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Archive for marzo 2011


Nella mia solita, infinita ignoranza musicale, non conoscevo questa canzone e soprattutto questo bellissimo video! Ma come mi piacciono le video animazioni!! Uno si dice: ma se questa é musicalmente ignorante, perché insiste a postare una canzone ogni mattina?? Beh, intanto perché mi piace la musica che mi fa cantare e ballare – e mette di buon umore; poi perché spero, sottoponendomi a quotidiane sessioni di YouTube, di imparare qualcosina! Accetto suggerimenti!! 🙂

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There’s a peculiar thing about facebook – well, more than one, but this specific one hit me the other day. We now regularly hook up with people we met or knew a long time ago, childhood friends that in time we grew apart from (some we outgrew, but being fb friends is still ok, not too invasive), people we dearly love but that live faraway, people with whom we crossed path, but who wouldn’t be in our daily sphere, but in thought, if it weren’t for the WWW and the social network vision of the world. Their lives are literally spread out in front of our eyes – and I don’t mean it negatively, but we have a sort of scrap album of everybody’s activities, more or less detailed, but always with at least a few pics, a suggestion to the composistion of their families, random messages to reveal and share moments of thier lives. While we are looking at the monitor we know that they are at the office, taking care of their families, or living some grand adventure. And that makes me think sometimes: oh, look at Christian, waking up everyday two steps from an oceanic beach; look at Claudia, living 10 months a year in a bikini; look at Sabrina, stepping onto the wooden planks of a capital’s stage; look at Martina, teaching at the university, in a language that isn’t even her native one, so capable, so professional; look at Simona, for whom celebrities are familiar faces and show business’ secrets a daily routine, and the Simona on the other side of the spectrum, who also lives in faraway countries, but decidedly less exotic, more dangerous and complex, but rich with the satisfaction of knowing that she truly is giving a helping hand to the less fortunate of this world. So sometimes it happens to me to think that, at some point of my life, I thought that would be my future, I hoped I could take that direction, I got close, then life turned out very differently. And sometimes I feel that I lacked something: had I been luckyer, more committed, more determinated, more disciplined, more adventurous, could I be “there” now? Would I enjoy it? Would I be any good at it? And the answers are multiple and the same: some things I could have done just as well, others I would have failed at, some could have made me happy, others would have been an escape. But these thoughts last less than the time it takes me to realise I have thought them. I have the life that I have chosen, more or less conciously, the life that Life worked out for me, with my complicity. My daily routines may look glamourous, or satisfying, or exceptional or heart warming to others: and if I step away and look at them, I look at me going through them, I can see the glamourous, satisfying, heartwarming side. And I see myself enjoying them fully, gratefully. We all are the sum of our potential, our chance and our choices: my sum turned out on the positive and very fortunate side of things. Yes, there’s more I can do, but I like that better than more that I could have done. Nothing is amiss, but there’s still space and time for dreams, projects, goals and surprises. I like the way my facebook pages are populated by interesting people: different, colourful, fun, professional, loving, odd… I like that my life is populated by them and I wish I could share more of my time with each of them, because people are the most surprising of all things crowding the planet. So I write a message, chat with one of them, take the phone and invite the other one over for the week-end – and let my life be touched, and stimulated, by theirs. So, thank you all.

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Mio marito ha scoperto Charlie & the Cats, aka Charile Cinelli. Io lo conoscevo più per sentito dire che altro ed allora, sull’onda del suo entusiasmo, ho spiato un po’ su YouTube… 🙂

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E’ stata una lunga giornata e per restare in tema di verde non mi viene in mente nulla se non… KERMIT!! Vabbé, con Kylie 🙂 Buona giornata a tutti e, mi raccomando, vi voglio numerosi a commentare il post di ieri. Condividetelo e passate parola – nessuno mi ha ancora dato la sua opinione sull’idea del “censimento dei supermercati”, per esempio. Ed a suggerimenti eco-compatibili siamo ancora un po’ al BASIC – sempre noi soliti chiacchieroni, oltretutto!!! X-)

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Cari Viziosi,

oggi parte una campagna pratica per aiutarci l’un l’altro a fare di più per un mondo più vivibile, sostenibile, futuribile 🙂 Come sapete é un tema che a me sta particolarmente a cuore, ma dalle vostre reazioni appassionate e puntuali (dentro e fuori dal blog), ho capito che é un interesse comune, e personalmente mi sembrerebbe assurdo che non lo fosse. Io credo che sia possibile già oggi fare di più e meglio per una “rivoluzione verde”: non penso che sia FACILE, ma MENO DIFFICILE di quello che siamo abituati a credere. Penso che un mondo più “verde” non sia una speranza da anime belle, ma una necessità impellente. So che ci vorrà del tempo perché si raccolgano i risultati di ciò che si fa (o non fa) oggi, ma credo che avremmo potuto e dovuto partire ieri con politiche individuali e comuni per un vivere più attento, rispettoso della natura (in senso ampio, ma anche nel senso stretto della nostra, spesso inquinata da abitudini comode, ma malsane). Quindi attiviamoci nel nostro piccolo per far partire dal basso, come mi dicono alcuni di voi, un esempio attivo e costruttivo, che possa permetterci di cambiare qualche gesto quotidiano. Ma attiviamoci anche per chiedere, a chi ha la possibilità di avere un impatto maggiore del nostro singolo sforzo, in modo preciso, informato e propositivo, obiettivi che siano concreti e realizzabili. Io partirò con una serie di suggerimenti, che hanno cambiato le mie routines: alcuni veramente elementari, ma che tutt’ora vedo troppo spesso non praticati da tutti, altri più curiosi, cose magari alle quali non avevamo mai pensato prima o che non sapevamo. Aspetto i vostri consigli, le vostre correzioni e contro proposte. Infine vi sottopongo un’idea, che potremmo facilmente realizzare insieme, per arrivare a chi, come dicevo, può un po’ più di noi.

Raccolta differenziata: incredibile, ma vero, molti ancora non differenziano i rifiuti! Alcuni si nascondono dietro la leggenda urbana che poi la A2A brucia tutto insieme, mentre questo non é vero. Certo, il termovalorizzatore ha i suoi limiti e la gestione é migliorabile, ma differenziare i rifiuti casalinghi é FONDAMENTALE. Se già differenziate plastica, carta, vetro e lattine, cercate anche nel vostro comune i contenitori per l’umido o, se avete un giardino, munitevi di una compostiera o, ancora meglio, fate una bella buca in un angolo appropriato per buttarvi i vostri resti di cucina, bucce, gusci, etc. Ricoprendola di terra periodicamente aiuterete il terreno a smaltire, evitando cattivi odori. Richiedete al vostro comune i listini che indicano in quale contenitore buttare ogni tipo di rifiuto – ma ignorate il fatto che vi dicono che piatti e bicchieri di plastica non vanno buttati con la plastica. Questo controsenso nasce infatti dal rifiuto dei produttori di pagare la tassa di smaltimento, non dal fatto che la plastica in oggetto non sia riciclabile. Potete anche rompere le scatole al vostro comune per migliorare il sistema di raccolta e sappiate che quelli che sembrano fatidiosi gesti da imparare per sostituire comode abitudini, diventano abitudini nuove ed irrinunciabili in un battibaleno: pensate all’attitudine verso la sigaretta, anche per chi continua a fumare – non vi sembrerebbe assurdo oggi accendere una paina in un negozio, ristorante, in aereo?!?!

Detersivi: cercate detersivi a basso impatto nei supermercati. Lo so, é un’impresa, su questo punto ritorneremo. Ma tutti i supermercati hanno già quelli concentrati, per esempio, che richiedono meno acqua nella formulazione e impiegano meno plastica per i bottiglioni, essendo più piccoli. Cercate anche i distributori di “detersivi alla spina” che alcuni supermercati hanno e riempite i bottiglioni che già possedete più e più volte. L’ideale sono i detersivi formulati con prodotti naturalemente pulenti, ma ad oggi ce ne sono pochi in giro nel nostro paese: scopriamo dove!

Lavaggi: Ricordatevi che in lavastoviglie é, non solo abbastanza, ma addirittura MEGLIO mettere solo 1/2 pastiglia (Bicchieri opachi? Il problema potrebbe essere troppo detersivo, invece che poco sale o brillantante!). Per quanto riguarda le lavatrici, io non lavo praticamente mai nulla al di sopra dei 40 gradi. Shpappara mi dice che lei addirittura lava tutto a 30! Io i delicati e la lana li lavo a circa 10/15 gradi, anche perché l’acqua del risciacquo é sempre fredda ed é la differenza di temperatura a far infeltrire i tessuti. E non uso anticalcare, perché un tecnico (ingegnere in pensione) mi ha detto che il calcare si attacca solo al di sopra dei 60°C. Quindi, ok se lavate una volta ogni tanto biancheria molto sporca, ma per il resto, non c’è bisogno di alzare le temperature, anzi. Io non uso nemmeno mai l’ammorbidente, ed Arthemisia suggerisce, se vi é strettamente necessario, di usare l’aceto di vino bianco. Certo, se lo usate perché vi piace il profumo (!!!)… cambiate detersivo e basta!! 🙂

Acquisti al supermercato: cercate di comprare verdure e frutta segliendo quella meno imballata: l’insalata pre-lavata, per esempio, é diponibile sia in sacchetto che in vaschetta. Ecco, bocciate la vaschetta!!!

Caricatore: Staccatelo SEMPRE dopo aver ricaricato i vostri gingilli tecnologici!! Altrimenti consuma a vuoto – molti infatti risultano caldi al tatto, se ci fate caso.

E per oggi la chiudiamo qui con i suggerimenti, sennò mi si accusa di scrivere troppo! Ma coninuerò in post seguenti, tutti d’ora in poi rintracciabili nella categoria Economia Verde.

Ho, però, una PROPOSTA: mi piacerebbe che mi aiutaste a fare un censimento dei supermercati, per zona e catena, per sapere chi offre prodotti a basso impatto, eco-compatibili, distributori a spina, etc. Per esempio il Carrefour ha alcuni prodotti di marca omonima “verdi”: carta igienica prodotta da carta riciclata non sbiancata (fondamentale il non sbiancato, il processo di sbiancamento é altamente inquinante). Certo, é un po’ pochino – eufemismo dell’anno – e costano più degli altri 😦 Vorrei documentare quali prodotti si trovano in quali supermercati, a quali prezzi, e compilare una lista. Pensavo anche, come passo successivo, di concentrarci sull’Italmark, di proprietà di Bresciani, che alcuni di noi conoscono, più o meno da vicino. Una volta informati sui prodotti disponibili sul mercato, mi piacerebbe lanciare una campagna per chiedere ai proprietari una maggior attenzione per questo settore, per il quale la richiesta é in costante aumento. Anche chi conosce i GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) può aiutarci a conoscere prodotti che oggi non sono disponibili nelle grandi superfici. Fare una spesa “verde” in Belgio per me era molto più facile e meno costoso, già 5 anni fa, di quanto non lo sia oggi in Italia. Quindi é possibile e, se noi lo chiediamo in modo proattivo: una richiesta che parte dal basso, può ottenere risultati “in alto”.

Mandatemi le vostre idee: mi aiuteranno a migliorare il mio comportamento, e potrò organizzarle per riproporvele in modo preciso e facilmente consultabile! E mi farebbe molto piacere se condivideste il post di oggi, per allargare la discussione a più persone possibile – GRAZIE!

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… pure grigietto… ma se chiudiamo gli occhi per un attimo e dedichiamo due minuti solo a noi, la settimana si può anche cominciare in allegria!

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Che belle le mattine così…

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