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Archive for settembre 2011


E questa Terry de Nicolò? Una che fa in TV un ragionamento che in giro, ammettiamolo, si sente. E non è un dettaglio che lo faccia in TV, non è un valore la sua supposta sincerità (e qui supposta mi richiama tutti i suoi significati). Non è una che ha il coraggio di dire ciò che noi pensiamo. E’ una che non pensa ci sia nulla di cui vergognarsi ad affermare certe cose (sul servizio pubblico), alla quale hanno fatto credere che il mondo giri così, che la morale sia moralismo, ipocrisia, invidia e che il suo sia invece coraggio, schiettezza, onestà. Ma basta non cascarci, avere proprio un minimo di sale in zucca, di “corpo, anima e cervello” per vivere in un altro modo. Che credibilità può avere una che considera il sesso con ultrasettantenni indice di qualità della vita? Io continuo a sperare che sia solo una fase di transizione, l’agonia di un corpo malato, quel funerale che si deve celebrare prima di passare a nuova vita. Però è una decisione alquanto urgente da prendere, perchè la risalita sarà già durissima così com’è, non rendiamocela impossibile, non lasciamo allargare ulteriormente questa chiazza d’olio, non lasciamola penetrare, infettare il pensiero comune. Non crediamoci, e viviamo di conseguenza. Non ci vuole una laurea in fisica nucleare per capire che il pensiero di questa prostituta allegra è proprio quello che ha messo il paese in ginocchio, ben oltre il dato etico ed in modo assolutamente reale, economico, percepibile. Ma è possibile continuare a subire una situazione tanto palesemente marcia? Ci vuole davvero tanto? Sono sempre più perplessa. Quando la verità ultima è che “La patonza deve girare”, il mondo partorisce certe aberrazioni.

In quell’universo, la signora è una filosofa. Scrivo e non so quale sia la fine, quale l’inizio…

NB: L’intervista è andata in onda durante L’ultima Parola, in prima serata su Rai2, programma di Gianluigi Paragone, giornalista del quale si maligna (call me Lady Dimplomacy :-)) che stia dove stia grazie alla sua vicinanza alla Lega, che a propria volta sta al governo grazie all’alleanza con Il PdL di Burlesconi. Lega che, guarda caso, sta disperatamente cercando il modo di staccare la spina al governo, facendoci al contempo una bella figura da più lati possibile – impresa, mi auguro, disperata. Quindi anche noi sinistrorsi scandalizzati (ma forse sarebbe più giusto dire rattristati, pietrificati…) facciamo il gioco di questa politica deviata, bisogna esserne coscienti. Mi vengono da dire un po’ di parolacce, sono alla frutta, passo e chiudo.

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Ogni giorno mi prefiggo di fare pausa e non pubblicare nulla, ma ogni giorno salta fuori qualcosa che ho voglia di condividere! Chiedo venia. Il Jova è assolutamente irresistibile, sunto stringatissimo del post entusiasta che ho scritto dopo il suo concerto a Brescia di inizio estate. Oggi è uscito il video de “La notte dei desideri” – una delle canzoni che più mi aveva coinvolto quella sera -, che racconta la mattina “dopo”, l’energia delle emozioni che fa girare il nostro piccolo mondo. Il video è stato ideato da Lorenzo stesso in collaborazione con Leandro Manuel Emede e realizzato in grande semplicità, a dimostrare che il motore del mondo siamo noi, le nostre idee, la nostra forza comunicativa e voglia di metterci in gioco. Girato nello spazio di due giorni, c’è voluto poco più di un appartamento qualunque ed una vestaglia. Ooops, ed il Jova, ovviamente ;-), mica bruscolini… E balliamo genteeeeeeeee!!!!!!!

A chi ama la persona ed il personaggio consiglio un giro sul suo sito SoleLuna, che trovo veramente bello e ricco di proposte e chicche, tra le quali una canzone di Giorgia (“Su”, suppongo), alla quale partecipa anche il “nostro”. Mi dicono che Twitter sia diventato il mezzo di comunicazione quotidiano di preferenza per Lorenzo, mo’ mi tocca pure rispolverare quell’account fallito – potete capire che per me 140 caratteri sono decisamente pochi… – ma pare ci sia pure Fiorello… ‘nsomma, mi adeguerò, ma non ditelo a mio marito, sennò mi requisisce il computer! 😉

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BUUUUUUUUU! Non mi piace, altro che genialata. Ricapitoliamo: Madonna partecipa al Festival del Cinema di Venezia e, tra le altre cose, fa dichiarazioni tutt’altro che lusinghiere su Berlusconi (leggete qui), che scatenano un putiferio nel PdL. Ma l’incidente diplomatico di cui parlo è tutt’altro: un fan le porge una grande ortensia, come ovvio gesto d’affetto. Madonna è piuttosto cortese col fan e prende il fiore, ma dice al vicino che odia le ortensie, purtroppo il microfono è aperto e sentono tutti.

Pare che gli amanti dei fiori se la siano presa a morte, esagerando. Per confermare la propria libertà – perchè è effettivamente una donna che ha bisogno di tali conferme, che vitaccia, poverella – Madonna commette quella che per me è la vera gaffe e pubblica su YouTube un video di scuse ALLE ORTENSIE. Ovviamente il video è una parodia:

In atmosfera da film muto, Madonna si scusa con un mazzo di ortensie, che coccola teneramente, poi il video bruscamente cambia atmosfera e lei urla sgarbata, calpesta le ortensie ed afferma che, vaffan*, a lei piacciono le rose, e allora? Madonna sembra dire: “Ma come, non posso avere i miei gusti? Vi sembra un tale e tanto affronto il fatto che a me piacciano le rose? Ma occupatevi di cose più importanti, insomma!” E ci potrebbe anche stare tutto… Ma il modo in cui Madonna sceglie di esternare questo pensiero mi è risultato veramente indigesto. E rivelatore: rivelatore dei capricci di una diva, che oramai crede che le sia permesso tutto, che usa l’incidente per farsi pubblicità a discapito dei sentimenti dei fan (anche solo uno, che ora si sentirà davvero offeso), invece che sorvolare sull’accaduto o addirittura rimediare con un gesto sinceramente gentile. Come dice la mia amica Gloria, ha dimostrato poca classe. Io trovo veramente cafone il gesto di distruggere dei fiori – recisi, certo, ma l’immagine ha per me un simbolismo netto. E’ un gesto che parla della sua natura, che, oltretutto, non riesco a perdonare in quanto “artistica”, genio e sregolatezza… Penso che la personalità di un artista non intacchi il valore della sua opera, ma nel caso di Madonna, si può davvero parlare di arte? E’ una grande donna di spettacolo, è intelligente, scaltra, capace, una grande manager di se stessa, un vero personaggio sopra le righe, ma da qui a parlare di arte, ce ne passa. Gran belle canzonette pop le sue, mica una svolta nel mondo della musica – ma poi, lei compone? Quindi non sono particolarmente incline a perdonare il gestaccio, a lasciarlo scivolare. Per me invecchia, è un po’ stanchina ed ha voluto fare una boutade, sapendo che, tanto, lei è Re Mida. Ma stavolta qualcosa traspare, qualcosa che non è nè geniale, nè provocatore, nè trasgressivo: semplicemente brutto e maleducato.

La vera genialata? Me la vedo, che occasione persa, immaginate insieme a me: conferenza stampa, Madonna, serissima, dice: “Sono qui oggi per provare a rimediare ad una brutta gaffe che ho commesso durante la mia partecipazione al Festival del Cinema di Venezia, con dichiarazioni che hanno suscitato sdegno e scalpore. Voglio porgere le mie più sentite scuse agli Italiani che si sono sentiti offesi dalle mie parole e chiaramente anche… alle ortensie! Etc…” Il gesto dismostrrebbe al contempo simpatia, indipendenza, capacità di cogliere le occasioni giuste per incidere sull’opinione pubblica – e per Burlesconi & Co. questa serebbe una bella beffa… 🙂

PS delle ore 11.44: la mia amica Cladia è una che sa mettere le cose nella prospettiva giusta! Su facebook mi commenta: è in menopausa, perdoniamola!! Hahahaha!! In effetti… 😉

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Adesso non pensate chissà che: non tornerò alla quotidiana canzoncina del buongiorno! Per una come me, che ama la musica che riesce a cantare e ballare, ma non è certo un’espertona, era diventato più impegnativo trovare una canzone adatta ogni mattina, che scrivere quei post che a voi potevano apparire infiniti, ma che a me sgorgavano, inarrestabili, dalle dita. Limiterò anche quelli, by the way :-). Dicevo, niente appuntamento quotidiano, ma segnalazioni di canzoni che mi piacciono, che ho sentito in giro, a partire da questa, che, col titolo “Solo”, già non si candiderebbe al ruolo di canzoncina del buongiorno!

Cliccate sulla foto per essere portati su YouTube, ma poi tornate! 🙂

Ve la propongo perchè è la nuova canzone di Marco Mengoni, uscita da una decina di giorni e, a mio parere, è una conferma di un talento che va oltre il talent – e comunque conferma anche del fatto che questi possono essere una importante vetrina per i giovani che vogliono fare musica: lo spazio è poco, ma almeno c’è! Io ho un’aperta passione per il musicista (non è una parolona, è cantante e co-autore di quasi tutti i brani dell’album) e per il personaggio, quindi ve lo sciorino in ogni salsa: non credo vi dispiacerà, noto molto consenso intorno al vincitore di X-factor 3, che riesce a superare lo snobismo di chi i format televisivi li aborre tutti, senza distinzione. Marco è bravissimo, come al solito, e dimostra gusto per una musicalità sorprendente rispetto al pop nazional popolare: la sua vena rock, quella che preferisco (cfr. Credimi ancora o le interpretazioni di Helter Skelter, Psycho Killer, etc.), si inserisce qui in atmosfere tra lo spagnoleggiante ed il western. Nel video lo trovo un po’ “accademicamente mogio”, mi mancano i bei denti candidi che rivela quando sorride, ma so che a Marco piace sperimentare tra le arti comunicative e le sue interpretazioni da attore appassionato sono segno della sua vitalità ed intraprendenza. Per fortuna è giovanissimo (ha solo 23 anni) ed ha tutto il tempo per crescere e continuare a regalarci il meglio di sè. L’album è previsto in uscita per il 27 settembre. Ma ho già esagerato, due post in due giorni e troppe parole, ascoltiamolo e basta!

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Ecco, è andata. Primo giorno di scuola² (leggi: al quadrato): una pupa alla scuola materna e l’altra in prima elementare! La piccola in realtà ha cercato di confondersi tra i ragazzini per seguire la sorella, e c’è rimasta piuttosto male quando l’abbiamo intercettata… che tenerezza! Ma ovviamente i veri teneroni della situazione eravamo noi genitori: tutti a ricacciare lacrime d’emozione, tutti con macchine fotografiche che non potranno mai catturare l’essenza di questa giornata storica, ma ci serviranno un giorno da stampella, per dimostrarci che davvero un tempo erano così, piccole ed esitanti, ma curiose e coraggiose davanti ad una nuova, grande avventura! Per loro è andato tutto liscio, nonostante Mimì ci avesse fatto temere il peggio con un paio di pianti estivi: “Ho paura di non capire niente” (Sic! Peccato che non si riesca a scrivere la R alla francese, come la pronuncia lei…) ed invidie verso la sorella che, piccola, non è obbligata a questo passo nella scuola dei grandi. “Tu andrai alla mia scuola, con la maestra più buona del mondo”, le diceva incoraggiante… poi dopo poco giù botte per le ragioni più futili! 🙂 Eh, dinamiche ed equilibri che si fanno e si disfano, ma loro sembrano sempre uscirne vincenti, avendo imparato qualcosa, nonostante – o forse anche grazie a – le ginocchia sbucciate, vere o metaforiche che siano. E noi? Noi restiamo a guardare ammirati, sperando di non fare troppi errori, che possano macchiare la loro natura spontaneamente sana. E da domani mattina questa mamma diversamente occupata si troverà un po’ più sola e dovrà trovare il modo di occuparsi in modo più tradizionale, meno diversamente e più concretamente. So che è un bene, so anche che è comunque inevitabile, come so che mi piacerà… ma per qualche breve tempo mi permetto di crogiolarmi un po’ nell’autocommiserazione, nel notare il vuoto, fisico, tra le braccia, quando la mia Lù, dopo un po’ di gioco, a metà mattina, non verrà più a cercarmi proprio qui, davanti a questo schermo, su questa poltrona, dicendomi : “Mamma ti voglio, ti voglio TUTTA…!”. Se penso di riuscire a trovare un impegno, remunerato, che possa anche solo avvicinarsi a cotanta soddisfazione, sto fresca… Eppure non è che me la sia guadagnata questa relazione, è naturale, praticamente fisiologica – e mi riempie di emozione per la stessa ragione squisitamente biologica, eppure… eppure quando, nei giorni in cui è in vena, mi aggiunge (leggere con zeppola): “Adesso ti metto la lingua in bocca!” mi sembra la battuta del comico più geniale e me ne strafrego di pensarlo perchè sono sua mamma: sì, lei è mia ed io sono sua, TUTTA sua. E TUTTA di sua sorella. Sarà proprio questo riprendermi un po’ me stessa che sarà sano e doloroso al contempo. Oggi ho iniziato, con queste parole, dopo tanto silenzio. Anzi, forse proprio nel silenzio avevo già istintivamente iniziato. Ora sono pronta a trovare il giusto equilibrio tra me, il dono di me stessa e la comunicazione di me stessa. Siamo ripartiti: per me l’inizio della scuola ha sempre rappresentato il vero inizio dell’anno nuovo, quindi buon anno a tutti e, spero, buon viaggio insieme.

PS: nell’era dei tagli e della scuola “riformata” dobbiamo solo comprare una risma di fogli per ogni bambino, ma la carta igienica c’è ed i banchi pure, direi che ci è andata di lusso, alla faccia dei soliti media lamentosi e pessimisti. 😉

PPS: dicevo, la solitudine: la mia piccola pulcina, che è troppo avanti, dopo due ore di inserimento ieri, oggi è già è riuscita a… stendersi sul letto a guardare Pippi, con la febbre, dopo aver vomitato il latte della colazione!! Lei in ogni caso è contentona, e mi ha annunciato che è diventata grande: è riuscita nientedimenochè a cambiare il canale del cartone animato, tappa storica anche questa…

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