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Archive for the ‘cinema’ Category


Buongiornooooo!!!!! Oh, finalmente… scusate l’improvvisa assenza, ma sto avendo problemi di topo – mouse. Steve Jobs era un manico pazzesco, uno che ci ha cambiato la vita e che ha vissuto la propria al massimo, un leader ed un’ispirazione… ma se i problemi col PC me li risolvevo con una certa indipendenza, i problemi di Mac mi risultano ostici e mi tocca ricorrere all’aiuto dei tecnici (che, chiariamoci, non funziona mai la prima volta, e spesso nemmeno la seconda, comunque). Ecco, per ora volevo giusto avvisare, non sono ancora tornata in piena attività, ma potrei tornarlo tra due ore o due giorni massimo. Aspettatevi qualsiasi cosa…! Mavalà, i miei soliti pensieri, oggi particolarmente sparsi. Siedo davanti allo schermo nella prima vera mattina d’autunno ed ascolto il suono della piogga, mentre l’odore di caffè si sparge per casa; quando ne avrò il coraggio affronterò pittura e pennelli che mi attendono in camera per dare nuova vita alla cassettiera (nera, lucida), presto scoprirò se oggi pomeriggio mi faranno lavorare sotto la pioggia o se potrò farmi un pisolino prima di andare a prendere le bimbe a scuola, e stasera andrò alla prima di un film intitolato “Vaticano su Marte” (che è già una promessa), di Piero Galli, regista amatoriale bresciano, che apre la promettente stagione delle prime cinematografiche a Brescia (quest’estate la prima in Bolivia, poi a Lumezzane – il ragazzo è già international!). Ore 20h40 al teatro Sant’Afra (Vicolo delle Ortaglie, dietro i Magazzini del Grano di Piazzale Arnaldo), secondo me c’è da divertirsi!

Ecco, la mia vita da 40enne. Mi piace. 🙂

PS: Dovrei fare come qualche giorno fa, quando ho annunciato l’autunno e poi il lago è esploso in una giornata radiosa – ed ho pubblicato le foto. Ma mi ripeterei a palla. Comunque sappiatelo.

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La mia giornata di ieri è stata l’esemplificazione dell’inutilità. Di fatto, il nulla. Avrei pure potuto andare ad un concerto spaziale, vero artista in vero luogo d’arte. Ho preferito il divano. Fattasi sera mi sono sentita un po’ in colpa. Poi ho pensato al nuovo mantra che mia ha regalato Giulio: Mi dispiace – Scusa – Grazie – Ti amo. Mi sono finalmente guardata con grande piacere Centochiodi (di Ermanno Olmi, con Raz Degan), anche un po’ stupita dal fatto che mi piacesse proprio, davvero. Stamattina cercavo la colonna sonora, ma non c’è verso di postarla. Quindi regalo a voi un po’ dell’esperienza che ho vissuto ed un po’ di quella che ho mancato, preziose almeno quanto il caffé con un amico e quanto il mantra che, pure, attraverso questo messaggio, vi regalo.

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Questa è per il mio personale cielo sopra Berlino, quello che mi si è aperto nel cuore questo stesso giorno, sei anni fa…

XXX

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Ogni riferimento a persone realmente sistenti è, ovviamentre, del tutto casuale. Poi ognuno è liberissimo di credere a chi gli pare e piace. E ognuno è liberissimo di pensare ciò che gli pare e piace. O no?

E vediamo di che pasta è fatto ‘sto pololo: Italiani o Italioti? Per ora è ancora tutto da vedere…

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“Virginia Plain” is a song by Brian Ferry, which became the first hit single by Roxy Music.

E’ stata anche parte della strepitosa colonna sonora di uno strepitoso film: Breaking the waves, del… grande…? … compianto…? … sconvoltone…? Lars Von Trier… ma che caspita succede a certe persone? Lasr Von Trier, John Galliano, Mel Gibson… deliri di onnipotenza? Può minimamente sembrare che “faccia figo” fare commenti nazisti ad un certo punto della carriera? Non so, li consiglia male qualcuno? O è il primo passo verso il declino? Toh, da oggi voglio bruciarmi la carriera, sparerò in pubblico, possibilmente davanti ad una telecamera, qualche stronzata antisemita, o qualche sparata filo-hitleriana, con l’alcool nelle vene e la follia negli occhi, è l’attenuante di qualcuno…! Bah, fattostà che per almeno due dei 3, la carriera si è fermata da un giorno all’altro, finita, annientata, tanto lavoro per nulla. E’ proprio vero che il genio sfiofra la follia che, a volte, finisce per annientarlo…

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Soul Kitchen


L’altra sera, sul fantastico Sky on Demand (una specie di primafila gratis disponibile a chi ha l’abbonamento MySky, ma i programmi li fai partire quando vuoi tu, o li registri in un clic, passandoli sul tuo menù personale di MySky*), ho trovato Soul Kitchen (cliccate per vedere i prossimi passaggi su Sky; on Demand fino a domenica 3 aprile) e mi sono ricordata che la mia amica Claudia l’aveva visto ed aveva detto che mi sarebbe piacuto molto. Siccome dei gusti cinematografici di Claudia mi fido – ed anche della sua conoscenza dei miei gusti – l’ho guardato e… mi é piaciuto moltissimo! Il film é disponibile in lingua originale, Tedesco, ma anche in Italiano. Ambientato, infatti, in Germania, é la storia di un ragazzo di origine greca, proprietario di un ristorante scaccione, che serve piatti surgelati, fritti in un olio che cambia tanto spesso quanto io faccio il cambio di stagione negli armadi (scadenza quindi biennale, se va bene!) – una vera schifezza. A causa di avvenimenti poco edificanti e molto divertenti si ritrova a dover ricominciare da zero: nuovo cuoco, cucina da rimettere a nuovo a causa di un controllo inviatogli da un falso amico interessato al terreno su cui sorge il ristorante, musica live per supplire allo stereo confiscato, fratello galeotto, … Persino la donna, bella e capricciosa, lo molla per “trovare se stessa” e seguire le proprie ambizioni. Attraverso rocambolesche avventure il peggio sembra dar vita ad una rinascita, ma si sa che i parti sono dolorosi… Film divertente, condito da storie d’amore, di lealtà e d’amicizia, atmosfere indy, bravi attori, un’eccellente colonna sonora. Film del 2009, regista Faith Akin – buona e allegra visione!

Trailer:

*No, Murdoch non mi paga, magari!! Sono una semplice fan AGGRATIS – anzi, a pagamento, visto l’abbonamento! 🙂

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Questo video raccoglie in modo bello e particolare sequenze dal film “Suddenly, last Summer – Improvvisamente l’estate scorsa”, e la colonna sonora é anch’essa molto bella. All’inizio l’immagine intrusa che vi sorprenderà – e vi sorprenderà nonostante il mio annuncio, credetemi – mi ha lasciato interdetta, e mi ha fatto passare la voglia di pubblicarlo. Poi mi sono detta che Liz, vedendolo, sarebbe sicuramente scoppiata in una sonora risata, ed il pensiero mi ha allegramente convinta.

Elizabeth Taylor era una donna forte, sfaccettata e complicata, ha vissuto una vita intensa e ci ha lasciato ieri, all’età di 79 anni. Nonostante abbia cominciato a lavorare giovanissima e raggiunto la fama praticamente subito, Hollywood non l’ha annientata, come succede troppo spesso: certo la vita non é trascorsa liscia come l’olio e Dame Elizabeth Taylor ha avuto la sua dose di problemi e drammi, vissuti anche sotto gli occhi di tutti, ma che non sono mai riusciti ad avere la meglio su questa forza della natura dall’involucro immacolato.

Liz e Lassie

Non si é mai nascosta dietro un dito, ha sempre affrontato la vita e la carriera di attrice di petto (il doppio senso non é voluto): ha amato molto ed é stata amata e adorata, da uomini e pubblico.

La sua bellezza classica ed elegante

Liz prepotentemente e spontaneamente sensuale

E’ una delle poche attrici dell’età dell’oro di Hollywood che ha saputo affrontare temi scottanti sul grande schermo e nella vita. La sua carriera non si é costruita sul’immagine di una bella bambola: per quanto fosse bella come la più perfetta delle bambole, si ribellò alla politica degli studios che la volevano leggera ed adorabile. Dopo una serie di film innocui, s’intestardì nello scegliere autori (Tennessee Williams), registi (Mike Nichols, Richard Brooks, George Stevens, Joseph L. Mankiewicz, tra gli altri), storie e personaggi che portassero in scena temi come la malattia mentale, l’omosessualità, la crudeltà, la violenza, le relazioni personali più difficili, le coppie meno probabili e sdolcinate – tutto questo quando ancora non andava di moda essere controversi, ma anzi poteva essere dannoso per la propria immagine pubblica.

Immagini da "Chi ha paura di Virginia Woolf"

E’ stata amica, moglie, amante delle star più splendenti, senza abbandonarli nei momenti meno fulgidi, ed ha sposato (tra gli altri!) il camionista Larry Fortensky.

Jimmy & Liz

Michael & Liz

The Duke and the Dame

E’ stata amata anche perché non é mai sembrata distante e algida. Elizabeth é stata iconica musa ispiratrice dei più grandi artisti e personaggio popolare. Era una donna che piaceva anche alle donne, sempre attenta alla propria immagine, non in modo vanitosamente vuoto, ma divertendosi con essa, ed in questo profondamente femminile.

Liz Taylor, by Richerd Avedon

Ritratto, Andy Warhol

Elizabeth, anni '70

Elizabeth Taylor é vissuta e sopravvissuta celebrando la vita in ogni sua forma, mordendola, laciandosi anche mordere, piuttosto che perdersene la minima sfumatura di significato. E non ha mai nascosto le cicatrici, anzi, le portava come una medaglia, come orgogliosa testimonianza.

Una foto presa dopo un'insidiosa operazione al cervello

Fu una delle prime persone, oltre che celebrità, a parlare pubblicamente di AIDS e dell’importanza della prevenzione, dell’orrore della discriminazione, agendo sia in pubblico che in privato per sostenere la ricerca e la prevenzione.

The Elizabeth Taylor Foundation

Con Elizabeth se ne va forse l’ultima Diva, divina e sorprendente, bellezza classica e prorompente prima, agguerrita bomboniera poi – ma Liz se ne strafregava del ridicolo, delle dicerie, sembrava quasi sfidarle.

Foto di scena per il guardaroba

Elizabeth all'eccesso

Una vita lunga e ricca, che non verrà facilmente dimenticata, anche se non si è spenta nel fiore degli anni, all’apice della carriera, diventando leggenda in virtù del dramma: la leggenda l’ha nutrita attivamente e non si è mai spenta: il fuoco l’aveva dentro e nessuno ha mai potuto ignorarlo.

“Ho sempre ammesso di essere dominata dalle mie passioni. Mi sento molto avventurosa. Ci sono così tante porte da aprire, e io non ho paura di guardare dietro di esse.”

Foto dal set di “Cleapatra”

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Au revoir Maria…

Last tango in Paris – Opening scene

Ultimo Tango a Parigi – Qua dentro non servono nomi…

Last Tango in Paris – Final scene “Je connais pas son nom…”

Scene bellissime, cinematograficamente ed emotivamente. Solo su YouTube, cliccare e godersele tutte X

Maria Schneider, 1952 – 2011

Maria si sentiva un po’ imprigionata dal ruolo in Ultimo Tango, l’unico così fortemente associato a lei, mentre venivano e vengono spesso tralasciati Professione Reporter di Michelangelo Antonioni, Cercasi Gesù di Comencini, Jane Eyre di Zeffirelli e, l’ultimo, Cliente di Josiane Balasko nel 2008. Io penso che spesso ciò che appartiene alla storia, all’arte, trascenda da noi stessi, dalla nostra opinione, dal nostro contributo conscio: é l’essenza più pura di noi che si regala, che viene rubata da ciò che più di noi é significativo, che sa scegliere il meglio, che siamo d’accordo o meno. Comunque sia Maria Schneider ha recitato per i più grandi registi ed accanto ai migliori attori (Jack Nicholson, per dirne uno!) e resterà indelebile nella storia del cinema e nell’immaginario comune: fa parte della cultura popolare mondiale, del mondo delle emozioni forti, delle immagini archetipiche – la maggioranza degli attori farebbe carte false, e lei probabilmente ora se ne rende conto e spero sorrida.

You don’t have a name and I don’t have a name either. Not one name.

I don’t wanna know where you live or where you come from.

You and I are gonna meet here without knowing anything that goes on outside here.

It’s useless to keep on searching. Nobody believes in the fucking God here!

Oh, God, I’ve been called by a million names all my life.

Olympia is a compendium of domestic virtues. Faithful, admiring, and racist.

My childhood was made up of smells.

What’s this for? That’s your happiness and my… my ha-penis.

It’s like playing grown-ups when you’re little.

Well, if you look real close, you’ll see me hiding behind my zipper.

¿Do you really think that an American sitting on the floor in an empty flat eating cheese and drinking water is interesting?

I’m gonna tell you about the family. That holy institution meant to breed virtue in savages. Holy family. Church of good citizens. The children are tortured until they tell their first lie. Where the will is broken by repression. Where freedom… Freedom is assassinated by egotism.

In a respectable household, it’s useful to have a weapon.

For pop youth, pop marriage!

There are more rats in Paris than people.

Cos the best fucking you’re gonna get is right here in this apartment.

You won’t be free of that feeling of being alone until you look death right in the face.

Even if the husband lives fucking years, he’s never going to be able to discover his wife’s real nature.

It’s over, then it begins again. Now we begin again with love and all the rest of it.

I come from a time when a guy like me would drop into a joint like this and pick up a young chick like you… and call her a bimbo.

Go to the circus if you want to see love!

How do you like your hero? Over easy or sunny-side up?

 

 

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L’altra sera, scomodmente, ma amorevolmente, condividendo il divano col maritino i siamo visti un film ed un telefilm.

Il film: Hachiko – con Richard Gere, che a mio parere più invecchia, più é un bel vedere. E’ una storia di amore e di fedeltà tra un cane ed il suo padrone. Se ve la racconto, ma forse la sapete già, potete anche fare a meno di guardare il film, perché a parte la storia toccante di per sé, il film non aggiunge nulla: è pulito, ben fatto, ben recitato, ma niente di sconvolgente. Sí il cane, che bello, che bravo, ma io che mi aspettavo di versare fiumi di lacrime sono rimasta un po’ cosí. Non ha pianto neppure mio marito, che pure una volta pianse davanti ad una puntata dei Simpson e finamai una pubblicità :-). Stavolta solo una flebile lacrimuccia, ma forse più perché la dovevamo proprio versare prima o poi x non sentirci dei senza cuore. Joan Allen é molto brava, ma il tutto mi é sembrato molto bello, molto preciso, molto… fastidioso!! Gere é un professore di una certa età molto bello e molto bravo, il suo lavoro in teatro come musicista é molto stimolante, lui e sua moglie si amano ancora  molto dopo molti anni di matrimonio e se lo dimostrano molto, lei é una restauratrice molto brava, con una lavoro che é una sfida molto bella, vivono in una casa molto elegante, molto bianca, ed hanno una figlia molto bella e brava, un genero molto simpatico nella sua goffaggine, che ama molto la figlia – una vita molto invidiabile e molto… cinematografica! Per non parlare dei personaggi minori del film, un cliché dopo l’altro (il vecchio e gentile venditore di hot-dog extracomunitario, la dolce e gentile signora nera di mezza età, l’impiegato ferroviario apparentemente distaccato, Jason Alexander, il George Costanza di Jerry Seinfeld). La cosa disturba, o perlomeno ha disturbato me, nel senso che tutto era talmente perfetto da sembrare finto, come appunto é. Un film dovrebbe trasportarti nel suo mondo, specialmente uno ispirato ad una storia vera ed il cui obiettivo è commuoverti, farti sentire come vere emozioni bene o male provocate artificialmente. Non posso dire che sia un film brutto o fatto male, ma il risultato è stato deludente. Ho cercato su Sky ed il fim non é più in programmazione, ma magari lo trovate su qualche altro canale del Digitale Terrestre, se vi funziona :-)!

Il telefilm invece é stato una rivelazione! Prima puntata di Misfits, realizzazione Inglese (E4): mi raccomando, stasera la prima puntata va in replica alle 23h35 su Fox (111), o più tardi su Fox+1 o +2. Noi ci siamo persi l’inizio e lo guarderemo volentieri, perché sospettiamo che questa serie diventerà presto uno dei nostri appuntamenti televisivi preferiti! Il titolo richiama l’ultimo film della Monroe (Gli Spostati), ed infatti i protagonisti sono un gruppetto di giovani delinquentelli di una generica città britannica, obbligati al “community sevice”, una sorta di servizio civile da “scontare” a causa dei loro reati minori – durante una tempesta elettrica acquisiscono super-poteri, ma non se ne accorgono subito. Non pensate assolutamente a quello che potrebbe essere un telefilm americano sull’argomento: gli Inglesi non si smentono e sanno dare un’interpretazione ironica ed inaspettata ad un presupposto apparentemente tanto scontato – dimenticate il politicamente corretto o il fumettone. I ragazzi sono essenzialmente degli sfigati, chi più, chi meno, che si ritrovano a vivere una situazione eccezionale – ed eccezionali sono la drammaturgia, i dialoghi, gli attori!

Saró anche senza cuore, ma per me vincono gli sfigati, a mani basse proprio!

PS: Visto che le pagine de Il Bollettino delle Buone Notizie sono un po’ defilate, vi invito a leggere la più recente, con un paio di buone notizie a cavallo tra il 2010 ed il 2011.

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Parnassus è un film onirico e teatrale, tutto da guardare se vi intriga il genere. O se vi intrigano gli uomini. E’ superfluo seguire la storia, le ragioni degli arzigogolati eventi – tutte da seguire sono invece le performances di Heath Ledger, Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell. Ok, ho finito la recensione. 😀

Heath Ledger - Australiano

Johnny Depp - Americano

Colin Farrell - Irlandese

Jude Law - Inglese

Invece no! Perchè ovviamente devo anche dire che ci si gode veramente bene queste creature in quanto attori, risplendenti e miseriosi, in tutto il loro fascino e la loro gloria. Il regista Terry Gilliam raggiunge un’identità personale lasciandosi ispirare di volta in volta da Fellini, dalla Pixar, da Tim Burton o Dalì. La storia dietro questo film rende poi il tutto chiaramente più intenso, vista la tragica e prematura morte del 28enne protagonista Ledger, a metà delle riprese, e le prestazioni omaggio dei 3 colleghi del ristrettissimo circolo della serie A del cinema mondiale (che hanno interamente devoluto i propri incassi alla piccola Matilda Ledger, 2 anni). La storia è un pretesto, l’ennesima rivisitazione del classicone “Bene vs Male”, ma un diabolico Tom Waits ed un canuto Christopher Plummer impreziosiscono ulteriormente questo viaggio alla Disney in acido. E’ un film in cui “more is more”. Favola fantastica da pomeriggio nel week-end, caminetto acceso magari.

PS: certi giorni ci si rende proprio conto di aver fatto delle scelte impegnative. La vita di una blogger può essere dura quando ci si ritrova ad inserire i nomi dei 4 di cui sopra in Google, cliccare “Immagini” (in alto a sinistra) e far scorrere il cursore su una foto dopo l’altra, ingrandendole, una per una, una fila dopo l’altra, una pagina dopo l’altra… Si percepisce distintamente il peso della responsabilità, si sa di dover decidere, al posto del lettore, al suo servizio, per rendere al massimo; si temporeggia, poi si comincia ad eliminarle, una ad una, mentalmente e spietatamente “bocciarle” tutte quelle foto – troppo nudo, troppo macho, troppo sexy – fino a che ne resta solo una, quella che verrà pubblicata. Se proprio poi si avesse ancora qualche minuto a disposizione, un vuoto esistenziale da riempire, un raptus d’ingordigia, si potrebbe anche pensare di ricercare Brad Pitt, anche se non c’entra un c*** col film. Io avrei scelto quella in bianco e nero, col maglione scuro, un po’ alla James Dean. Ah, ecco… Jimmy… Vado X

NB: Condividi questo post con quante donne e uomini gay ti pare e non succederà assolutamente niente di sconvolgente nella tua vita, ma avrai la consapevolezza che nei prossimi istanti qualcuno penserà di te: “Che bella cosa l’amicizia”…

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