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Archive for the ‘Racconti’ Category


Carissimi,

domani sera, nella splendida cornice di Cisano (frazione di San Felice del Benaco), alle 21h00 succederà qualcosa di magico: voci di donne leggeranno brani scelti sul tema “speranza”, al chiaro di luna nel piacevole tepore di queste notti d’inizio estate. Avranno infatti inizio, con le letture interpretate del progetto “Pandora”, gli eventi organizzati dal nuovo gruppo teatrale Instabilmente – contaminazioni teatrali a San Felice. Ma cos’è Instabilmente?

Questo gruppo nasce dalla voglia di tre donne (ormai ci tocca chiamarci così, per le ragazze è tempo di pensione) di portare eventi teatrali nel nostro bel paesello lacustre. Una giornata dello scorso inverno Paola Raggi è venuta a trovarmi e mi ha proposto di iniziare con lei e con Barbara Favaro una nuova esperienza: mettere insieme le nostre testoline iperattive per organizzare eventi, attività e progetti teatrali vari ed eventuali. Ho accettato con entusiasmo! Purtroppo poi l’anno per me si è rivelato funesto e non ho potuto dedicare tutta l’attenzione che avrei voluto a questa bella idea, ma grazie a Barbara e Paola stiamo comunque partendo col primo evento. Il mio contributo per ora si è limitato alla creazione del mio primo logo, quello che vedete qui sopra! A questo punto: cosè Pandora?

Barbara lavora da tempo alla creazione di pod-cast, puntate scaricabili online di letture interpretate da voci femminili. Potete leggere maggiori dettagli sulla nostra serata cliccando QUI. Sulle pagine di questo blog http://pandoralestoriedelvaso.wordpress.com potete leggere un’introduzione al progetto ed ascoltare e/o scaricare direttamente sul vostro smart-phone le prime puntate pubblicate; questa raccolta sarà dedicata a voci femminili, che leggono autori maschili e sono disponibili da ora gli episodi di introduzione, “La Topastra” di Stefano Benni, letto da Francesca Martinelli, ma anche “Elpis/Non è una storia, Il Mistero”, scritta per l’occasione ed interpretata dalla stessa Barbara Favaro.

Vi aspettiamo a Cisano!!!

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E’ il compleanno della Principessa Spessa. Già ieri sera, nel suo lettino, canticchiava incessantemente “Domani è il mio compleanno, domani è il mio compleanno, domani è il mio compleanno”, tanto che sua sorella maggiore Reginella non riusciva a prendere sonno! Oggi, di buon’ora, le due sorelle sono sveglie e fresche come l’aria del mattino. La Principessa Spessa è felice, sa che oggi è una giornata speciale e, dal suo sorriso, lo capiscono anche tutti quelli che incontra! Quando arriva a scuola, si avvicina sorniona alla maestra e le sussurra “Lo sai che oggi è il mio compleanno?” e mentre lo dice, con le labbra, le solletica l’orecchio. La Principessa Spessa sorride e fa sorridere tutti quelli che le stanno intorno. Mentre è a scuola, la mamma le prepara la festa, alla quale ha invitato tutti i bambini più simpatici del reame! La mamma prepara biscotti e pizzette, apparecchia la tavola, gonfia i 1000 palloncini, impacchetta i regali. Dopo scuola le sorelle rientrano e si preparano per la festa, con abitini eleganti e… macchè, non c’è tempo! Sono già arrivati gli ospiti! Reginella corre incontro agli invitati, mentre d’un tratto la Principessa Spessa appare… intimidita… Gli amichetti ed amichette arrivano uno dopo l’altro e consegnano alla Principessa Spessa i doni che hanno portato per lei. Uno dei primi ad arrivare è un delizioso vestitino viola, con un bel nastro bianco sul petto, che le ha regalato la cuginetta Giulietta: in un battibaleno la mamma coglie l’occasione di sfilare la maglietta alla Principessa Spessa, baciare la sua panciotta rosa e morbida, e ricoprirla con l’abitino nuovo. “Ooohhh! Ma come sei elegante Principessa Spessa!”, le dicono i suoi amichetti. Ma la Principessa Spessa abbozza un sorriso e non risponde. Intanto, nel grande giardino lambito dalle onde scintillanti del lago, Reginella e gli altri bambini giocano e corrono, lanciano gridolini, si arrampicano sugli alberi, e fanno tutte quelle cose che fanno i bambini alle feste. La Principessa Spessa rimane vicino alla sua mamma, che comincia a preoccuparsi, vedendo che la sua bambina non sembra godersi la festa, che aveva atteso con trepidazione. “Va tutto bene amore mio?” La Principessa Spessa annuisce con decisione, ma non si muove. “Pozzo avele un zucco?” è tutto ciò che chiede, mentre apre ancora qualche pacchetto: ogni volta sorride e ringrazia, ma manca d’entusiasmo, è innegabile. Quando apre il pacchetto di Checca e trova un album di mandala, decide che vuole sedersi con i pennarelli nuovi e colorare. Prende uno sgabello e si mette in un angolo della terrazza, di schiena al giardino, faccia al muro, testa bassa e… colora! La mamma prova a suggerirle di andare a giocare: “Principessa Spessa, ma è la tua festa!! L’hai tanto attesa! Non vuoi giocare con tutti i bambini?” La Principessa Spessa scuote vigorosamente la testa: “No, vollo cololale!”.  Reginella e gli altri continuano a giocare indisturbati: si nascondono e giocano a prendersi  – ogni tanto un bambino si stacca dal gruppo e si mette accanto alla Principessa Spessa: lei colora imperterrita e loro la vanno a trovare. Giunto il momento di spegnere le candeline, la Fatina Delizia appare con una magnifica torta, che ritrare un prato verde fiorito ed una casetta bianca, con un sentiro di ciottoli che la raggiunge.

Tutti gli ospiti sono incantati! Finalmente la Principessa Spessa si distoglie dal suo album e raggiunge gli amici davanti alla tavola imbandita. La mamma accende le candeline, battagliando contro la brezza primaverile, e la Principessa Spessa le spegne d’un fiato! “Tanti auguri a te…” cantano tutti insieme. La Principessa Spessa sorride felice, si fa dare un pezzo di torta e… torna al suo album da colorare! Verso la fine della festa c’è un folto gruppetto di bimbi intorno alla Principessa Spessa: ammirano i colori dei suoi disegni e chiacchierano piacevolmente. Nel frattempo Reginella è… chiusa nella carrozza di famiglia, intenta a leggere! Quando quasi tutti gli ospiti sono partiti, le due sorelle restano con la zia Fiamma e qualche amichetto: la premurosa zia fa giocare i pochi bimbi rimasti e le due sorelle finalmente scorazzano insieme per il prato. Quando arriva la sera la mamma chiede alla Principessa Spessa se si è divertita: “Sììììììì!” risponde lei felice. “Ma non avresti voluto giocare di più coni tuoi amici?” domanda la mamma, con una certa apprensione “Il tuo libro lo puoi colorare tutti i giorni, oggi era la tua festa di compleanno!” Sorridente e soddisfatta la Principessa spessa risponde: “Ma io cololavo pecchè mi piazeva, è ztata una fetta bellizzima!!”

Doveroso PS: “Principessa Spessa” è il brillante soprannome che ha dato la maestra d’asilo alla mia pupa, il merito non è mio. Grazie Erica – per tutto, non solo per questa perla xxx

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Da pochi minuti ho terminato un raccontino, scritto sul blog di una “collega”: Due Torri e Nuraghi . “Intimi racconti di viaggio” è  un esperimento molto interessante, che mi ha immediatamente dato voglia di partecipare. Partendo da una serie di fotografie, si propone ai visitatori di scrivere un racconto, una poesia, una raccolta di parole, che dia loro voce. Quali viaggi si possono fare attraverso le immagini? Quali sensazioni ci suscitano? Quali storie ci raccontano? Quali abbiamo voglia di condividere noi? Mi piace da sempre l’idea della collaborazione tra artisti, ma anche tra persone “comuni” per creare arte, per esprimere una realtà personale, che a volte regala addirittura un risultato universale. Le prime fotografie, di Valentina Notari, hanno ispirato, ad oggi, 13 autori, dilettanti o meno, ma che di sicuro si dilettano ed in molti casi dilettano anche noi: il livello mi è sembrato veramente ottimo, mi sono goduta la lettura, ma prima di leggere, chiaramente, ho scritto, per non farmi influenzare, ma anche perchè la situazione mi era chiara, le parole sono arrivate facilmente, e come sappiamo bene “a noi non resta che scriverle in fretta, perchè poi svaniscono e non ritronano più” – per gli scrittori è un po’ come per i musicisti 🙂 I contributi sono aperti fino a fine mese, quando Martina pubblicherà altre foto e si potranno scrivere e leggere nuovi racconti.

Questa è una delle foto di Valentina, ma sono 10 in tutto, molto belle, a mio parere.

Il mio racconto inizia così:

C’è un posto nei sogni di mia figlia. Lei me ne parla inquieta, la mattina, la sua voce squillante, mentre nella mia testa rimbomba ancora il sonno.” L’ho intitolato “Quel posto troppo azzurro”, spero abbiate voglia di leggerlo e magari anche di tornare qui a commentarlo. Cliccate sulle mie parole per raggiungerlo.

Voglio ringraziare anche Paola Becattini, sul cui blog ho scoperto il link a queste pagine: lei è scrittrice, grafica e fotografa ed il suo blog è elegante e ricco, una vera esperta della comunicazione, che unisce professionalità a poesia – Sensi, forme e colori, dalla parola alla grafica

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