Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for dicembre 2011


Oggi mi trovo veramente imbarazzata nello scegliere di che scrivere: i titoloni sono tutti per l’Europa ed il pericoloso empasse in cui si trova tutta la regione. David Cameron, il Primo Ministro inglese, affossa la possibilità di un’unità fiscale a 27 e forse saranno 23 i paesi che rinunceranno alla sovranità in questa materia tanto cruciale, per contribuire ad un’unione più forte e concreta. E’ ancora tutto da stabilire e, francamente, io ormai penso che all’Italia rinunciare alla sovranità non possa fare che bene, visto che per conto nostro non siamo in grado di gestirla. Sembrerà una provocazione la mia, ma per me, che mi sento da tempo Europea, è proprio così – e non lo è da quando ho dovuto cominciare a vergognarmi del mio governo e dei miei rappresentanti politici, ma da prima: semplicemente mi riconosco in un’identità che va al di là dell’italico. Non è che non mi senta Italiana, ma riconosco l’Europa come la mia casa. Come mi sento lacustre ed Italiana (mai Padana, per caritàdiddio), mi sento anche appartenente ad una regione dalle radici culturali storiche e profonde, con un’identità sfaccettata, ma precisa. Il “vecchio continente” è il mio, l’ho capito parlando, convivendo, studiando, lavorando: prima con cittadini americani (statunitensi in particolare), perchè il nostro modo di ragionare, la nostra sensibilità, i nostri esempi, il nostro senso dell’umorismo, la nostra cultura generale, i nostri riferimenti storici e geografici, il rapporto con il corpo nostro e dell’altro; al rientro in Europa ho vissuto 10 anni in Belgio, tra colleghi internazionali, ma che provenivano dalla mia stessa parte dell’oceano – qui ho ricevuto conferma delle radici comuni di un popolo dai mille colori e facce, con declinazioni culturali ricche della propria diversità, ma che si riconosce uno, quando si prende la briga di ascoltarsi e guardarsi negli occhi, alzandoli dai limiti del proprio orticello. Insomma: vista la manifesta incapacità della classe politica italiana, se qualcuno ci desse una mano a tenerci in riga, non sarei certo io a piangere per furto di sovranità, si passa solo allo scalino successivo, non a qualcosa che sento estraneo. Certo, l’Europa politica ancora non esiste, anche se c’è (più o meno riconosciuta) quella sociale e civile, identitaria, insomma. Ecco, mi sono dilungata, sorry… Tutto questo per dire che io vorrei si passasse ad un’Europa più vicina ai singoli cittadini e credo che l’unico modo per raggiungere l’obiettivo sia l’elezione diretta dei rappresentanti europei. Vorrei conoscere meglio le facce, la voce, la filosofia di Barroso e Van Rompuy, di tutti i commissari e ministri e vorrei che i loro nomi fossero conosciuti dai più, proprio come capita per i nostri rappresentanti nazionali. L’Europa c’è, ma bisogna che si faccia sentire, vedere, conoscere, per poterla riconoscere.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Ecco: io sono la dimostrazione del fatto che l’urgente non lascia mai spazio al fondamentale… Sapete che nei giorni scorsi si è tenuto un importantissimo incontro a Durban, Sud Africa, per definire la co-operazione mondiale che dovrà seguire l’imminente scadenza del trattato di Kyoto? Leggete un diario riassuntivo QUI. Sapete come sta andando? Sapete che oggi è l’ultimo giorno? Conoscete le posizioni degli USA e di quell’Obama che, sulla green economy ha perso il treno? Sapete che ormai non si parla nemmeno più di fermare il surriscaldamento globale, ma di provare a limitarlo ai 2°C? Sapete che si continua a perdere tanto, troppo tempo prezioso? E sapete che è perchè ogni nazione non è in grado di guardare al di là dei limiti del proprio orticello? Oh, ma pensa, la frase ricorre! Fosse che fosse una questione fondamentale per lo sviluppo, che dico, per la sopravvivenza del mondo di domani? Ma mica domani tra due secoli: domani sabato 10 dicembre… tra crolli dell’€ ed emissioni oltre i limiti consentiti nelle grandi città, il territorio muore, in senso fisico e civico. Ma a Torino non si faranno le domeniche a piedi, non vorrai mica disturbare lo shopping natalizio…!!! Perchè questa questione non è sulle prime pagine? Perchè è sempre in fondo o dietro a qualcosa? Perchè i media non si prendono la briga di portarla in primo piano? Se ci fosse più consapevolezza civile, ci sarebbe anche più pressione a fare di più, meglio e più in fretta.

2mila bambini formano l'immagine di un leone ruggente sulla spiaggia di Durban per "svegliare" i governi

Ragazzi, che risveglio… buona giornata a tutti… sì, vabbè… xxx

Annunci

Read Full Post »


Io sono una partigiana entusiasta di Fiorello e mi è molto piaciuto il suo programma che, purtroppo, si è concluso ieri sera. Semplicemente lo trovo un bravo, preparato e simpatico professionista: in Italia sarebbe un modello da seguire di più, ma non solo nel mondo dello spettacolo. Svolgere il proprio lavoro con capacità ed intelligenza è il vessillo che dovremmo opporre alla cultura della scorciatoia. E’ chiaro che stiamo parlando di intrattenimento e non di alta filosofia, ma il divertimento può anche non essere vuoto: può arricchirsi di momenti più o meno profondi, a partire dalle esibizioni artistiche di valore, fino alla cultura popolare, che si riflette nello show-business, ed al contempo fa riflettere. Fiorello ha la capacità di affrontare con leggerezza e normalità questioni che altri pongono aggressivamente o pedantemente; non fa direttamente satira, ma il modo in cui si rapporta alle questioni scottanti, trattandole con la normalità del buon senso e del quotidiano, è forse ancora più efficace del graffio aggressivo di una provocazione – o comunque un suo necessario complemento, che ne incoraggia la metabolizzazione. Su Il Fatto Quotidiano Lorella Zanardo oggi ci parla del modo in cui Fiorello si rapporta alle donne ospiti del proprio show: da pari a pari, co-protagoniste talentuose dei suoi sketch e dei suoi duetti. Io invece voglio condividere con chi non l’abbia visto il profilattico-show di ieri sera: non sapremo mai se la circolare di cui si vocifera (che avrebbe proibito di pronunciare la parola profilattico e/o preservativo in Rai durante le giornate di sensibilizzazione alla prevenzione all’AIDS) sia vera o meno, ma, giusto per fugare ogni dubbio, Fiore si è lanciato in una divertente, ironica, ma anche intensa, campagna a favore dell’uso del preservativo, come vero e proprio salvavita: si sa? Forse, ma ricordarlo ed incoraggiarne l’uso in modo inequivocabile eppur non paternalistico, non succede spesso, anche se dovrebbe essere, appunto, normale. Verso la fine della sua “tirata” si è unito a lui anche Jovanotti, e questo non è un dettaglio, perchè questi due, insieme sullo schermo, sono un’assoluta delizia! Quasi troppo per il mio cuore di donna e di ammiratrice, in quanto fan, ma anche estimatrice della loro energia, incanalata e proficua, condivisa ed ispiratrice. Che spettacolo!

clicca sull'immagine per vedere il video

 

Read Full Post »


Latitante ormai da decenni, a tal punto che ormai ci eravamo abituati alla sua assenza come se fosse la normalità, ieri sera si è rifatta viva la politica. Sul servizio pubblico (Rai) non se n’è accorto nessuno, pare che, a meno di sedersi sui divanetti bianchi di Porta a Porta, un politico non esista. La7 e SkyTG24 hanno trasmesso in diretta la presentazione della manovra, da parte di questo Presidente del Consiglio, che è più nuovo di quel che sembra. Mario Monti si è seduto di fronte ad una platea di giornalisti ed ha presentato il frutto del proprio lavoro con la nuova squadra governativa. La Ministra Fornero addirittura ha versato qualche lacrima. Ora, io non sono nessuno per dire se la manovra sia più o meno giusta, non essendo un economista nè un’addetta ai lavori, ma diciamo che non sono rimasta scandalizzata da nessuna scelta palesemente irragionevole, populista o ad personam. E questo è già un gran passo avanti! Diciamo che, soprattutto, sono entusiasta di un governo che ci mette la faccia, che risponde alle domande dei giornalisti, che prova anche a spiegare le cose in parole semplici e garbate. Un governo che non è scevro di umanità e di senso dell’umorismo, ma che fa una cosa semplice: sceglie innanzitutto la serietà, perchè il lavoro che deve compiere (come quello di un qualsiasi governo, non solo di uno tecnico in un momento di grave crisi) è serio. L’umanità sta nel lavoro fatto per raggiungere questo risultato, nell’impegno, nella fatica e nella stanchezza, nella scelta del vocabolario da usare, che non è nè politichese, nè quello che si usa su volantini chiassosi ed invadenti. L’attesa continua: aspetto di vedere applicate le misure che l’urgenza di questa manovra non ha ancora permesso, voglio vedere tagli molto più consistenti ai privilegi, mi aspetto che l’economia verde rientri nel rilancio del paese, mi aspetto ancora molto e spero di poter assistere alla realizzazione di un’Italia instradata verso la modernità. Intanto, però, permettetemi di sentirmi confortata da persone che per noi lavorano ed a noi rendono conto. Forse anche in Rai prima o poi si renderanno conto di cosa voglia dire servizio pubblico, ma temo sarà un punto d’arrivo, piuttosto che una tappa sul percorso dell’esempio e della professionalità.

Read Full Post »

« Newer Posts

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: