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Archive for the ‘TV’ Category


L’altra sera, scomodmente, ma amorevolmente, condividendo il divano col maritino i siamo visti un film ed un telefilm.

Il film: Hachiko – con Richard Gere, che a mio parere più invecchia, più é un bel vedere. E’ una storia di amore e di fedeltà tra un cane ed il suo padrone. Se ve la racconto, ma forse la sapete già, potete anche fare a meno di guardare il film, perché a parte la storia toccante di per sé, il film non aggiunge nulla: è pulito, ben fatto, ben recitato, ma niente di sconvolgente. Sí il cane, che bello, che bravo, ma io che mi aspettavo di versare fiumi di lacrime sono rimasta un po’ cosí. Non ha pianto neppure mio marito, che pure una volta pianse davanti ad una puntata dei Simpson e finamai una pubblicità :-). Stavolta solo una flebile lacrimuccia, ma forse più perché la dovevamo proprio versare prima o poi x non sentirci dei senza cuore. Joan Allen é molto brava, ma il tutto mi é sembrato molto bello, molto preciso, molto… fastidioso!! Gere é un professore di una certa età molto bello e molto bravo, il suo lavoro in teatro come musicista é molto stimolante, lui e sua moglie si amano ancora  molto dopo molti anni di matrimonio e se lo dimostrano molto, lei é una restauratrice molto brava, con una lavoro che é una sfida molto bella, vivono in una casa molto elegante, molto bianca, ed hanno una figlia molto bella e brava, un genero molto simpatico nella sua goffaggine, che ama molto la figlia – una vita molto invidiabile e molto… cinematografica! Per non parlare dei personaggi minori del film, un cliché dopo l’altro (il vecchio e gentile venditore di hot-dog extracomunitario, la dolce e gentile signora nera di mezza età, l’impiegato ferroviario apparentemente distaccato, Jason Alexander, il George Costanza di Jerry Seinfeld). La cosa disturba, o perlomeno ha disturbato me, nel senso che tutto era talmente perfetto da sembrare finto, come appunto é. Un film dovrebbe trasportarti nel suo mondo, specialmente uno ispirato ad una storia vera ed il cui obiettivo è commuoverti, farti sentire come vere emozioni bene o male provocate artificialmente. Non posso dire che sia un film brutto o fatto male, ma il risultato è stato deludente. Ho cercato su Sky ed il fim non é più in programmazione, ma magari lo trovate su qualche altro canale del Digitale Terrestre, se vi funziona :-)!

Il telefilm invece é stato una rivelazione! Prima puntata di Misfits, realizzazione Inglese (E4): mi raccomando, stasera la prima puntata va in replica alle 23h35 su Fox (111), o più tardi su Fox+1 o +2. Noi ci siamo persi l’inizio e lo guarderemo volentieri, perché sospettiamo che questa serie diventerà presto uno dei nostri appuntamenti televisivi preferiti! Il titolo richiama l’ultimo film della Monroe (Gli Spostati), ed infatti i protagonisti sono un gruppetto di giovani delinquentelli di una generica città britannica, obbligati al “community sevice”, una sorta di servizio civile da “scontare” a causa dei loro reati minori – durante una tempesta elettrica acquisiscono super-poteri, ma non se ne accorgono subito. Non pensate assolutamente a quello che potrebbe essere un telefilm americano sull’argomento: gli Inglesi non si smentono e sanno dare un’interpretazione ironica ed inaspettata ad un presupposto apparentemente tanto scontato – dimenticate il politicamente corretto o il fumettone. I ragazzi sono essenzialmente degli sfigati, chi più, chi meno, che si ritrovano a vivere una situazione eccezionale – ed eccezionali sono la drammaturgia, i dialoghi, gli attori!

Saró anche senza cuore, ma per me vincono gli sfigati, a mani basse proprio!

PS: Visto che le pagine de Il Bollettino delle Buone Notizie sono un po’ defilate, vi invito a leggere la più recente, con un paio di buone notizie a cavallo tra il 2010 ed il 2011.

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Lei mi piace tanstisssssimo! Di tutte le Rhyannas, Aguileras and Gagas è la mia preferita – anche se confesso che pure Shakira mi è simpatica!

Ed aggiungo anche la versione Glee, TV show che consiglio spassionatamente a tutti coloro che hanno voglia di leggerezza, e TV fatta bene, ogni giovedí sera su Sky.

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L’Italia vive e l’Italia muore, solo un organismo ancora pulsante può farlo. E ieri (l’altro ieri n.d.r.) sera guardavo la TV e salutavo il miglior programma televisivo della storia del nostro paese – e, vi dirò, per una volta (e mai più, temo), l’Italia ha fatto televisivamente storia. Guardate che non è cosa da poco: fino ad ora, perolpiù, avevamo fatto ridere, ma non nel senso più bello del termine. Soprattutto negli ultimi 20 anni – e non aver capito la TV negli ultimi 20 anni è grave di per sè, e per quello che dice di una nazione – lasciamo stare gli snobismi da salotto, parliamo di media, di comunicazione, di cultura. Programmi più o meno piacevoli, istruttivi, spettacolari, ben fatti, fatti così così, fatti apposta… E poi… insomma, TV in Italia ha significati talmente intricati, che intristisce che la cosa più potente della nostra sia la sua vistosa sterilità. Io di TV ne ho vista tanta, ma TANTA, non è un vanto, nè una confessione, è un fatto. Mi sono sorbita ed ho assorbito la TV statunitense, quella sudamericana, quella belga, francese, e soprattutto quella pubblica inglese – la BBC, maestra e compagna. Ed una TV bella cme quella degli ultimi 4 lunedí, io, credo di non averla mai vista. Una TV che fa spettacolo, cultura, attualità, storia ed emozione con classe e scioltezza, con passione, con consapevolezza. Una TV che mostra urgenza e dimostra pazienza, mostra umanità e dimostra professionalità. Sarebbe bello, per una volta, se il nostro paese somigliasse a questa TV – con i suoi limiti  e la sua voglia di superarli, con le sue voci  più illustri e più semplici, le sue facce più comuni e più ammirevoli. Con i suoi simboli e le sue coincidenze, i suoi saluti, i suoi voli, i suoi addii, le sue incancellabili ricchezze. L’Italia ha un patrimonio dal quale non è più abituata ad attingere, ma quando lo fa, è ancora insuperabile – non lo sapevo e l’ho imparato in queste 4 settimane. Invece di paese mollemente adagiato sulle proprie glorie o rassegnatamente ripegato sulle proprie mancanze, sarebbe bello rivedere, in TV, ma anche e soprattutto x strada, nei salotti, negli uffici, un’Italia creativa, che crede, che fa, che insegna, che impara, che mostra il meglio di sè. Una goccia nel mare, ma il mare è fatto di gocce, di cos’altro sennò?

Ho pensato di riportare alcune delle performances più rappresentative: intelligenti, divertenti, imperdibili, a mio giudizio.

Renzo Piano legge l’elenco di quello che per lui significa “fare”

Corrado Guzzanti legge… le proprie battute, ovviamente

Balletto finale della compagnia di ballo Aldes Danza, che ha accompagnato le 4 puntate

Roberto Saviano legge la lista dei comportamenti ritenuti omosessuali nel suo paese

Vi lascio un elenco ben due elenchi, perchè sono molto più efficaci di qualsiasi cosa possa raccontare io. Al secondo manca solo Mina, che secondo me ha perso un’ottima occasione, detto tra noi… 😀

Clicca qui x leggere l’elenco di tutti i Vado via Resto qui di Fazio e Saviano.

Fabio Fazio

Roberto Saviano

Roberto Benigni

Cristiano De Andrè

Ivano Fossati

Elio e le Storie tese

Mina Welby

Beppino Englaro

Roberto Maroni

Pierluigi Bersani

Gianfranco Fini

Paolo Rossi

Antonio Albanese

Renzo Piano

Emma Bonino

Francesco De Gregori

Don Luigi Ciotti

Don Andrea Gallo

Nichi Vendola

Manlio Milani

Luca Zingaretti

David Anzalone

Avion Travel

Tony Servillo

Don Giacomo Panizza

Silvio Orlando

Stefano Bollani

Compagnia Aldes Danza

Dario Fo

Susanna Camusso

Benedetta Tobagi

Piero Grasso

Daniele Silvestri

Milena Gabanelli

Antonio Cornacchione

Lilli Centofanti

Francesca Coin

Fiorella Mannoia

Laura Morante

Corrado Guzzanti

Flaviana Robbiati

Claudio Abbado

Ilaria Cucchi

Luciano Ligabue

Suor Giuliana Galli

Angela Finocchiaro

Andrea Tagliabue

Aroun Javeid

😦 mi manca la precaria che ha letto la lista dei lavori, precari, da lei fatti x mantenersi all’università… – ma credo di aver messo tutti gli altri!! L’ordine è quello in cui me li sono ricordati, me li hanno suggeriti le mie “fonti”, o li ho scovati su internet. Vorrei tanto mettere una Wikilink (!) su ogni nome, ma pubblicherei domani… Magari col tempo le aggiungo. Ecco. Là. Soddisfatta.

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Sigla del buongiorno!


Ieri sera ho cambiato la foto del mio profilo, x giocare x qualche giorno su suggerimento di un’amichetta d’infanzia. Visto che Cybernella non se la ricorda mai nessuno, ho pensato di farvi sentire la sigla!!! 😀 Lo fate anche voi? Volete venire a giocare con me? Sono sicura che si scatenerebbe una reazione a catena di ricordi, ci inteneriremmo un po’ tutti. Sigla inclusa, ovviamente!

(Sigla Cybernella – x aprire in YouTube clicca qui)

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Decisamente Fazio-sa


L’altra sera c’ero anch’io tra i 9 milioni di spettatori di Fazio. Mio marito (Belga e liberale n.d.r.) mi ha chiesto di registrarlo la mattina, perchè sarebbe rientrato tardi. Poi mi ha richiamato verso le 20.55, x ricordarmi di registrarlo! Per mio marito la TV generalista italiana è sempre stata inguardabile – a volte sopporta qualche mia voglia di un bel programmaccio (che ci sta), ma non ne ha bisogno spesso, perchè non la guardo praticamente mai nemmeno io. Mi sono accoccolata tra le sue braccia e ci siamo goduti una bella serata. Insomma, altro che pubblico trainato dalle polemiche Masi/Saviano, altro che Benigni show (fantastico, ma non solo lui). Fazio e Saviano questo pubblico se lo sono guadagnato sul campo – chi l’ha guardato lunedì scorso ne ha voluto ancora. E stavolta è stato ancora meglio: spartiti i momenti di allegro e di adagio in modo più televisivamente fruibile, la serata è volata. Le liste sono sempre divertenti, o incisive, commoventi – una formula riuscita per la propria brevità, per la loro natura di comunicazione diretta, senza fronzoli. E quando parla Saviano sembra di seguire una lezione universitaria, o quello che mi piacerebbe fosse una lezione universitaria – x carità, non ne ho frequentate molte, ma me le sono anche scordate in fretta, cosa che stavolta non succederà. Certo che nel programma, nei contenuti e nella forma si può sempre trovare qualcosa che noi faremmo in modo diverso, qualche lacuna, qualcosa su cui non siamo d’accordo, qualcosa che non rispetta i crismi dell’intrattenimento all’italiana – ma x fortuna!!! Saviano non è uomo tecnicamente televisivo, non ancora: ieri sera mi sono divertita percependo le difficoltà del cameramen nel seguirlo nei primi piani, poi allargati sempre più, perchè non riesce a star fermo :-)! Ma, per quelli che sono i miei gusti, è uomo sommamente televisivo, per la sua intensità, per la sua cultura, per il suo uso di questo mezzo, che io amo da sempre e che trovo regolarmente bistrattato dalla stragrande maggioranza dei programmi. Saviano ci arriva in salotto e ci parla di quello che sa, che lo muove, che lo smuove dentro –  e che dovrebbe smuovere anche noi. E poi Albanese, Rossi, gli ospiti tutti. I temi: attuali e profondi, come sono i temi che toccano il diritto civile, di una nazione e di ogni persona. Forse è vero che Fazio dovrebbe avere più contraddittotio all’interno della trasmissione, ma non perchè debba x forza parcondiciamente dare voce a tutte le opinioni – il pensiero corrente, principale e inquadrato dalle leggi attuali, non ha bisogno di sostenitori, è già sostenuto nei fatti. Se a “Vieni via con me” un malato di SLA che vuole vivere in qualsiasi condizione, attaccato a macchine, capace per forza d’animo, coraggio e princìpi propri di andare avanti sentendo che per lui continua la vita, Fazio potrebbe al più commuoversi, abbracciarlo ed ammirarlo. Fazio può invece dare voce a chi questa forza, questo coraggio non li ha più, chi sente suoi princìpi diversi, chi cerca dalla legge un diritto che oggi le è negato: quello di essere il solo giudice di cosa considera accanimento terapeutico o meno. In fondo, ad un uomo abile, è permesso scegliere se prendere le pillole per la pressione o meno. Ad una coppia di giovani ed innamorati sposi eterosessuali Fazio può solo fare tanti auguri, farsi raccontare la loro storia, più o meno speciale, come le tante, belle storie d’amore che ci circondano. Una coppia omosessuale ha, per legge e non per destino, una difficoltà, una sofferenza in più, questa trasmissione le dà una voce in più. Avere presenti le due facce della medaglia forse sottolineerebbe un fatto che mi sembra trascurato nell’opinione pubblica di oggi: ma se io non ce la faccio più e chiedo di staccare il tubo, se chi io sono mi porterebbe a staccare la spina da sola, se potessi – se me lo lasci fare, io non costringo te a fare la stessa scelta. Questa scelta è mia, chiedo solo che valga quanto la tua. Se tu desideri proteggere i diritti del tuo partner e non solo non hai i soldi per andare dal notaio, ma desideri proprio farlo realizzando anche un sogno d’amore romantico, a me, che ho sposato mio marito e fatto due figlie, a me che porto la fede al dito, che cosa mi cambia? Quello che veramente cambia il mio quotidiano, che me ne renda conto o meno, è vivere in un paese nel quale la legge non è uguale per tutti. Vivere in un paese nel quale nella sacralità di un tribunale il capo di stato può dire che per lui la legge dev’essere “un po’ più uguale”, ma in TV non si dovrebbe dire che a Milano c’è la Mafia. Ma la mafia c’è a NY, a Mosca, a Tokio, è il nostro prodotto più esportato della storia! O l’ha scoperto Saviano che la mafia penetra nell’imprenditoria, nella politica, nel tessuto del territorio nazionale tutto? Oppure forse è solo che è così, ma non bisogna dirlo? E’ che i barconi ci possono ancora essere, l’importante è che non li vediamo sulle nostre coste? Cosa si può dire in TV? Cosa si può dire attraverso uno dei mezzi di comunicazione di massa più potenti, solo leggerezze? Ci possiamo solo distrarre, più o meno strategicamente? E perchè? Chi l’ha detto? Dove sta scritto? Perchè divertirsi dev’essere per forza inutile? O le questioni politiche (e non partitiche) devono essere relegate a programmi noiosissimi che davvero fanno addormentare anche il cittadino più appassionato? Ma se il telecomando è uno dei pochi strumenti comunemente disponibili per l’esercizio della democrazia, qual’è il problema? Il problema è che oggi è il buonsenso che è trasgressivo in questo paese. L’appiattimento generale, la stanchezza, il disinteresse, le disillusioni, la paura di accorgersi di quanto si è ormai profondamente disillusi, porta il buonsenso, il banale addirittura (nell’accezzione del VdVR*), a sembrare controcorrente e, nei fatti, ad esserlo. Perchè guai a parlare di queste cose – cos’è, ancora la storia che ci facciamo brutta figura?! Perchè è criticare, presentare, proporre un pensiero sentito e vivace che disturba? Perchè serve un nemico? Il nemico non è Fazio, non sono io (anche se c’è chi me lo dice, il nemico ed il dànno – giuro!), il nemico dovrebbe sempre e solo essere la criminalità, la sopraffazione, subdola o violenta, come stile di vita. Ma un pericolo, un dànno c’è: è il nostro quotidiano asservito a logiche incomprensibili ed apparentemente intoccabili. Il dànno è andare nei supermercati e non trovare prodotti ecosostenibili, come detersivi a basso impatto – o rarissimamente trovarli a prezzi esorbitanti, non perchè tali sono i costi di produzione, ma perchè qualcuno l’ha deciso ed a loro conviene. Il pericolo non è chi ha paura per la propria salute e si ribella all’inquinamento del proprio territorio, il nemico è colui al quale quell’inquinamento conviene. Il dànno non è Terzigno o Napoli, il nemico è chi ci marcia, che è così marcio da essere contagioso, come le pesche ammuffite nella fruttiera, che fanno marcire tutto ciò che toccano. Il pericolo è chi preferirebbe che non le dicessimo queste cose, queste banalità, chi desidera che il buonsenso continui a pisolare indisturbato. E per carità, soprattutto, mai dirle con brio, certe cosacce! Piuttosto relegati nella tua nicchia di scontentezza, perchè sennò mi dai fastidio. E perchè mi tocca tanto un programma televisivo? Perchè la televisione è costume, è uno degli specchi del paese e mai come negli ultimi anni è possibile verificare la pochezza della proposta televisiva, del 90% dei suoi palinsesti. Altro che faziosa: da paese dei balocchi, volgare, qualunque, distratta, compiacente, vistosa e vuota. Ricominciamo a fare cultura, che x chi ha scelto la cultura classica e lo spettacolo come corso di studi, per chi ha visto e vissuto da vicino anche solo un pochino chi lo spettacolo lo fa con passione e sincerità, chi non lo distingue dalla vita, ma ce la porta dentro – per chi è anche una qualunque e curiosa spettatrice televisiva, è già molto più del panorama attuale. Io penso che, anche se la cultura non è un bisogno primario immediato, *la siccità di cultura alla lunga uccida, attraverso il deserto sociale ed economico che prima o poi, inevitabilmente, ne discendono. Cominciamo a fare una bella TV, che intanto 9 milioni di Italiani la guardano. Poi si vedrà.

*Usato per definire velocemente ed in modo spiccio qualcosa che solitamente è molto, molto più complesso. Deve la propria cattiva reputazione all’uso denigratorio, mentre solitamente è una verità così vera da essere ripetutamente riscontrata nella storia umana e personale.

*perchè sono un’ignorante, mi scuso, ma imparo 🙂

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