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Archive for novembre 2011


Il fatto è che io non ho tenuta su lunga durata. E’ la costanza che mi manca. Il fiato. Dopo una settimana vissuta tra la tastiera e gli schermi del computer e della TV, dopo tutti i ragionamenti che ho fatto su governi che cadevano ed altri che nascevano, le osservazioni, le speranze, adesso ho la sensazione che mi serva tempo per disintossicarmi. La serata L:O:V:E: mi ha instradato, mi ha distratto dalle preoccupazioni sulla politica nazionale e mi ha regalato il piacere della performance, come non me lo godevo da tempo. Seguo i primi giorni di questo governo rendendomi conto che più mi sembra di sapere, più ignoro, capisco che posso capire solo limitatamente, continuo a fidarmi dei miei istinti, veglio ed attendo. E voi? Forse è ora di una scossa: me la date voi? Mi sento un po’ letargica, francamente. Tanto mi piace imparare, curiosare e incuriosire, osservare, riflettere, rimuginare, essere sorpresa e sorprendere, tanto la pigrizia riesce in un battibaleno ad inglobarmi in una bolla, che finisce che mi porto sempre addosso: scuola, spesa, figlie, amiche, progetti, riunioni… a volte fanno parte del reale che amo, a volte sembrano lì solo per impedirmi di addormentarmi, manco avessi tutt’un bosco attorno, che – col buio, il silenzio e le morbidezze del muschio – sembra tanto accogliente… così facile… lasciarsi andare… Mi riposo e mi rigenero? O mi azzero? Lanciatemi un’esca, magari abbocco…

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Oggi vi parlo in tutt’un altro tono… Oggi si parla d’amore, se non in tutte, in molte delle sue sfaccettature. Mercoledì 16 novembre, alle 22h30 all’Areadocks di Brescia, Silvio Gandellini, Giulio Ranzanici, Simone Lombardi ed io, presenteremo alcuni brani scritti da Giulio Ranzanici e musicati da Simone Lombardi. Sarà una lettura interpretata a più voci, una delle quali è la musica, che in questo caso non sarà solo colonna sonora d’accompagnamento, ma giocherà un ruolo al pari degli attori. Vi lascio con le parole di Giulio (e ringrazio Enrico Ranzanici per la locandina), non mi riesce bene star qui a dire che sarà una serata bellissima, che abbiamo trovato una composizione del gruppo equilibrata e riuscita, che vi presentreremo una performance intima e inattesa… l’ho detto, ma quello che vorrei semplicemente esprimere è il nostro piacere nel lavorare insieme, in armonia, giocando sull’equilibrio delle nostre personalità, permettendo che ognuno si esprimesse al meglio, lasciando che gli altri colmassero con le proprie doti, le eventuali lacune di ognuno. Secondo me sarà una serata diversa, piacevole, avvolgente e sorprendente.

Vi aspetto all’Areadocks, dove potrete cenare prima dello spettacolo, per passare insieme una serata intrisa di parole, musiche, suoni e gesti d’amore: anche e soprattutto quello stesso di condividere.

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Sì, non facciamoci rovinare la festa: è arrivato. Si scatenano sul primo giorno di post-Berlusconi anatemi e Cassandre. Si prevede il peggio del peggio. Tutti hanno motivi ragionati per prevedere che il baratro si approfondirà. Pare che chi ha sempre voluto Berlusconi fuori dalla stanza dei bottoni, oggi non possa festeggiare, perchè tanto andrà sempre peggio. Mah, che dire, per quel che vale per me, sono convinta che oggi ed il periodo prossimo a venire siano la più grande occasione che l’Italia abbia avuto, dai tempi di Manipulite (anche quello definito golpe, – come quello di ieri! – dall’intellighenzia berlusconiana). Abbiamo capito tutti che la situazione è molto, molto, molto difficile, che ora è tutto da fare: le rinunce ed i sacrifici egualieranno solo la quantità di lavoro, di impegno personale e solidale che ci dovremo mettere. MA: è dalla discesa in campo di Berlusconi e da quando ho visto il suo successo (di popolo, non di obiettivi), che percepisco l’Italia come un paese in inarrestabile declino. La volgarità, segno visibile della decadenza, ha imperato, nel paese conosciuto per la propria eleganza. Ancora ieri la Santanchè ribadiva che lei vuole il berlusconismo, quindi è chiaro che c’è ancora molta strada da fare, culturalmente abbiamo anni luce da recuperare… Però, io è dal primo giorno dell’era Berlusconi che penso – e dico – che un uomo del genere non poteva che essere deleterio per il nostro paese. Ed insieme a me lo dicevano e pensavano tutte le persone, che nei miei vagabondaggi esteri, incrociavo, che fosse per piacere o per lavoro. L’era Berlusconi ci è costata già tanto, ci è costata anche molta frustrazione, perchè sembrava così evidente che Il Miracolo Italiano fosse un abbaglio: come poteva essere che non si riuscisse a scalzarlo? Che tanta gente credesse in una plateale truffa?  Ci costa oggi e ci costerà domani, perchè il paese che Mr. B consegna a chi lo segue, è un paese devastato – da lui. Ma se dobbiamo pagare, bisogna che ne valga la pena. E’ molto diverso sentirsi in caduta libera, in un paese nel quale qualsiasi sforzo viene risucchiato in un sistema malato, piuttosto che sentire che si sta facendo qualche passo indietro, per poter prendere la rincorsa e rilanciare un paese intero, che sta svoltando pagina. Per me, perlomeno, lo è. La sensazione di irrefrenabile decandenza del mio paese mi ha accompagnato per molti anni. Oggi mi sento pronta ad ingegnarmi, a sforzarmi, mi sento speranzosa, mi sento incoraggiata. Sento che le mie rinunce ed i miei sforzi siano motivati da un obiettivo, personale e comune. Oggi un uomo che ha la stima del mondo, ne sostituisce uno, che ha  – da sempre – la più profonda disistima della comunità internazionale. Un uomo capace e preparato, prende le briglie di un paese alla deriva. Un uomo che ci parla di situazione difficile, di lavoro enorme, non uno che ci dipinge il paese dei campanelli nel quale vive lui, fatto di ricchezza, perchè tutti hanno il cellulare, i ristoranti sono pieni e l’albero della cuccagna cresce in tutti i gardini. Uno uomo del quale, già dieci anni fa, a Bruxelles, a Londra, a Parigi, mi veniva da più parti detto: “Ma avendo persone così, com’è possibile, che a capo del governo abbiate una caricatura grottesca come Berlusconi?”. Un uomo che ha fatto causa alla Microsoft, quindi non è per forza dalla parte delle corporazioni per principio. Un uomo che parla di interpretazione deviata del capitalismo. Un uomo che conosce il sistema, per i suoi pregi, ma anche le sue pecche. Un uomo che sa (non cerca di indovinare) cosa serve per far avanzare un paese – e lo fa, non gioca a promettere. Uno che non darà colpa agli altri per ciò che non è riuscito a realizzare lui.

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Oggi, per chi lavora da sempre e non è vissuto di sola attesa, è arrivato Godot. Anzi, meglio, oggi, è arrivato Mario, il Godot più reale e concreto che avremmo mai potuto immaginarci. D’ora in poi possiamo sperare che remare con forza non sia l’atto disperato di un barcaiolo preso dal vortice. Da oggi #rimontiamo*, ed ogni remata potrà avere un significato profondo: un passo avanti autentico sul cammino della consapevolezza, ma anche del cambiamento della realtà che ci circonda.

*anagramma di Mario Monti, trend di successo su Twitter.

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Ognuno ha una teoria su cosa ci sia dietro questa crisi (italiana e globale) e quale sarebbe la strategia migliore per sconfiggerla. Ci sono i complottisti, alla Paolo Barnard (leggere QUI), che pensano che l’Italia stia affondando, perchè L’Europa ha deciso di schiavizzare il sud di se stessa, invece di continuare a produrre in paesi poveri, ma lontani. Quindi ci mandano a gambe all’aria, per prestarci dei soldi, che dovremo rendere con interessi da usura. Altri pensano che non ci sia via d’uscita, che l’Euro abbia fallito e che la crisi italiana sia l’equivalente del grido “Il re è nudo”. C’è anche chi dice che Monti faccia parte della stessa organizzazione pseudo-massonica (da quanto ho capito) di Prodi – anche loro uniti per affossare l’Italia, ma mi sono persa il link. Chi ha questa teoria ha annunciato l’arrivo di Monti già da qualche giorno, ma sinceramente è una profezia che avrei potuto fare anch’io – io lo speravo, perchè mi sembrava la cosa più di buon senso, tutto qui. Ma perchè, mi chiedono alcuni amici di formazione certo più a destra di me, anche se non berlusconiani (o non più :-P), Mario Monti è diventato un’icona della sinistra? Un po’ come Montanelli? Intanto bisogna distinguere la sinistra dentro i palazzi ed il popolo della sinistra. E’ semplice: Monti e Montanelli sono due figure di garanzia, due uomini rispettabili, con una solida storia alle spalle. Sicuramente, in parte, anche perchè non hanno mai dimostrato simpatia per la destra berlusconiana. E non è un dettaglio: non è una destra, è un’accozzaglia di ominicchi interessati. Personalmente, però, conosco Monti anche perchè ho vissuto e lavorato dieci anni a Bruxelles e lui è stato un Commissario Europeo molto apprezzato da tutti. Quindi: con Monti a parer mio Napolitano ha fatto la scelta migliore. Ed è stato geniale nel nominarlo Senatore a vita subito: il messaggio è arrivato chiaro ai mercati, senza ulteriori attese delle promesse dimissioni di un uomo con la credibilità di una gazza ladra. Monti è oggi l’unica figura che potrebbe essere capace di richiamare all’ordine un parlamento allo sbando, di far digerire, grazie alla propria autorevolezza, decisioni difficili ed impopolari. Ora spero veramente che i nostri parlamentari si siano presi una bella doccia fredda, che abbiano capito che non si può giocare a fare il deputato, che è ora di lavorare sul serio e soprattutto lasciar lavorare chi lo sa fare davvero, senza personalismi. Spero che ci sia tempo per fare le riforme più urgenti e che esse includano un sostanziale taglio ai numeri ed ai costi della casta ed un cambiamento della legge elettorale: solo così la politica può ritrovare la serietà ed il coraggio che ha perduto da tempo. Sembrava convenisse ai palazzi che l’Italiano si fosse disaffezionato, che li lasciasse fare, ma abbiamo visto che non è così. I politici non possono usare il Parlamento a mo’ di ufficio di collocamento, ed in effetti tenere in ostaggio un paese come il nostro, alla lunga non conviene a nessuno. Spero anche che gli Italiani continuino nel cammino intrapreso ormai dall’anno scorso, verso una maggior consapevolezza della cosa pubblica, ma anche della propria capacità privata, che può e deve essere utile alla comunità. Spero che sia finita un’epoca e con essa un modo di fare politca, facendo altro. Alfano è il delfino di Berlusconi e purtroppo su molte cose la pensa sicuramente come lui: spero perlomeno che si liberi di certe vecchie carampane e che la destra si arricchisca di giovani, che ci sia un vero ricambio e che torni ad essere una destra politica. Al contempo se la destra candida Alfano, anche la sinistra deve presentare qualcuno di più giovane e nuovo rispetto a Bersani, e questo favorirebbe la corrente “della Leopolda”, con i giovani e meno giovani che ho spesso affermato di apprezzare (Renzi, Civati, Chiamparino, etc.). Quindi mi auguro un governo pro-tempore che abbia i tempi necessari alle primarie e mi auguro di non dover mai più (mai più, mai più, mai più!!) vedere che le fila del mio paese sono tirate dai Dell’Utri e dalle Santanchè. Infine mi dico: forse è un bene che siamo caduti COSI’ in basso, forse era l’unico modo di capire che con i destini di un paese non si scherza, forse è stato necessario per smascherare la pochezza degli ultimi 20 anni. Forse tra 15 saremo un paese di nuovo giovane, vivace, che ha saputo ritrovare il contatto con la realtà e con il proprio presente, che ha ritrovato il gusto di guardare al futuro, pensando di aver contribuito a forgiarlo. L’Italia è vecchia e morente da troppo tempo. Bisognava celebrare il funerale, come mi diceva il mio maestro di teatro già 20 anni fa. Un piccolo cambio di rotta non era possibile e non sarebbe bastato. Ora che abbiamo il c*** veramente per terra, siamo costretti a prendere le cose sul serio – oddio, ci sarà sempre il furbetto che…, ma credo che ora saremo decisamente più sul chi va là e molto meno tolleranti verso la peggiocrazia, la cultura della scorciatoia. Forse, mi dico, tra 15 anni le mie figlie vivranno in un paese che cresce, che ispira, che offre possibilità. Forse tra 15 anni saremo come la Turchia oggi. Ma vi rendete conto di dove sono state buttate le nostre speranze?? Sembra una battuta, ma in relatà lo scorso anno la Turchia è cresciuta più della Cina (!) – noi che abbiamo un paese comunque più evoluto e sviluppato, abbiamo molto lavoro davanti, ma possiamo veramente sperare in un risultato che includa una crescita, una creatività, un’imprenditorialità, sane e stimolanti. Per il come, sentiamoci più avanti! 😉

PS: l’alba siamo noi XXX

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Sì, vabbè, il carro davanti ai buoi, il gatto nel sacco e tutte quelle cose lì. Ma io direi che mi accontento delle dimissioni garantite da Napolitano (non A Napolitano). E mi rassicura anche la dichiarazione a Mario Calabresi, La Stampa – il Grande Comunicatore ha scelto, simbolicamente -, nella quale dice che non si ripresenterà nemmeno alle prossime elezioni, ma candiderà Alfano. Certo, adesso c’è tutto il resto da fare, la transizione da assicurare: io ribadisco che spero in un governo pro-tempore, per cambiare perlomeno la legge elettorale, e mi incoraggia la sottolineatura di Napolitano: «Presidente», gli ha detto come a volergli ricordare insieme alle procedure istituzionali anche il suo proprio ruolo, «lei si dimette, ma per andare a consultazioni: queste sono le mie prerogative, le prerogative del Capo dello Stato», quando lui ha cercato di pilotare anche il dopo-se-stesso dicendo :«Mi dimetto per andare ad elezioni». Ma cosa mi ha colpito della giornata di ieri? Che il mondo ci ha de-berlusconizzato: noi non siamo stati capaci di farlo, ci ha dovuto pensare l’Europa, il G20, i mercati!! Il video trasmesso ieri a Ballarò di Silvio ignorato da tutti a Cannes, che si aggirava solo e forzatamente sorridente durante un intervallo delle consultazioni ufficiali, che si avvicinava a questo o quel capo di stato, solo per farsi voltare le spalle, lo ha dipinto chiaramente in tutta la sua solitudine. Solo lo spread a 500 di ieri ha potuto affossare questo governo, solo la bancarotta imminente ha convinto i fedelissimi a tradire. Quando il mondo si è reso conto che, per la legge della farfalla che sbatte le ali in Africa e provoca un uragano negli USA, l’Italia agiva oggi da ago della bilancia sui mercati mondiali, Berlusconi è finalmente apparso in tutta la sua pericolosità: non è perchè è piccolo e buffo che è inoffensivo, anzi. Forse per questo l’avevano sottovalutato. Forse per questo l’avevano lasciato fare: ma un uomo incapace, non può controllare i destini di un paese geo-politicamente importante come l’Italia, perchè finisce che sono cavoli amari per tutti. Ora le speranze sono infinitamente più delle certezze, ma resta il timore che sia troppo tardi, che questa classe politica non si sia ancora effettivamente resa conto della gravità del momento… in un Parlamento di yesmen, veline, velone e vecchi babbioni non c’è da dare nulla per scontato. E allora chiediamo a gran voce una nuova legge elettorale prima delle elezioni, perchè anche nella prossima legislatura non ci siano le stesse brutte facce di plastica decise dalle segreterie dei partiti, dai loro delfini e dalle loro trote, oppure siamo da capo. Il tempo per il sollievo dura poco, è ora di darsi da fare, di vigilare, di affermare che, se siamo stati ipnotizzati per gli ultimi 20 anni, ora l’incantesimo si è spezzato. E siamo pronti ad occuparci di noi. Ma ci voleva tanto…?

Intanto, 308 abbracci a tutti, fratelli d’Italia.

PS: se qualcuno trova online il video di Berlusconi a Cannes e l’intervento di Ferruccio De Bortoli (finalmente orgogliosamente incaz***), trasmessi a Ballarò ieri sera, li condivide con noi, per favore?

PPS: Spread a 574, rendimento dei BTP decennali oltre il 7%, altro che sollievo, l’Italia affoga, dentro il parlamento, nelle strade di paesi e città inondate, e nelle piazze affaristiche…

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Immagini sparse dall’8 novembre 2011

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Ci siamo. Indicazioni di particolare peso ci vengono dalla Carlucci e Ferrara, pensate come stiamo messi. La settimana ci propone il seguente menù: I cinque scenari per la crisi (dal Corriere.it). Io spero nello scenario al quale ho già accennato, sia per rispondere subito con provvedimenti immediati alle richieste dell’Europa, sia per cambiare la legge elettorale, che per dar tempo al PD (e magari anche al PdL) di fare le primarie. In campagna elettorale voglio vedere Renzi, Civati, Serracchiani, Emiliano, Chiamparino e TANTE FACCE NUOVE! Voi, a parte gettare una bomba al Napalm sul paese tutto, cosa vorreste e cosa credete succederà? Ma non mi tirate fuori desideri irrealizzabili: con le persone che ci sono, il paese ed il sistema che abbiamo, qual’è la più probabile ed auspicabile via d’uscita?

PS: sono talmente preoccupata per il “dopo”, che rischio di non riuscire nemmeno a festeggiare… Ma anche no: il berlusconismo ci ha insegnato che non c’è limite al peggio, sembrava immortale nonostante se stesso, quindi io non potrò che essere contenta di una fine, che merita di essere ingloriosa. Certo, era da mò che doveva arrivare, adesso risollevare il paese sarà opera faraonica, ma in fondo non c’è rinascita, se prima non si celebra il funerale. Noi stiamo già scavando da un po’, vuoi che un paio di metri non siamo andati a fondo? E la terra sopra la cassa da morto ce la mettono gli alluvionati. Ripartiamo da oggi, con speranza, pazienza e tanto senso pratico.

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