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Archive for luglio 2011


For the life of me, I can’t remember whether I already posted this song or I didn’t – and I can’t manage to be sure of either possibility even after what I consider a pretty thorough search through my own archive. Be it as it may, this is my song for today and it could be no other.

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Venerdì in bilico


Ancora un buongiorno da quest’estate sospesa tra lavoro, inattività, ricerca d’attività, ricerca di riposo, giornate utili, giornate vuote, vacanza come spazio vacuo e prezioso, vacanza come tempo per sè… Il nido delle cento preoccupazioni – il nido di quelli senza preoccupazioni…

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Oggi volevo dire essenzialmente due cose e riferirne una terza.

Prima: la mia figlia più piccola (3 anni) trova tutto. Se ti sente parlare e capisce che stai cercando qualcosa, lei va a prenderlo e te lo porta. Tu non saprai mai dov’era e perchè tu non l’hai visto, mentre lei sì. Lei ti indicherà generalmente dove si trovava, ma tu non lo saprai mai veramente. Mimì, dove sono i tuoi sandali? E voilà, arriva raggiante la piccola Lù, con i sandali in mano. Ieri sera parlavamo dell’introvabile schiaccino (in altri universi anche conosciuto come “il telecomando del cancello”) – non abbiamo visto che lei si era allontanata, l’abbiamo solo vista arrivare col benedetto marchingegno in mano, come un dato di fatto. Stamattina la sorella l’ha spedita in macchina a cercare il tappo del suo profumo (a forma di corona rosa, mica vorrai perderlo), che avevamo entrambe inutilmente cercato per terra tra i sedili per dieci minuti ieri. Ovviamente l’ha trovato. Una volta ha trovato anche parcheggio, a Salò, d’estate, un sabato sera!! “Eccolo, l’ho tlovato io il paccheggio!” – e ci ha indicato un buco perfetto nel quale infilarci, che nessuno di noi aveva ancora visto… Insomma, io oramai quando cerco qualcosa la chiamo e chiedo a lei, 99 su 100 lei trova – magari all’inizio non capisce di che parlo, ma poi, lei, trova. Mi vedo da fuori, di fronte ad una patatina bionda appena 3enne alla quale descrivo quel che cerco, e devo avere l’aria veramente alla frutta (ma cosa fa, chiede a lei?!?), eppure lei trova. Pensavo: ma corsi per andare a tartufi ne fanno solo per i cani? E se porto la bambina…?

Altra cosa: benedetta Federica Pellegrini! Benedetta una bella ragazza normale che vince ed è felice. Benedetta una che tra un allenamento e l’altro ingrassa, che si fa sedurre dai proventi delle campagne pubblicitarie, che prende, va e vince. A me che, da brava pigra, ho sempre demonizzato il mondo della competizione (quanta pressione, non è vita, saranno mica persone felici) fa proprio piacere vedere che tutto dipende da chi sei, probabilmente da chi sono i tuoi genitori e dalle scelte che tu ed il tuo entourage fate. Vita ai massimi livelli, sotto ogni aspetto, incluse le “debolezze”. Bella, brava, bis!

Ultimo, sto meditando se cambiare il mio status religioso su fb: ho scoperto i pastafariani – leggete con me i comandamenti, anzi le affettuose indicazioni “Io preferirei davvero che tu evitassi”, il che dice già tutto, sul blog della mia amica Anna (poi continuate a leggere, dice tante altre cose interessanti la bionda). Non sto già sostituendo il mio nuovo mantra, anzi, dico grazie, ti amo a Bobby Henderson, fondatore di detto credo.

Insomma, un bel minestrone oggi, un’accozzaglia. Finisco con una bella marmellata, anzi, confettura :-):

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La mia giornata di ieri è stata l’esemplificazione dell’inutilità. Di fatto, il nulla. Avrei pure potuto andare ad un concerto spaziale, vero artista in vero luogo d’arte. Ho preferito il divano. Fattasi sera mi sono sentita un po’ in colpa. Poi ho pensato al nuovo mantra che mia ha regalato Giulio: Mi dispiace – Scusa – Grazie – Ti amo. Mi sono finalmente guardata con grande piacere Centochiodi (di Ermanno Olmi, con Raz Degan), anche un po’ stupita dal fatto che mi piacesse proprio, davvero. Stamattina cercavo la colonna sonora, ma non c’è verso di postarla. Quindi regalo a voi un po’ dell’esperienza che ho vissuto ed un po’ di quella che ho mancato, preziose almeno quanto il caffé con un amico e quanto il mantra che, pure, attraverso questo messaggio, vi regalo.

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Mardi pour Elisa


C’è stata da noi una ragazza di 19 anni per qualche giorno: è facile e divertente avere un’ospite tanto giovane – ed è anche un modo per vedersi come da un punto di vista esterno ed al tempo stesso familiare, confrontarti con te stessa 20 anni dopo 🙂 Mi ha suggerito questa canzone (ed altre), ed oggi torna a casa, allo studio, con un po’ di riposo in tasca e di sole sulle guance. La saluto con affetto, a presto X

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Una domenica che stordisce, tra un’Arancia Meccanica fattasi realtà, ancora più raccapricciante della fantasia (è sempre così) – ed un’altra grande interprete che proprio a 27 anni lascia la vita per entrare nel mito (cfr. Jim, Janice, Jimi, Kurt!). L’aria intorno a me è grigia e pure il vento pare soffiare con poca speranza, figuariamoci l’entusiasmo… Raccogliamoci tra amici, abbracciamo le nostre famiglie, riflettiamo su quale è il contributo, la memoria che vogliamo lasciare di noi – quale la goccia nel mare che sarà la nostra. E vediamo di scrollarci presto di dosso quest’aria mogia e darci da fare, che non c’è tempo da perdere.

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Una domenica semplicemente così


Le mattinate e le giornate si susseguono, in quest’estate che corre e ci lascia sempre un paio di passi indietro – una chiamata da fare, un impegno da mantenere, un amico da vedere, un altro da consolare, una spesa da fare, una cena da impostare, un momento da vivere tutto, senza perderne nemmeno una briciola… Fermiamoci, sorridiamo e godiamocela…

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