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Archive for maggio 2012


Dice il sempre bravo Gramellini “Penso sommessamente che quest’anno il 2 giugno si onori di più la Repubblica andando fra i terremotati che fra i carri armati.” Fra i terremotati, fra i cittadini, la crisi stessa sarebbe dovuta essere un terremoto sufficiente per liberarsi di costosi orpelli. Ormai è tardi per i risparmi, i soldi sono già per la maggior parte spesi, ci pensavo ieri leggendo i messaggi che chiedevano di annullare la parata del 2 giugno e la visita Papale a Milano – eppure annullare parata e visita in ogni caso e mescolarsi, finalmente tra gli Italiani, quello sì sarebbe un bel gesto sobrio. Forse qualche politico tornerebbe sobrio, dopo essersi reso conto di quanto anni di malcostume, di risorse male utitlizzate, di leggi scritte apposta per lasciar sempre una porta sul retro, facciano male al paese, che è anche il loro, vorresti ricordargli. I professionisti sfilano ed i volontari scavano. La gente non sta bene: quella sotto le macerie e quella che, come tutti noi, guarda alle macerie metaforiche, ma non meno reali, che coprono la bellissima Italia in cui viviamo. E ci si chiede perchè nessuno voglia fare di più. Ci si chiede come si faccia a stare impettiti ed imperterriti, ben vestiti e con i peli del naso tirati a lucido, di fronte ad un paese che ha bisogno di segnali di impegno e serietà della classe politica e dirigente, più del pane quotidiano: e… no, non è un’esagerazione – chi di noi non si priverebbe del pane oggi e pure domani, pur di vedere un serio cambiamento in Italia? Il tutto al ritmo della banda? Ma ci piace proprio-proprio quest’idea del Titanic? E il Papa? Eh, ma a Milano c’è tanta povera gente che lo aspetta… Ecco, imparasse ad aspettarsi altro la gente, povera o meno. Insomma, ogni volta in cui c’è una buona occasione per dimostrare che in questo paese si fa sul serio qualcuno si mette una fascia, i soliti noti si mettono in tiro, qualcuno suona, altri sfilano – ricorda qualcosa? Questa è l’Italia gente!

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Il terremoto ormai si è generalizzato, cronicizzato. E’ emotivo, economico, politico, vero e proprio e quotidiano. Ma io cosa farei se la prossima scossa fosse più forte. A questa ho reagito come al solito, impreparata. Ormai le scosse e gli assestamenti si susseguono, si annullano reciprocamente, accumulano macerie, azzerano luoghi, abbattono idee. E avanti, è la vita, cosa vuoi farci? Senza strumenti di navigazione o sismografi chiaroveggenti. Riusciremo, quantomeno, ad essere più solidali, in tutto questo? Verso chi è un po’ più lontano ed è stato colpito più duramente, ma anche verso chi, accanto a noi, ha subito terremoti di vario genere. Io questa solidarietà la sento e la vivo con gratitudine, cerco di ricambiarla. Dovremmo fare un po’ rete, invisibili fili di amicizia, tesi, a sostegno di tutti – mi sembra l’unica prevenzione sensata.

Foto Mirko Di Gangi – Gazzetta di Mantova

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Da qui, dove andiamo?


E’ forse la domanda con la quale potremmo chiudere questa buia giornata, ognuno di noi, in modo molto personale.

Brindisi 19 maggio 2012 ( io non ho paura)
E mi ritrovo 
a stringere i miei figli
e la vita, abbracciandola
con tutta la forza,
mentre la’ fuori
si muore a sorteggio,
per la pazzia vigliacca
di menti criminali
che, inumana, 
smembra e dilania 
il nostro futuro,
eppure trovare il coraggio
e’ l’unica cosa che conta,
ciò che può abbattere il male
è proclamare, forte, 
io non ho paura!
Ero con te, tutto il resto del tempo non lo ricordo

Mauro Caliendo

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E’ il compleanno della Principessa Spessa. Già ieri sera, nel suo lettino, canticchiava incessantemente “Domani è il mio compleanno, domani è il mio compleanno, domani è il mio compleanno”, tanto che sua sorella maggiore Reginella non riusciva a prendere sonno! Oggi, di buon’ora, le due sorelle sono sveglie e fresche come l’aria del mattino. La Principessa Spessa è felice, sa che oggi è una giornata speciale e, dal suo sorriso, lo capiscono anche tutti quelli che incontra! Quando arriva a scuola, si avvicina sorniona alla maestra e le sussurra “Lo sai che oggi è il mio compleanno?” e mentre lo dice, con le labbra, le solletica l’orecchio. La Principessa Spessa sorride e fa sorridere tutti quelli che le stanno intorno. Mentre è a scuola, la mamma le prepara la festa, alla quale ha invitato tutti i bambini più simpatici del reame! La mamma prepara biscotti e pizzette, apparecchia la tavola, gonfia i 1000 palloncini, impacchetta i regali. Dopo scuola le sorelle rientrano e si preparano per la festa, con abitini eleganti e… macchè, non c’è tempo! Sono già arrivati gli ospiti! Reginella corre incontro agli invitati, mentre d’un tratto la Principessa Spessa appare… intimidita… Gli amichetti ed amichette arrivano uno dopo l’altro e consegnano alla Principessa Spessa i doni che hanno portato per lei. Uno dei primi ad arrivare è un delizioso vestitino viola, con un bel nastro bianco sul petto, che le ha regalato la cuginetta Giulietta: in un battibaleno la mamma coglie l’occasione di sfilare la maglietta alla Principessa Spessa, baciare la sua panciotta rosa e morbida, e ricoprirla con l’abitino nuovo. “Ooohhh! Ma come sei elegante Principessa Spessa!”, le dicono i suoi amichetti. Ma la Principessa Spessa abbozza un sorriso e non risponde. Intanto, nel grande giardino lambito dalle onde scintillanti del lago, Reginella e gli altri bambini giocano e corrono, lanciano gridolini, si arrampicano sugli alberi, e fanno tutte quelle cose che fanno i bambini alle feste. La Principessa Spessa rimane vicino alla sua mamma, che comincia a preoccuparsi, vedendo che la sua bambina non sembra godersi la festa, che aveva atteso con trepidazione. “Va tutto bene amore mio?” La Principessa Spessa annuisce con decisione, ma non si muove. “Pozzo avele un zucco?” è tutto ciò che chiede, mentre apre ancora qualche pacchetto: ogni volta sorride e ringrazia, ma manca d’entusiasmo, è innegabile. Quando apre il pacchetto di Checca e trova un album di mandala, decide che vuole sedersi con i pennarelli nuovi e colorare. Prende uno sgabello e si mette in un angolo della terrazza, di schiena al giardino, faccia al muro, testa bassa e… colora! La mamma prova a suggerirle di andare a giocare: “Principessa Spessa, ma è la tua festa!! L’hai tanto attesa! Non vuoi giocare con tutti i bambini?” La Principessa Spessa scuote vigorosamente la testa: “No, vollo cololale!”.  Reginella e gli altri continuano a giocare indisturbati: si nascondono e giocano a prendersi  – ogni tanto un bambino si stacca dal gruppo e si mette accanto alla Principessa Spessa: lei colora imperterrita e loro la vanno a trovare. Giunto il momento di spegnere le candeline, la Fatina Delizia appare con una magnifica torta, che ritrare un prato verde fiorito ed una casetta bianca, con un sentiro di ciottoli che la raggiunge.

Tutti gli ospiti sono incantati! Finalmente la Principessa Spessa si distoglie dal suo album e raggiunge gli amici davanti alla tavola imbandita. La mamma accende le candeline, battagliando contro la brezza primaverile, e la Principessa Spessa le spegne d’un fiato! “Tanti auguri a te…” cantano tutti insieme. La Principessa Spessa sorride felice, si fa dare un pezzo di torta e… torna al suo album da colorare! Verso la fine della festa c’è un folto gruppetto di bimbi intorno alla Principessa Spessa: ammirano i colori dei suoi disegni e chiacchierano piacevolmente. Nel frattempo Reginella è… chiusa nella carrozza di famiglia, intenta a leggere! Quando quasi tutti gli ospiti sono partiti, le due sorelle restano con la zia Fiamma e qualche amichetto: la premurosa zia fa giocare i pochi bimbi rimasti e le due sorelle finalmente scorazzano insieme per il prato. Quando arriva la sera la mamma chiede alla Principessa Spessa se si è divertita: “Sììììììì!” risponde lei felice. “Ma non avresti voluto giocare di più coni tuoi amici?” domanda la mamma, con una certa apprensione “Il tuo libro lo puoi colorare tutti i giorni, oggi era la tua festa di compleanno!” Sorridente e soddisfatta la Principessa spessa risponde: “Ma io cololavo pecchè mi piazeva, è ztata una fetta bellizzima!!”

Doveroso PS: “Principessa Spessa” è il brillante soprannome che ha dato la maestra d’asilo alla mia pupa, il merito non è mio. Grazie Erica – per tutto, non solo per questa perla xxx

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E’ difficile rimettermi qui a scrivere. Leggo e rileggo qua e là, ma è uno di quei periodi nei quali mi sento un po’ persa, in balìa degli eventi, con impegni che un po’ mi aiutano ed un po’ mi confondono… di che vuoi mai che scriva? Su cosa, a questo punto, ho un’opinione formata, matura, consapevole? Mi sento di vedetta: scruto le acque, le terre, le genti, i luoghi ed anche i tempi. Aspetto. Guardo. Guardo e aspetto. Mi muovo tra i fatti, ma i pensieri mi sfuggono. I dolori si sovrappongono, intersecano, ed è più difficile anche la metabolizzazione del lutto. Ma ecco, non voglio in realtà parlare di buio, in questa giornata splendida, ricca di Natura e di appuntamenti con persone simpatiche. E’ che vado avanti come camminando su un ruscello, saltellando da un pietrone all’altro – adesso sono qua e ci sono al 100%, concentrata su qui e ora, con determinate energie e compiti da svolgere – tra mezz’ora sono là, in un altro ruolo, con altri compiti, o magari invece sono lì, senza nulla di impegnativo da fare, posso prendermi tempo per godere delle chiacchiere e del sole, ristoro… Ma posso? Poi, tornando a casa, quale incombenza viene in scadenza? Sono già in ritardo? Ah, multa, posta… Mi muovo, grazie a Dio, dentro un mondo di campagna e villaggio, di terra e di orizzonti, la cittadina di provincia la raggiungo occasionalmente – i periodi di andate e ritorni giornalieri sulle strade sono stati ancor più sospesi, come in ovovia. Le persone amate mi circondano, ma le due voragini per ora sono ancora spaventevolmente lì, è come se, avendo rimosso due numeri, i conti non tornassero più nemmeno con gli altri… 0 1 2 4 5 6 8 9 Prova a fare le operazioni! 2+1= ah, no, non c’è. 8-1= vuoto… 2×4=8, ok… sollievo… 6:2= … non pervenuto. Alcune connessioni sono interrotte, e incasinano un po’ tutto il traffico. Mi farà sempre piacere incontrarvi, in ogni vostra manifestazione – reale, virtuale, artistica, creativa -, e poter condividere momenti, parole, emozioni, e, speriamo, tante risate. Ma è come se riuscissi a connettermi ad una cosa alla volta ultimamente. Sono sicura che dev’essere successo anche a voi. Statemi dietro, se possibile.

Teniamoci su, regola n°1: guarda il lago

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