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Archive for the ‘opinioni’ Category


Lo so che vi trascuro… ma so anche che voi, come me, d’estate siete FUORI! Se siete davanti ad un computer state lavorando – e non dovreste stare qui a leggere, ma siete dei viziosi… 😉 E se avete tempo libero sarete in spiaggia, in barca, al parco, in montagna… insomma, non vorrete mica darmi da bere che la mia assenza vi pesi?! Ma di tanto in tanto rifaccio capolino, in realtà ho un sacco di cose da dire, ma d’estate mi manca il tempo, per me è la stagione più densa di impegni! Ed allora, se ho un’oretta tutta per me, mi metto volentieri qui, nel mio angolino in mezzo a due porte aperte, il familiare schermo non ha richieste e tantomeno pretese – mi allontano da bambini, ospiti e popolazione varia che fa la siesta dentro e fuori casa mia. E come promesso vi parlo di un altro posto magico, La Masseria del Tono, sempre in Calabria, nei pressi di Ricadi, che sfacciatamente domina la bella e tranquilla Spiaggia del Tono. Alla masseria non troverete piscina nè animazione, niente arena, niente TV, nè aria condizionata: troverete invece un angolo di pace e relax, troverete la succulenta cucina di Totò, l’accoglienza di Antonella e Chiara, la gentilezza di Caterina, le risate sornione di Nicola – la famiglia che poco a poco ha costruito questo posto lo gestisce con amore per la propria terra e apertura e disponibilità verso gli ospiti. Troverete un luogo rustico e fermo nel tempo: il giardino lussureggiante, il bar e ristorante con tavoli di legno vista mare, gli ombrelloni di paglia… sembrerebbe di essere in Costa Rica… 20 anni fa! Anche le stanze della masseria ricordano le cabinas: sono una ventina, in muratura dipinta a colori vivaci, tutte a piano terra, si sviluppano intorno al giardino col grande orto centrale e creano un vialetto intimo tra una fila e l’altra. L’arredamento è semplice, tutto è fresco e pulito, dopo un’ora ti senti a casa. Chi sceglie la Masseria del Tono vuole una vacanza riposante, si mette in valigia poco più di qualche costume e pareo, non disdegna quattro chiacchiere con i frequentatori locali o con i clienti che anno dopo anno tornano qui e si conoscono tutti – anche voi partirete con nomi, indirizzi e numeri di telefono e, anche voi, prima o poi tornerete… Qui si viene per il mare e per la cucina calabrese: oh, lo spaghetto al nero di Totò!! E… Oh la zuppa di seppie! Oh, i gamberoni! Oh il pesce spada!! Oh il polpo… !!! Si viene qui per riuscire finalmente a leggere quei libri per i quali non si trova mai tempo, e per tutte quelle attività poco attive, ma fondamentali per un sano equilibrio umano. Si può arrivare in macchina dall’aeroporto di Lamezia e, se proprio proprio si ha la fregola, si possono fare gite giornaliere alla volta di Tropea, o verso le colline dell’interno a Spilinga (pronunciato Spìlinga), il paese di produzione della fantastica ‘Nduja, o arrivare fino a Scilla. Ma, se vi fidate di me, dopo il pranzo vi farete servire un bicchiere di Zibibbo, accompagnato da qualche biscottino, chiederete a Chiara di mettere John Mayer, e resterete in panciolle all’ombra, gli occhi pieni di estate e di onde turchine – ed il cuore in pace col mondo…

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Eccomi appena rientrata dal mare, con la voglia di raccontarvi le belle cose che ho visto in questi giorni: come sapete ogni tanto vi parlo di angoli di creatività e piccola imprenditorialità che meritano di essere conosciuti per le capacità e la visione. E’ il caso oggi del Villaggio il Gabbiano e della Masseria del Tono, due luoghi di accoglienza calabrese, due oasi di professionalità, bellezza, attenzione all’ambiente ed alle persone, francamente senza pari. Ho sempre amato viaggiare, ma da mamma in vacanza sinceramente ho bisogno delle mie comodità e dopo vari esperimenti e formule, sono inciampata – come tanto mi piace fare – proprio sulla punta del nostro Stivale, o giù di lì. Sulla Costa degli Dei, sul Tirreno, tra Tropea e Capo Vaticano, si trovano due meravigliose spiagge, di fronte allo stesso mare turchese ed alla sagoma lontana del maestoso Stromboli. In località Tonicello a San Nicolò di Ricadi, La famiglia Pantano gestisce da anni un villaggio vacanze, non grande, ben costruito negli anni, quando al campeggio hanno con gusto e rispetto aggiunto poche decine di appartamenti, un bar con terrazza sul mare, un ristorante con giardino nel palmeto, una piscina, e l’immancabile anfiteatro. Non pensate ai villaggi affollati e chiassosi delle vacanze da turista anonimo, ma immaginate di avere la vostra casetta in un luogo dalla natura generosa, ma accompagnato da una serie di servizi, uno staff ed una gestione competenti, affabili, mai invadenti, ma sempre generosamente disponibili. Sulla lunga spiaggia chiara ci sono lettini ed ombrelloni ben distanziati, la sabbia ed il mare sono tutti da godere, il capanno del diving è ad un salto e Francesco il bagnino veglia da sotto il berretto rosso, con sguardo scuro e càlabro. Il ristorante è una festa, Lucio e suo figlio Glauco fanno la pizza nel forno a legna en-plein-air, sfornando anche, per aprire il pranzo, una delizia di grissini di pasta di pizza con olio ed origano, che sono la brama di tutti i vacanzieri a tavola. I ragazzi dello staff ristorante e bar fanno del loro meglio, ma non riescono sempre a star dietro a tutto… ma scherzo! Ci sono Antonio, Giuseppe, Massimo, Francesco, Lillo e Mimmo – e Carlo, il caposala un po’ sognante ma tanto paziente, sono giocherelloni con i bambini e simpatici e premurosi con i grandi, sfrecciano tra i gazebo in ferro battuto, le palme ed i tavoli come un concerto disneyano di uniformi bianche e nere, pile di piatti e bicchieri in equilibrio apparentemente precario nelle mani – e si occupano di tutto, informazioni, smacchiatori, ordini perentori pseudo-minacciosi ai bambini che provano a scappare da tavola :-). Gisella, al bar, ha il superpotere di leggere nel pensiero dei genitori stanchi, mentre dalle mani dei ragazzi sbocciano e sgorgano spremute, frullati e cocktail preparati con frutta fresca e menta del giardino (se volete portarla a casa, non datevi la pena di rubarla di soppiatto dalle aiuole, chiedetela ed una squadra di gentiluomini vi assisterà nello sradicarla e confezionarla correttamente per il viaggio in aereo ;-)). Per qualche giorno la vita è facile, scandita da ritmi elastici, i libri sono ottimi compagni di questa vacanza, che ti permette vero relax in quest’oasi nel tempo, ancor più che nello spazio. Anche i compagni a quattro zampe sono i benvenuti. L’animazione c’è, ma non martella e le attività per i bambini, al club o liberamente per conto proprio, tra il parco giochi e la spiaggia, sono ideali. Sì, lo so che non tutti possono permettersi una vacanza così, ma questo villaggio è anche molto più a portata di portafoglio di tanti altri, che fan parte di catene conosciute. C’e’ anche un negozietto, con prodotti freschi, per preparare il pranzo a casa. Si possono fare gite extra, ma non pensiate ai torpedoni, piuttosto a puntate alle calette di Capo Vaticano (che mi riservo per l’anno prossimo), oppure traversate verso Strombili e le Eolie, dalla vicina, bellissima, barocca Tropea, turisticizzata in certi punti, ma ancora ben visibile sotto la patina superficiale delle insegne e dei souvenir. Si vede che Il Gabbiano è un posto nel quale la gente lavora tanto e bene, è trattata bene dai propri affezionati datori di lavoro, che li apprezza ed elogia coi clienti, ed è cosciente della fortuna che ha di avere un buon posto sicuro in un paese squinternato come il nostro. Ecco, lì le cose funzionano – ci sono pannelli solari strategicamente piazzati, bidoni per la differenziata a portata di mano, per dirne un’altra. Bravo Mimmo e bravi tutti, è un vero piacere lasciarsi accogliere nel vostro angolo di Calabria, curato e semplice, bell’esempio di come in Italia ancora si possa e si debba fare bene.

Della Masseria del Tono, di Totò e compagnia vi parlerò domani, o nei prossimi giorni, per ora vi lascio assorbire queste parole e queste immagini.

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Di tanto in tanto mi devo scusare con voi perchè manca da troppo un  nuovo post… è così anche oggi, anzi, peggio, perchè oggi il post che pubblico non lo scrivo nemmeno, lo rubo paro-paro da un articolo di BresciaOggi. Succede, infatti, che io abbia un caro amico, che sta giustamente godendo di un successo interplanetario: quando eravamo alle elementari insieme, mia madre mi diceva sempre che sapeva quando stavamo uscendo noi dall’androne, perchè, attraverso il portone, prima arrivava il lancio della cartella di Luca, e subito dopo la nostra classe. Luca era un maschiaccio, quasi un turbolento: attenzione, non un bullo, non ce l’aveva mai con nessuno, era solo perennemente sovreccitato dalla vita! Luca ha attraversato varie metamorfosi negli anni, ed ognuna ha dato vita ad una farfalla sempre più colorata e diversa, avvicinandolo passo passo sempre più a se stesso. Se ho potuto essere testimone dei suoi primi 20 anni, da qualche anno lo vivo soprattutto a distanza, ma con l’amicizia nata sui banchi di scuola sempre solida e semplice come un tempo. Tra Barcellona, Madrid, Londra e NY (dove nel palazzo delle Nazioni Unite ha ricevuto questo prestigiosissimo premio) Luca si muove lasciandomi stupita di pensare al ruolo che ricopre oggi il mio amico esagitato di quei giorni. La Sostenibilità, una parola chiave per me, che Luca ha saputo sviluppare in modo da diventare addirittura un punto di riferimento mondiale. Scoppiamo d’orgoglio mio caro, e la maestra Scutra, da lassù, se la ride di quella sua risata profonda, soddisfatta e contagiosa. Cliccate sulla foto per leggere l’articolo! Nei prossimi giorni pubblicherò il suo bel discorso durante al cerimonia di consegna – ma dovete darmi il tempo di tradurlo 🙂

 

 

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Dice il sempre bravo Gramellini “Penso sommessamente che quest’anno il 2 giugno si onori di più la Repubblica andando fra i terremotati che fra i carri armati.” Fra i terremotati, fra i cittadini, la crisi stessa sarebbe dovuta essere un terremoto sufficiente per liberarsi di costosi orpelli. Ormai è tardi per i risparmi, i soldi sono già per la maggior parte spesi, ci pensavo ieri leggendo i messaggi che chiedevano di annullare la parata del 2 giugno e la visita Papale a Milano – eppure annullare parata e visita in ogni caso e mescolarsi, finalmente tra gli Italiani, quello sì sarebbe un bel gesto sobrio. Forse qualche politico tornerebbe sobrio, dopo essersi reso conto di quanto anni di malcostume, di risorse male utitlizzate, di leggi scritte apposta per lasciar sempre una porta sul retro, facciano male al paese, che è anche il loro, vorresti ricordargli. I professionisti sfilano ed i volontari scavano. La gente non sta bene: quella sotto le macerie e quella che, come tutti noi, guarda alle macerie metaforiche, ma non meno reali, che coprono la bellissima Italia in cui viviamo. E ci si chiede perchè nessuno voglia fare di più. Ci si chiede come si faccia a stare impettiti ed imperterriti, ben vestiti e con i peli del naso tirati a lucido, di fronte ad un paese che ha bisogno di segnali di impegno e serietà della classe politica e dirigente, più del pane quotidiano: e… no, non è un’esagerazione – chi di noi non si priverebbe del pane oggi e pure domani, pur di vedere un serio cambiamento in Italia? Il tutto al ritmo della banda? Ma ci piace proprio-proprio quest’idea del Titanic? E il Papa? Eh, ma a Milano c’è tanta povera gente che lo aspetta… Ecco, imparasse ad aspettarsi altro la gente, povera o meno. Insomma, ogni volta in cui c’è una buona occasione per dimostrare che in questo paese si fa sul serio qualcuno si mette una fascia, i soliti noti si mettono in tiro, qualcuno suona, altri sfilano – ricorda qualcosa? Questa è l’Italia gente!

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Vorrei aggiungere una nota al post di ieri: Giovanna Cosenza (che propone oggi un post molto interessante), mi ha gentilmente segnalato questo articolo de Il Sole 24 Ore. Due sono i punti chiave incoraggianti:

  • la proposta di applicare “agli anziani che risiedono nelle case di cura dell’aliquota di base sulla prima casa (4 per mille) e non di quella sulla seconda abitazione (7,6 per mille)”
  • “l’Idv, con l’emendamento di Francesco Barbato, vuole eliminare il regime agevolato per le fondazioni bancarie che al momento sono considerate onlus”

Mi piacerebbe che seguissimo con attenzione l’iter di questi due emendamenti e che se ne parlasse di più, con più forza, con più voci.

Non vedo nulla riguardo all’ICI per le dimore storiche, che come sapete mi preoccupa enormemente, per il rischio in cui pone beni tanto importanti per il settore del turismo, se non vogliamo limitarci alla cultura. Se l’Italia verrà spogliata, dal tempo e dall’incuria, dei tesori che richiamano visitatori e che dovrebbero essere, al contrario, protetti, rischieremo di impoverire una fetta importante dell’economia Italiana. Con scelte miopi e di cassetto si perderà la possibilità di affrontare la crisi con strategie lungimiranti di conservazione e sviluppo, a conti fatti anche poco costose.

Non voglio mettere tutto in un sacco senza distinzioni: ma Di Pietro stesso ha detto (e vogliamo vedere i fatti), che l’IDV rinuncerà alla propria tranche dell’ultimo rimborso ai partiti, per darlo a Fornero. Ma allora si può fare! Si può prendere da dove meno serve, per mettere dove più c’è necessità! Si può, soprattutto, riformare la legge sui rimborsi elettorali, rimborsando le spese (concetto rivoluzionario per i politici, ma non per chi nel proprio lavoro quotidiano presenta fatture di spesa e riceve, pari pari, ciò che ha sborsato), invece di pretendere tre, quando si spende uno, come succede oggi. Si libererebbero così in modo sistematico e continuativo, fondi dei quali tante realtà del nostro paese hanno certo più bisogno dei partiti odierni, che non ne sanno nemmeno garantire una spesa oculata ed efficace.

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Banche, anziani, dimore storiche – e partiti: nodi ed opportunità della riforma fiscale

Non so se riuscirò a mettere la cura che desideravo in questo post, ma sento che l’urgenza incalza. Mi piacerebbe contribuire ad una nuova battaglia mediatica, simile a quella che abbiamo visto quando si è trattato di cambiare le regole dell’ICI per le proprietà commerciali della Chiesa, che è stata piuttosto efficace ed ha messo la politica con le spalle al muro, per constringerla ad affrontare una questione lasciata troppo comodamente in sospeso fino ad oggi. Potete leggere l’articolo de Il Giornale qui e quello di Repubblica qui. Il sollevamento dell’opinione pubblica ha fatto arrivare la questione alle orecchie della UE ed è stato determinante nella creazione di nuove e più eque regole, anche se la partita non è ancora chiusa del tutto e l’attenzione non deve calare (leggete qui l’articolo di Mario Staderini, segretario dei Radicali, sul Il Fatto). Oggi vi chiedo di provare insieme a me ad affrontare una nuova questione, alla viglilia dell’approvazione di nuove regole fiscali, in particolare quelle riguardanti l’IMU: questa scheda dell’ANSA evidenzia già due nodi secondo me assolutamente inaccettabili: le banche, col giochetto delle fondazioni, continueranno a risultare esenti dall’IMU, mentre gli anziani residenti in ospizio dovranno pagarla per le proprie abitazioni di proprietà! E’ un vecchio nodo da risolvere, una di quelle truffe legali, il cui cambiamento è alla base di un’Italia diversa e più sana. Altra questione gravissima è quella delle dimore storiche, che, come si legge in quest’articolo del Corriere della Sera, vedranno l’ICI aumentare del 600%, mettendo a repentaglio la conservazione di beni posseduti da privati, ma per i quali i proprietari si assumono l’onore e l’onere di preservare beni artistici ed architettonici, patrimonio culturale di tutta la popolazione. Qui non si tratta di fare sconti ai ricchi: prendiamo l’esempio più vicino a noi: la villa dei Cavazza sull’Isola del Garda.

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A San Felice tutti conosciamo questa famiglia e sappiamo bene quanto il paese sia loro in debito, per la politica di gestione delle loro proprietà; se San Felice e Portese sono tra i comuni più verdi del lago, è grazie al fatto che loro si sono sempre rifiutati di vendere le proprie terre (e non certo per mancanza di proposte) e svendere il patrimonio di cui godiamo tutti. A partire dal compianto padre Camillo, conosciuto da sempre come il Conte Contadino, continuando con la tenace Charlotte, che, ancora oggi, canuta e dignitosa, attraversa il lago nelle mattine di tutte le stagioni sulla sua modesta barchetta e raggiunge il maneggio per insegnare ai nostri figli a cavalcare ed a rispettare l’animale e la natura, fino ai sette figli che ha cresciuto praticamente da sola e che oggi lavorano nel campeggio, nel rimessaggio, nei campi e sull’Isola stessa, i Cavazza sono il perfetto esempio di una famiglia che ha ereditato, da nobili e ricchi avi, beni che sono tutta la loro ricchezza, il cui mantenimento in buone condizioni è essenziale per il mantenimento stesso della famiglia. Camillo riuscì, nel 1985, a far dichiarare la villa monumento nazionale e, grazie a questo ed all’apertura alle visite turistiche guidate (esperienza meravigliosa, non perdetevela!), riescono a ricevere dallo stato il 20% dei fondi necessari ai lavori di restauro – il v.e.n.t.i. per 100, mica la pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno… I Cavazza sono d’accordo con un aumento dei sacrifici necessario oggi a tutti, capirebbero persino questa spropositata tassa, se fosse per un solo anno: già ora, visto il salasso previsto, hanno dovuto annullare lavori di restauro già in programma. Ma se si decidesse di trattare, solo ai fini del calcolo del gettito fiscale, le dimore storiche come se fossero centri commerciali, mentre in realtà esse sono legate a vincoli che impediscono, giustamente, lo sfruttamento delle proprietà (non possono ad esempio venire divise in appartamenti da affittare), come si pensa che esse possano raccogliere i fondi necessari alle enormi spese di restauro e conservazione quotidiana? Siamo pronti a vedere la villa, che impreziosisce le acque lacustri, sgretolarsi sotto i nostri occhi? E con essa tante altre proprietà “private”, cuore della ricchezza dell’Italia tutta? Siamo disposti a tacere, mentre i partiti piangono miseria, perchè senza l’ultima tranche dei “rimborsi elettorali” non riusciranno ad organizzare la prossima campagna, che riempirà di brutte facce e volgari, quanto menzogneri, proclami i muri delle nostre città e paesi? Vogliamo dare 100 milioni di euro ai partiti o chiederne 23 ai proprietari delle dimore storiche? Torno a chiedervi partecipazione e condivisione: fate girare il messaggio tra i vostri amici, aggiungete i vostri commenti e la vostra voce. Il governo Monti non piace forse a tutti, io lo ritengo il migliore da decenni, ma penso anche che sia assolutamente perfettibile e che il suo peggiore difetto sia il parlamento misero e marcio che ha ereditato. Se gli Italiani non decideranno in fretta di riprendersi l’Italia, di smettere di delegare, di lamentarsi senza agire e proporre, non ce ne andremo mai fuori, ed il destino del nostro bel paese sarà segnato anche dalla nostra ignavia. Martin Luther King disse: the greatest tragedy of this period of social transition was not the strident clamor of the bad people, but the appalling silence of the good people – la più grande tragedia di questo periodo di transizione sociale non è stato lo stridente clamore delle persone cattive, ma il disgustoso silenzio delle persone buone.

Per favore, passate parola: questi sono anche affari vostri,

Serena Uberti

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Non c’è cosa, oggetto, manufatto, realtà, anche oggettiva, che possa essere definita buona o cattiva. Come per l’energia atomica, tanto per fare un esempio da poco…, nulla è bene o male, è il nostro uso delle risorse che ci circondano a qualificarle – non in senso assoluto, ma spesso caso per caso. Quando l’email cominciava, oltre 10 anni fa, a diventare un mezzo di comunicazione sempre più diffuso, spesso la gente lamentava la sua freddezza: vuoi mettere una lettera? Certo, ma una cosa non annulla l’altra e, soprattutto, scrivendo un’email con la stessa passione che si impiegherebbe per una missiva cartacea, si perde sicuramente la personalizzazione della grafia di ognuno, forse la tangibilità delle parole d’affetto, ma si guadagna in celerità e si riesce a stare tutti un po’ più vicini, anche se separati da kilometri ed oceani. Ed ecco che YouTube, il video digitale ed una coppia di giovani genitori in attesa, creano un mix, che a mio parere è una delle moderne versioni della poesia – che non deve soppiantare, ma alla quale si può affiancare, specialmente per chi è più un maestro dell’immagine, che della parola.

E guardacaso la protagonista del video, che entra in scena nel finale, ha uno dei nomi più poetici che io conosca, quello di mia figlia… che guardacaso stamattina canticchiava: “Noi siamo l’elemento umano nella macchina…”

 

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Giulia Noera, mia amica e giornalista, mi segnala questo articolo di La Repubblica Palermo.it. Ad un detenuto è stata sospesa la pena per un anno, a causa della dieta carceraria, incompatibile con le sue esigenze alimentari: soffrendo di favismo, non può tollerare il limitato menù del carcere di Sulmona, che offrirebbe solo varianti quotidiane di fave e piselli. Michele Aiello resterà quindi per ora agli arresti domiciliari. Penso: d’ora in poi possiamo aspettarci scarcerazioni a valanga, visto che se veramente le carceri non riescono ad assicurare “un’alimentazione sana e sufficiente, adeguata all’età, al sesso, allo stato di salute, al lavoro, alla stagione, al clima”, come da Costituzione, bisognerà scarcerare tutti gli allergici ed i diabetici, gli ipertesi, etc. Mi chiedo anche se questo sia il caso di TUTTE le carceri italiane e se un trasferimento in un’altra struttura non sarebbe stato un provvedimento palesemente più adatto ad Aiello, “ritenuto vicinissimo a Bernardo Provenzano e condannato nello stesso processo in cui è risultato colpevole anche l’ex presidente della Regione Sicilia, Totò Cuffaro”. Insomma, mica uno che ha rubato i biscotti al supermercato… Per assurdo, ma forse nemmeno poi tanto, questo caso isolato di eccesso di cortesia particolare (!), per dirlo con un eufemismo, potrebbe addirittura creare un effettivo precedente giudiziario, con conseguenze imprevedibili per i nostri intasati tribunali! Forse parlarne farà passare il messaggio che non siamo veramente tutti tordi, nè indifferenti, perchè i cittadini devono vegliare sul sistema e sulle sue smagliature. La democrazia implica responsabilità, passate parola.

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Uh, come non mi è piaciuta la Costamagna in quest’intervista! Brutto giornalismo, spiacevole e poco interessante, peccato. La Carfagna sappiate che mi è sempre piuttosto piaciuta, la trovo, in generale e qui, misurata ed intelligente, senza malanimo (che invece non manca all’intervistatrice). Mi pare una persona che lavora seriamente, ed ha collaborato con le donne delle opposizioni su progetti portati a buon fine. Non si poteva per una volta fare una bella trasmissione costruttiva insieme, invece che per forza contro? Perché poi sprecare una prima “flying solo” in Rai, puntando non sui veri punti deboli della Carfagna – come le ragioni della sua affiliazione a personaggi che certo non lavorano come lei, per dirne una – ma su gossip di basso profilo. E’ davvero sgradevole vedere una donna contro una donna così platealmente, non per un disaccordo sulle idee e sulla sostanza, ma per malizia e furbizia. Guardando ero addirittura in imbarazzo per  la gran brutta partenza della Costamagna, che temo abbia peccato di presunzione e perso una bella occasione per dimostrare di essere effettivamente in grado di capitanare il vascello.

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Carissimi, perdonatemi se ci ho messo un po’, ma porto buone notizie! Anche quest’estate basteranno gli ombrelloni per fare ombra alle fortunate membra di chi potrà visitare la Costa degli Dei in Calabria, vicino a Tropea: le paventate antenne telefoniche, che avrebbero dovuto apparire alle spalle della magnifica Spiaggia del Tono (Capo Vaticano, Ricadi), non verranno installate. Il Sindaco di Ricadi, Pino Giuliano, ha comunicato che il terreno in questione non verrà concesso ed ha quindi chiuso una questione, che aveva visto molti cittadini ed estimatori di questa bella costa impegnati in un comitato per la sua tutela. L’opinione pubblica si è organizzata e si fatta sentire, a mezzo stampa e direttamente con le autorità locali, che hanno rinunciato ad un’opera dannosa per il paesaggio ed evidentemente non strategica per il turismo: cosa sarebbe successo se non avesse detto nulla nessuno? Se tutti avessero pensato che tanto queste cose non dipendono dal cittadino, che alla fine si fa sempre quello che decidono i soliti? Mi piace questo esempio calabro di democrazia reale, di dialogo, di impegno personale e civico!

Spiaggia del Tono, Capo Vaticano

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