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Archive for settembre 2013


Ognuno ha diritto ad esprimere le proprie opinioni, anche in merito ad opinioni altrui. Io credo questo: CREDO che Guido Barilla sia un furbastro, che abbia fatto una dichiarazione gigiona al suo pubblico gigione, credo che abbia fatto una scelta di mercato, CREDO che abbia detto una cagata e CREDO nel mio diritto di dire che è una cagata. CREDO nella Famiglia, nell’Accoglienza, nell’Amore, nella Solidarietà in un progetto comune di vita, spesso già complicata in un mondo complicato. CREDO che sia questo che definisce la Famiglia. CREDO che non si possano preferire gradazioni di tradizionalità per convenienza (il Sig. Barilla è al secondo matrimonio), cioè, si può benissimo farlo, ma allora credo di poterti tranquillamente chiamare ipocrita. CREDO che più che altro pensare di poter definire una famiglia solo secondo canoni tradizionali, storici e culturali di maggioranza sia un impoverimento e soprattutto CREDO che sia fuori dalla Realtà. CREDO nella Responsabilità Sociale delle Corporazioni (CSR), nel ruolo di Cittadino delle aziende che abitano il Territorio, CREDO nel potere della Comunicazione, CREDO nei modelli, CREDO nella realtà della presunzione e della tracotanza, CREDO che ci siano persone fragili che la subiscono ogni giorno sulla propria pelle e CREDO nelle persone ancora più fragili che hanno bisogno di rigidi binari al di fuori della realtà per sentirsi forti, perchè la realtà E’ difficile e complessa. CREDO nell’accettazione e nell’Accoglienza, CREDO nel Confronto, CREDO che siano l’unica via verso un reciproco Sostegno e Solidarietà per affrontarla questa realtà. CREDO che fornire ulteriori scuse ad una società retrograda sia irresponsabile, sia armare certe nature appunto fragili e violente contro chi di fragilità e di violenza già ne vive abbastanza, e credo che farlo per ragioni di mercato aggravi il tutto con le motivazioni abbiette. CREDO che non si possa giustificare tutto con la scusante del Mercato e credo che quella sia una bella battaglia per i Valori che valga la pena combattere. CREDO che l’immagine di una bella tavolata con persone riunite intorno ad un pasto famigliare non venga inficiata dall’orientamento sessuale dei commensali, CREDO che questo orientamento sessuale con la definizione, la realtà intima della famiglia c’entri come i cavoli a merenda, CREDO che la Famiglia, quando c’è, come la Bellezza, venga in tutte le forme, tranne quella violenta. CREDO nel valore e nella potenza delle Parole e credo che arrogarsi il diritto di chiamare famiglia solo una delle sue tante forme costituisca una forma di FURTO. CREDO che l’accoglienza di uno non costituisca in alcun modo l’esclusione o tantomeno la distruzione dell’altro. CREDO che la Libertà finisca solo là dove limita la Libertà di un altro, non solo di opinione, ma di Vita. CREDO che confrontarmi ed anche arrabbiarmi in questa ed in altre occasioni non indebolisca la mia personale lotta verso problemi più sostanziali degli omosessuali e di tutti i “diversi” (e, come è stato ben detto: diverso da chi…?), anzi, dal confronto e dallo scambio di opinioni esco rafforzata e motivata. CREDO di essere stata molto fortunata per aver avuto ed avere a tutt’oggi una famiglia composita, fatta di primi e unici matrimoni tra persone Cristiane e Cattoliche, primi e secondi matrimoni tra persone di provenienze diverse che hanno allargato la famiglia, regalato una mamma a me – che ha aiutato e sta aiutando mia madre e me nelle nostre difficoltà – e che abbia regalato una figlia a lei; ha aiutato me avere esempi di famiglia Cattolica che tiene la mano a quella omosessuale, non per forma, ma per sostanza. Credo che all’interno della mia famiglia gli unici ostacoli difficili da superare siano stati quelli della Malattia, delle Ipocrisie e della Violenza, e che siamo riusciti a farlo solo perchè eravamo circondati da sostegno, amore, diversità e ricchezza di punti di vista, che ci hanno unito ognuno a modo proprio, ma Tutti Insieme. Credo valga la pena essere coscienti di questo e difenderlo, non per barricarsi o imporre, ma perchè costituisce un’esperienza ed un esempio di Amore e di Morale, che altro non è se non l’Etica del Bene. Credo che tanti anni fa molte persone non avrebbero potuto godere della loro bella famiglia da secondo matrimonio (o anche convivenza), perchè qualcuno si sarebbe arrogato il diritto, per falsa morale e addirittura per Legge di non permettergli di essere nè definirsi Famiglia e SPERO che tra qualche tempo la Famiglia possa essere finalmente luogo di tutto ciò che di bello ho descritto fin’ora e non terreno di vane e vuote battaglie per l’esclusione di chi la Famiglia la vive in un modo a noi sconosciuto, ma altrettanto amorevole. CREDO che oggi Gramellini abbia un po’ peccato di Benaltrismo, ma CREDO che lo perdonerò. E buona giornata – oggi arriva mia madre e devo mettere a posto, perchè la famiglia è anche rompimento di scatole, per tutti, di tutti i colori, generi, orientamenti sessuali!!!! ❤

Per ogni bambino la Famiglia è quella che ha, comunque essa sia composta. Tutto il resto è inutile e pesante sovrastruttura.

Per ogni bambino la Famiglia è quella che ha, comunque essa sia composta. Tutto il resto è inutile e pesante sovrastruttura.

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Mi è sempre sembrata tanto mediatica questa definizione. Pensavo, per il femminicidio come per l’aggravante omofobica o razzista all’omicidio, che ci fosse un po’ troppa enfasi sul CHI si uccide o si aggredisce, perchè in fondo chi è violento è violento, chissenefrega contro chi. Mi sembrava che battersi per queste definizioni giuridiche non rendesse servizio alla lotta per la parità. Mi sbagliavo. Ed ho capito perchè. Qui non si tratta infatti di difendere categorie deboli, ponendo una bandierina di motivazioni abbiette perchè contro l’etica, non parliamo di politicamente corretto, non sono categorie più meritorie di difesa di altre. Il femminicidio, la violenza contro i gay, l’atto razzista, nascono da una certa cultura, con una specifica motivazione psicologica, sociale, culturale, che va al di là della violenza di per se stessa. Per fare in modo che questi atti possano essere meglio contrastati (alla radice, prima che vengano commessi) ci vuole una preparazione specifica, che va oltre il rifiuto della violenza. Anche per gli atti di bullismo contro i bambini fragili, in sovrappeso, di colore o spesso anche solo comportamento diverso, non vengono dalla stessa radice, ma ognuno da radici distinte, che vanno indagate, conosciute una per una, perchè possano essere combattute con consapevolezza (anche dalle donne stesse, per esempio).

Bene la rappresentazione dalanti a Montecitorio ieri, voluta dal Ministro Carrozza, ma adesso ci vuole sostanza!

Bene la rappresentazione davanti a Montecitorio ieri, voluta dal Ministro Carrozza, forse si è accorta che sono proprio i suoi colleghi ad aver bisogno di non chiudere gli occhi… Ma adesso ci vuole sostanza! (da corriere.it)

La violenza può essere la stessa nel risultato ed è pacifico che nessuna violenza sia accettabile, ma per fronteggiare efficacemente ognuno di questi atti, dobbiamo conoscerne profondamente le motivazioni socio-culturali che la nutrono: affermare che la violenza non è mai una soluzione non basta. Questi passaggi legislativi servono ad identificare chiaramente non le categorie aggredite, ma le ragioni per le quali gli aggressori arrivano a tanto: e fermarli, partendo dall’educazione. Mi ha colpito in questi giorni il programma che partrirà nelle scuole elementari e medie a Torino: spero che sia un pilota e che possa presto apparire in tutte le scuole. Ed è desolante che a Roma siano riusciti a far “slittare” ogni singolo provvedimento che vada nella direzione legislativa e socio-culturale necessaria, infarcendo leggi e decreti di emendamenti, perchè possano fare felici tutti (i parlamentari), non facendo alla fine felice nessun cittadino. Ma oltre alle motivazioni culturali, religiose, politche e soprattutto elettorali di questi emendamenti, mi spiegate cosa ci fanno emendamenti sulle Province, nella legge sul Femminicidio???

Poi, certo, non scordiamo l’educazione l’attenzione e l’esempio che diamo in casa, spesso incosapevolmente!!

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I più fedeli lettori del blog (e se sono lettori del blog sono fedeli, non c’è scampo!) si ricorderanno di Nina, una bambina molto particolare, e della sua altrettanto singolare famiglia. Dopo aver avuto l’onore di averle qui tra noi lacustri per tutto il mese di agosto, sono finalmente tornate a Roma senza di loro non sappiamo come fare ;-). Ci abbiamo pensato e crediamo che anche con tutta la forza, l’ironia e la determinazione di Mami Compulsiva, Papà Velcro e Piccola Hooligan, certe cose vengano meglio quando affrontate in compagnia: le difficoltà, ma anche le feste! Per fortuna Nina ha tanti amici e noi siamo tra quelli: speriamo vi unirete numerosi a noi per una giornata di allegria in onore della Microba più tenera (e tosta!) che io abbia mai avuto la fortuna di conoscere. Il blog In Viaggio con Nina apre una porta su un modo coraggioso e vitale di affrontare la disabilità e le avversità quotidiane – perchè poi non è che se hai in famiglia un disabile, tu sia immune dalle comuni menate che ammorbano anche la vita di tutti gli altri, il mondo non si ferma per nessuno! E noi non ci fermiamo per nulla al mondo: sabato 5 ottobre, tutta la giornata in festa!

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NB: se voleste “sponsorizzarci” con qualsiasi donazione/contributo, saremmo felici di far sapere ai nostri ospiti della vostra generosità!!

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