” Ma sapete cosa? Questo è PEGGIO! NOI CONSUMATORI non abbiamo capito niente! Noi, che spendiamo quasi il doppio per comprare del latte meno buono e meno sano nei supermercati! Io stessa alla macchinetta non passo per ogni bottiglia di latte che compro – certo, figli, impegni: supermercato, carico tutto e via, a casa, non faccio lo stop al negozio bio, poi alla macchinetta del latte, etc. E così, questo latte, che viene caricato appena munto ogni giorno, mantenuto freddo ghiacciato, e che deve essere consumato giornalmente, restava lì, ed il produttore doveva buttarlo, per aggiungere quello fresco la mattina dopo! Perchè? Perchè noi siamo delle CAPRE e del latte ad 1€, freschissimo, buonissimo, sanissimo, e che fa bene pure alla nostra economia, non ce ne frega niente.

Io mi merito che mi abbiano portato via la mia fantastica macchinetta del latte…

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