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Archive for the ‘Music’ Category

Stormy Monday


Mondays are hard enough. When it’s the first, sudden, autumn day and you have to resign to say goodbye to the summer, they are even worse. But if you have a good friend ready to snuggle up with you, hug you lovingly and warm you up, well, that helps. So, if you let me, I’ll be that friend today, and I brought another two with me. Trust us, take a moment, let go – there’ll be all the time in the world to hurry up and get things done after this. Nevermind this windy bully, come get your hug, it will be all right…

PS: The day is definitely picking up…

Il lago oggi a mezzogiorno

 

Aggiornamento delle 15h00 🙂


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Ogni giorno mi prefiggo di fare pausa e non pubblicare nulla, ma ogni giorno salta fuori qualcosa che ho voglia di condividere! Chiedo venia. Il Jova è assolutamente irresistibile, sunto stringatissimo del post entusiasta che ho scritto dopo il suo concerto a Brescia di inizio estate. Oggi è uscito il video de “La notte dei desideri” – una delle canzoni che più mi aveva coinvolto quella sera -, che racconta la mattina “dopo”, l’energia delle emozioni che fa girare il nostro piccolo mondo. Il video è stato ideato da Lorenzo stesso in collaborazione con Leandro Manuel Emede e realizzato in grande semplicità, a dimostrare che il motore del mondo siamo noi, le nostre idee, la nostra forza comunicativa e voglia di metterci in gioco. Girato nello spazio di due giorni, c’è voluto poco più di un appartamento qualunque ed una vestaglia. Ooops, ed il Jova, ovviamente ;-), mica bruscolini… E balliamo genteeeeeeeee!!!!!!!

A chi ama la persona ed il personaggio consiglio un giro sul suo sito SoleLuna, che trovo veramente bello e ricco di proposte e chicche, tra le quali una canzone di Giorgia (“Su”, suppongo), alla quale partecipa anche il “nostro”. Mi dicono che Twitter sia diventato il mezzo di comunicazione quotidiano di preferenza per Lorenzo, mo’ mi tocca pure rispolverare quell’account fallito – potete capire che per me 140 caratteri sono decisamente pochi… – ma pare ci sia pure Fiorello… ‘nsomma, mi adeguerò, ma non ditelo a mio marito, sennò mi requisisce il computer! 😉

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BUUUUUUUUU! Non mi piace, altro che genialata. Ricapitoliamo: Madonna partecipa al Festival del Cinema di Venezia e, tra le altre cose, fa dichiarazioni tutt’altro che lusinghiere su Berlusconi (leggete qui), che scatenano un putiferio nel PdL. Ma l’incidente diplomatico di cui parlo è tutt’altro: un fan le porge una grande ortensia, come ovvio gesto d’affetto. Madonna è piuttosto cortese col fan e prende il fiore, ma dice al vicino che odia le ortensie, purtroppo il microfono è aperto e sentono tutti.

Pare che gli amanti dei fiori se la siano presa a morte, esagerando. Per confermare la propria libertà – perchè è effettivamente una donna che ha bisogno di tali conferme, che vitaccia, poverella – Madonna commette quella che per me è la vera gaffe e pubblica su YouTube un video di scuse ALLE ORTENSIE. Ovviamente il video è una parodia:

In atmosfera da film muto, Madonna si scusa con un mazzo di ortensie, che coccola teneramente, poi il video bruscamente cambia atmosfera e lei urla sgarbata, calpesta le ortensie ed afferma che, vaffan*, a lei piacciono le rose, e allora? Madonna sembra dire: “Ma come, non posso avere i miei gusti? Vi sembra un tale e tanto affronto il fatto che a me piacciano le rose? Ma occupatevi di cose più importanti, insomma!” E ci potrebbe anche stare tutto… Ma il modo in cui Madonna sceglie di esternare questo pensiero mi è risultato veramente indigesto. E rivelatore: rivelatore dei capricci di una diva, che oramai crede che le sia permesso tutto, che usa l’incidente per farsi pubblicità a discapito dei sentimenti dei fan (anche solo uno, che ora si sentirà davvero offeso), invece che sorvolare sull’accaduto o addirittura rimediare con un gesto sinceramente gentile. Come dice la mia amica Gloria, ha dimostrato poca classe. Io trovo veramente cafone il gesto di distruggere dei fiori – recisi, certo, ma l’immagine ha per me un simbolismo netto. E’ un gesto che parla della sua natura, che, oltretutto, non riesco a perdonare in quanto “artistica”, genio e sregolatezza… Penso che la personalità di un artista non intacchi il valore della sua opera, ma nel caso di Madonna, si può davvero parlare di arte? E’ una grande donna di spettacolo, è intelligente, scaltra, capace, una grande manager di se stessa, un vero personaggio sopra le righe, ma da qui a parlare di arte, ce ne passa. Gran belle canzonette pop le sue, mica una svolta nel mondo della musica – ma poi, lei compone? Quindi non sono particolarmente incline a perdonare il gestaccio, a lasciarlo scivolare. Per me invecchia, è un po’ stanchina ed ha voluto fare una boutade, sapendo che, tanto, lei è Re Mida. Ma stavolta qualcosa traspare, qualcosa che non è nè geniale, nè provocatore, nè trasgressivo: semplicemente brutto e maleducato.

La vera genialata? Me la vedo, che occasione persa, immaginate insieme a me: conferenza stampa, Madonna, serissima, dice: “Sono qui oggi per provare a rimediare ad una brutta gaffe che ho commesso durante la mia partecipazione al Festival del Cinema di Venezia, con dichiarazioni che hanno suscitato sdegno e scalpore. Voglio porgere le mie più sentite scuse agli Italiani che si sono sentiti offesi dalle mie parole e chiaramente anche… alle ortensie! Etc…” Il gesto dismostrrebbe al contempo simpatia, indipendenza, capacità di cogliere le occasioni giuste per incidere sull’opinione pubblica – e per Burlesconi & Co. questa serebbe una bella beffa… 🙂

PS delle ore 11.44: la mia amica Cladia è una che sa mettere le cose nella prospettiva giusta! Su facebook mi commenta: è in menopausa, perdoniamola!! Hahahaha!! In effetti… 😉

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Adesso non pensate chissà che: non tornerò alla quotidiana canzoncina del buongiorno! Per una come me, che ama la musica che riesce a cantare e ballare, ma non è certo un’espertona, era diventato più impegnativo trovare una canzone adatta ogni mattina, che scrivere quei post che a voi potevano apparire infiniti, ma che a me sgorgavano, inarrestabili, dalle dita. Limiterò anche quelli, by the way :-). Dicevo, niente appuntamento quotidiano, ma segnalazioni di canzoni che mi piacciono, che ho sentito in giro, a partire da questa, che, col titolo “Solo”, già non si candiderebbe al ruolo di canzoncina del buongiorno!

Cliccate sulla foto per essere portati su YouTube, ma poi tornate! 🙂

Ve la propongo perchè è la nuova canzone di Marco Mengoni, uscita da una decina di giorni e, a mio parere, è una conferma di un talento che va oltre il talent – e comunque conferma anche del fatto che questi possono essere una importante vetrina per i giovani che vogliono fare musica: lo spazio è poco, ma almeno c’è! Io ho un’aperta passione per il musicista (non è una parolona, è cantante e co-autore di quasi tutti i brani dell’album) e per il personaggio, quindi ve lo sciorino in ogni salsa: non credo vi dispiacerà, noto molto consenso intorno al vincitore di X-factor 3, che riesce a superare lo snobismo di chi i format televisivi li aborre tutti, senza distinzione. Marco è bravissimo, come al solito, e dimostra gusto per una musicalità sorprendente rispetto al pop nazional popolare: la sua vena rock, quella che preferisco (cfr. Credimi ancora o le interpretazioni di Helter Skelter, Psycho Killer, etc.), si inserisce qui in atmosfere tra lo spagnoleggiante ed il western. Nel video lo trovo un po’ “accademicamente mogio”, mi mancano i bei denti candidi che rivela quando sorride, ma so che a Marco piace sperimentare tra le arti comunicative e le sue interpretazioni da attore appassionato sono segno della sua vitalità ed intraprendenza. Per fortuna è giovanissimo (ha solo 23 anni) ed ha tutto il tempo per crescere e continuare a regalarci il meglio di sè. L’album è previsto in uscita per il 27 settembre. Ma ho già esagerato, due post in due giorni e troppe parole, ascoltiamolo e basta!

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Hats off to Mr Vasco Rossi


E’ passata tutt’un’estate da quando sono stata all’Olimpico a vedere Vasco – e che estate, specialmente per Vasco. Ci sono mille polemiche sulla sua “poco graziosa” uscita di scena, sulle sue esternazioni, sulla sua paura di sparire nel dimenticatoio: vi dirò la mia – Vasco semplicemente NON E’ tipo da dimenticatoio, it’s just not gonna happen. Da comunicatrice più o meno dilettante io credo di poter capire perfettamente la curiosità, l’interesse di un grande comunicatore come lui per un mezzo come internet, ed in particolare per i social network: ti aprono un mondo, un modo tutto nuovo di restare in contatto, di raccontarti, di rapportarti al mondo esterno. Forse sono anch’essi una droga, un vizio, può darsi, ma sono un’esperianza nuova, provocano in noi emozioni, sensazioni diverse, ci costringono ad imparare, foss’anche solo a capire come tecnicamente si usano… Io ho la sensazione di avere il privilegio di vedere la stella più splendente del rock italiano, che, per prima (come sempre, come in tanto altro) usa questi nuovi mezzi in un modo che tocca il privato ed il pubblico, OSA raccontare di sè e delle proprie debolezze – con tutti gli errori e le esagerazioni del caso, magari, ma, sai, quando uno è il primo… 😉 Vanitoso Vasco, gli dicono tutti coloro, anche ben intenzionati, che sono abituati alla cultura del lavare i panni sporchi in casa… Ecco, è un pudore, quello, che anche a me manca, purtroppo forse, ma anche no – per poter capire ed esprimere sarei pronta a sacrificare anche il mio più intimo privato, se non fosse anche quello altrui… E quindi lo capisco, il nostro Vasco nazionale, quello che è passato da Gainsbarre à Gainsbourg, da Blasco a Vasco, dall’essere una voce fuori dal coro ad essere un fuoriclasse, dall’essere considerato un contorno troppo inzuppato al cantautorismo italico, ad esserne la colonna portante, investito dal proprio pubblico della facoltà dal peso schiacciante dell’onnipotenza. E, ragazzi, a parer mio, dalla sua vita spericolata il Blasco è uscito un gran bene, superando qualsiasi aspettativa, anche la più assurdamente rosea – e questo lo penso della sua parabola di vita personale, quanto di quella artistica, che trascende anche il personaggio stesso. Quindi, prima di staccare quel poster dalle pareti della nostra anima, prima di rattristarci per lui, perchè non è più all’altezza di se stesso, pensiamo che probabilmente ancora una volta Vasco va ben oltre ciò che è convenzionalmente accettabile per noi e vive, intensamente, come noi mai sapremo sentire, esprimere, comunicare. Anche se noi lo capiremo solo tra 20 anni.

Di seguito le mie impressioni sul concerto, anche se con molto ritardo: in fondo quello avanti è lui…

Non potevo non scrivere un post su una serata del genere, sull’ultimo concerto da stadio di Vasco che vedrò nella vita. E che Signor Concerto! Iniziato in sordina, in tribuna, addirittura… Vasco lontanissimo, audio pietoso, atmosfera poca. Un paio di canzoni nuove e poi…

Ed è partito il concerto: siamo scesi nel prato ed abbiamo ballato, cantato, fatto amicizia… Vasco ogni tanto spariva dal palco: lunghissimi assoli alla chitarra, alla batteria, bei momenti, ottimi musicisti che lo accompagnano e sono parte integrante dello show, più che con qualsiasi altro solista, da sempre. Quando hanno cantato due dei suoi “coristi” il prurito si faceva fastidioso, ma in fondo… Vasco ha l’età che ha ed ha fatto la vita che ha fatto, vogliamo stare qui a nasconderci dietro un dito? Ha bisogno di riposarsi, riprendersi… e francamente anche a noi fan della prima ora un po’ di riposo tra una ballata folle e l’altra ha fatto solo bene! L’importante è che quando canta, Vasco, CANTA, ci mette tutto se stesso: quello che è, che è sempre stato, che più lo ascolti più lo conosci e più ti rendi conto di quanto sia un vero, grande artista, uno di quelli complessi, ma nudi nelle loro mille sfaccettature di autori, interpreti, uomini di grande spettacolo, persone e personaggi controversi. Dopo la prima pausa è tornato con Io sto male e ti viene da ammirare la sua schiettezza, la sua totale mancanza di pudore, di veli, di maschere. Perchè è così tra Vasco ed i suoi fan: la comunicazione è chiara, inconfondibile, ci si può anche mandare a cagare tranquillamente, come quando ha annunciato di essere un tiepido tifoso dell’Inter: Roma l’ha ovviamente, amichevolmente, fischiato. Vasco non cerca Alibi.

Ho cantato, ovviamente a squarciagola, a questo concerto, ho ballato, ho abbracciato, ho pianto. E durante questa canzone mi sono sentita testimone e parte di qualcosa che va oltre la canzonetta e che attraverso di essa racconta anche la mia vita. Guarda dove vai avrà più o meno 20 anni, l’abbiamo ascoltata tutti pensando che fosse un racconto personale, intimo, una canzone che parla di Vasco come di ognuno di noi. Ed era così. Ma l’intuizione dell’artista sta nello scrivere di sè e di te cose che il futuro consacra universali, almeno, sicuramente, nazionali. E visto come stiamo oggi, le lacrime sono scese abbondanti d’emozione e di speranza.

Poi Vasco ha probabilmente avuto male a quella costola, e di correre su e giù dal palco si è stufato: “Adesso voglio divertirmi anch’io”, ci ha detto, e ci ha regalato Sally alla chitarra acustica…

Insomma, qualsiasi cosa scriva, qualsiasi video posti non sarò mai in grando di trasmettervi le sensazioni (sensazioni!) che questo “Grande Vecchio” mi ha trasmesso, mi ha permesso di condividere con gli amici, a quel concerto ed in innumerevoli momenti della vita, come quella notte 15 anni fa a NYC, io e Clau, a far ascoltare Vasco al morosino Belga, a spiegargli, tradurgli passaggi… e Mathieu era con me e Clau all’Olimpico, altrettanto commosso, altrettanto entusiasta, altrettanto grato.

 

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Il computer è acceso, ma stavolta è solo per regalarci musiche e suoni, scambiare canzoni, regalarle agli amici, condividere, buttare fili invisibili tra una cultura e l’altra, un background e l’altro. E piacevolmente si chiacchiera, al suono di questa o di un’altra canzone – a volte qualcuno si alza e scrive un nome o qualche parola sulla tastiera, poi torna, racconta cosa ci fa ascoltare, o anche no, si versa un altro bicchierino di grappa o di liquore fatto da mammà, si appoggia mollemente allo schianale, guarda il lago o il cielo e tutto al mondo sembra andare bene, per un minuto, un’ora, una sera…

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For the life of me, I can’t remember whether I already posted this song or I didn’t – and I can’t manage to be sure of either possibility even after what I consider a pretty thorough search through my own archive. Be it as it may, this is my song for today and it could be no other.

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